mercoledì 10 marzo 2010

PROTESTANO IN "MALATTIA" GLI INFERMIERI PRECARI DI POZZUOLI E GIUGLIANO

NUMEROSE ASSENZE DAL LAVORO PER CHIEDERE CONTRATTI DI STABILIZZAZIONE

di Gennaro Del Giudice
articolo pubblicato sul quotidiano "Roma" mercoledì 10 marzo 2010

POZZUOLI/GIUGLIANO. Continuano le assenze per malattia da parte degli infermieri precari nell’ospedale San Giuliano di Giugliano. Dopo i 37 certificati medici inviati lunedì da parte di altrettanti dipendenti con contratto a tempo determinato, attraverso i quali veniva giustificata la propria assenza dal posto di lavoro per motivi di salute, ieri altre defezioni di massa si sono registrate al nosocomio giuglianese. Nonostante i controlli fiscali domiciliari predisposti dall’Azienda nei confronti degli assenti per accertare la natura del malessere che ha impedito ai numerosi lavoratori di prestare servizio, anche ieri 45 infermieri sono risultati assenti, su complessivi 79 in servizio presso la struttura, tutti con contratti a termine e tutti per motivi di salute. Defezioni di massa che hanno colpito anche un altro ospedale che fa capo all’Asl Napoli2 Nord, il “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli. Infatti anche qui, nella giornata di ieri, dopo le 4 assenze per malattia registratesi nella giornata di martedì, ben 35 sono stati gli infermieri che, attraverso certificazione medica presentata alla dirigenza sanitaria del nosocomio, si sono assentati dal proprio posto di lavoro sempre per motivi di salute. In tutto 80 assenti “giustificati” nei due ospedali solo nella giornata di ieri. Nonostante ciò, fanno sapere dalla dirigenza dell’Asl, presso entrambi i presidi ospedalieri le attività non hanno subito variazioni e non ci sono stati disagi nell’assistenza ai cittadini. Tuttavia, la direzione del S. Giuliano, ha comunicato alle autorità competenti le difficoltà in cui vengono ad essere erogati i servizi sanitari allertando che, qualora il fenomeno dovesse continuare, potrebbero esserci problemi anche nell’erogazione dei servizi per l’emergenza. Infatti per ora, fanno sapere dalla dirigenza dell’Azienda, si tenta di sopperire alle assenze facendo ricorso a turni con straordinari, rinunce a giornate di riposo, richiami dalle ferie, elargendo il servizio grazie ad uno sforzo congiunto da parte delle forze lavorative per ora reperibili. Ma che con il protrarsi del tempo potrebbero non bastare. Ad accomunare gli assenti di Giugliano con quelli di Pozzuoli la protesta attraverso la quale chiedono una stabilizzazione contrattuale lavorativa. Infatti sono circa 500 i lavoratori sanitari precari in Campania, dei quali grossa parte, circa 200, appartenenti all’Asl Napoli2 Nord. Tutti con contratti a termine ed in scadenza. Una protesta che per ora sembra non sopirsi, succeduta all’occupazione degli uffici dell’Azienda e a quella dello stesso ospedale San Giuliano durante la settimana scorsa. Nel frattempo nella mattinata di oggi si terrà, presso gli uffici del Centro Direzionale di Napoli un incontro con il subcommissario governativo della sanità, Giuseppe Zuccatelli, durante il quale si tenterà di trovare una soluzione ad una crisi che potrebbe diventare, in breve tempo, una vera e propria emergenza.

martedì 9 marzo 2010

IL MNISTRO CARFAGNA AL CARCERE FEMMINILE DI POZZUOLI

IN VISITA ALLE DETENUTE PER LA FESTA DELLE DONNE
di Gennaro Del Giudice
(foto di Angelo Greco)

POZZUOLI. Un lungo tappeto rosso e fiori di mimose per accogliere l’arrivo del Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, giunta ieri pomeriggio nel Carcere femminile di Pozzuoli. Quando alle 16.37 ha varcato la soglia dell’ingresso, ad attenderla la direttrice dell’istituto penitenziario Stella Scialpi, il saluto di un drappello di guardie carcerarie in alta uniforme e numerosi tra fotografi e giornalisti. Nella giornata dedicata alla festa delle, il Ministro Mara Carfagna ha scelto di festeggiare con coloro che stanno pagando con la privazione della libertà per i propri errori commessi.
Giunta a Pozzuoli dopo aver partecipato insieme al ministro Giorgia Meloni ad un incontro al Quirinale alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano per per la Giornata internazionale della donna intitolata «Per le donne di domani», dedicato alle bambine e alle ragazze che vivono nel nostro paese, il ministro si è recato nel capoluogo flegreo per portare il proprio saluto alle 176 detenute dell’istituto penitenziario.


Qualche minuto insieme alla direttrice nella direzione della casa circondariale di via Pergolesi poi la visita al laboratorio di torrefazione di caffè dove si è intrattenuta insieme alle 10 detenute-lavoratrici che quotidianamente sono impegnate per la produzione della miscela che da corpo e gusto al caffè “Lazzarelle”.

Qui ha potuto ammirare le varie fasi del processo di miscela, torrefazione, essiccazione, confezionamento del prodotto, messo in campo grazie ai 210mila euro finanziati dall’assessorato della Regione Campania e realizzato grazie all’apporto delle associazioni, che hanno contribuito alla formazione e alla “costruzione” dei vari profili professionali. Commosse ed emozionate le detenute, con le quali la ministra si è intrattenuta a parlare ed ascoltare le proprie storie personali. In particolare con una reclusa madre di 4 ragazzi, detenuta da 2 anni ed 8 mesi, la quale dovrà scontare altri 11 mesi di pena detentiva.

“Queste sono persone che hanno sbagliato in un territorio così tanto difficile. Il mio augurio è che dopo la pena possano reintegrarsi nel migliore dei modi all’interno della società e del mondo lavorativo”. Il ministro Carfagna ha sottolineato come il governo si stia adoperando per essere vicino alle vicissitudini di tutte le donne, specie quelle impiegate nelle attività lavorative che, specie nei periodi di gravidanza, vedono spesso compromesso il loro impiego “Il 75% delle donne perde il lavoro quando subentra il periodo di maternità” afferma “per ottemperare ci siamo

prodigati ad aumentare ed ampliare il numero di asili anche all’interno delle strutture pubbliche in modo che la gravidanza non sia motivo di esclusione”. Il ministro ha inoltre parlato di immigrazione e delle politiche di integrazione
“Combattere l’immigrazione clandestina e consentire agli immigrati, una volta entrati nel nostro paese, di poter lavorare e integrarsi tranquillamente”.
Per l’occasione le detenute hanno offerto un buffet e il prelibato caffè “Lazzarelle” estremamente gradito al ministro la quale è stata omaggiata con cesti di mimose e confezioni di miscela nera.

ANCHE A POMEZIA OPERATORI TELEFONICI NON PAGATI

350 DIPENDENTI DELLA "SERCOMM" SENZA STIPENDIO DA 4 MESI
E A NAPOLI SONO OLTRE 200 I DIPENDENTI DELLA "CROSSING SRL" CHE NON HANNO RICEVUTO MENSILITA', TREDICESIME E TFR
NEL FRATTEMPO L'AZIENDA HA CHIUSO, A QUANTO PARE RIAPRENDO IN UN ALTRO PUNTO DELLA CITTA'
ANALOGA COSA AVVENNE 2 ANNI FA QUANDO A CHIUDERE FU LA "SERNA"
E TUTTE LE AZIENDE FAREBBERO CAPO AD UN UNICO PROPRIETARIO
DIETRO UN'UNICA REGIA?

L'articolo che segue è tratto dal "Latina Oggi" di sabato 6 marzo 2010 a cura di Stefano Mengozzi

POMEZIA. Trecentocinquanta lavoratori senza stipendio da quattro mesi e alcuni coordinatori che hanno annunciato il licenziamento: è la vicenda che vede protagonista la Sercomm srl, azienda di call center di Pomezia (via Campobello) che da quattro mesi non versa gli stipendi ai lavoratori (dipendenti e coordinatori). Una situazione divenuta insostenibile per i lavoratori, che attraverso la Cgil nei giorni scorsi hanno tentato di trovare un accordo con i vertici aziendali per evitare lo sciopero. «Siamo davanti ad una situazione drammatica - spiega il delegato della Cgil-Tel ecomunicazioni Giancarlo Polidori - per i lavoratori di questa ditta. Abbiamo tentato in ogni modo di recuperare la situazione in una serie di incontri con i vertici. Nei giorni scorsi era stato garantito il pagamento di un acconto dello stipendio del mese di febbraio, ma i lavoratori ancora non hanno ricevuto nessun bonifico». L'accordo dei giorni scorsi prevede che insieme all'acconto l'azienda si impegnasse a rateizzare il pagamento delle mensilità arretrate, garantendo invece il pagamento dello stipendio di febbraio nel giro di pochi giorni. «Aspetteremo ancora fino a lunedì - ha aggiunto il sindacalista Cgil - altrimenti i dipendenti entreranno in stato di agitazione e si sceglierà una data per lo sciopero». Intanto però la stessa Cgil nel tentativo di trovare una soluzione alla vicenda fa appello all'ufficio provinciale del lavoro. «In questa sede - sottolinea Polidori - cercheremo di trovare un nuovo accordo, che però questa volta dovrà essere rispettato dalla Sercomm». In questa vicenda va sottolineato che non è la prima volta che il titolare dell'azienda - Giorgio Arcobello Varlese - si ritrova con problemi di natura fiscale e previdenziale: i proprietari della Sercomm sono infatti gli stessi della Ermetel di via Pisacane, per la quale sul
finire del 2009 ricevemmo la denuncia paradossale di una lavoratrice che aveva lavorato per due mesi senza riceverestipendio ma ritrovandosi i contributi pagati. E sono anche gli stessi che finirono in un'operazione della Guardia di Finanza che nel maggio 2009 denunciò una frode fiscale per 17 milioni di euro: in questo caso Arcobello Varlese era stato denunciato per aver sistematicamente omesso, nel periodo dal 2005 al 2008, i versamenti di imposte, contributi previdenziali ed assistenziali e ritenute fiscali degli oltre 650 dipendenti della ditta, di cui 23
risultati irregolari e 20 completamente in nero, per un totale appunto di circa 17 milioni di euro.

lunedì 8 marzo 2010

GRAZIE!!!
A tutti i lettori del mio blog per l'attenzione concessami. Quotidianamente siete sempre più numerosi Voi lettori che, anche solo per 1 secondo,Vi affacciate a sbirciare su queste pagine.
Ad oggi siamo a 50 mila click, 50 mila volte che da una postazione qualcuno ha aperto le pagine di questo blog per informarsi, conoscere, esprimere. Un anno fa non avrei creduto di poter raggiungere in così poco tempo una cifra a 4 zeri. L'obiettivo alla nascita non era meramente numerico, ma semplicemente quello di Informare. Una Informazione con la "I" maiuscola, oggettiva, libera, senza filtri e senza una linea editoriale precisa. Se non quella di diffondere, con semplicità e trasparenza avvenimenti, sensazioni, fatti. Obiettivo che perseguirò cercando di migliorare ulteriormente quanto di buono fatto fino ad ora e laddove ce ne sarà bisogno, cambiare, rimediare, sopperire agli errori che inevitabilmente e comprensibilmente sono stati commessi e forse saranno ancora commessi, sempre in buona fede e nel pieno rispetto della libertà di espressione e della dignità di tutti.
Grazie ancora per il Vostro prezioso tempo che quotidianamente mi dedicate, per il quale cercherò di ricambiare con la massima professionalità e il massimo impegno possibile cercando di darVi la migliore informazione e libertà di espressione possibile.

Con sincerità,
Gennaro Del Giudice

sabato 6 marzo 2010

"NONNI CIVICI" ABBANDONATI DAL COMUNE DI POZZUOLI

DA 3 SONO MESI SENZA STIPENDIO
PER LAVORARE COSTRETTI AD ACQUISTARE LA "PALETTA" CON I PROPRI SOLDI

di Gennaro Del Giudice
articolo pubblicato sul quotidiano "Roma" sabato 6 marzo 2010

POZZUOLI.Il loro lavoro consiste nell’aiutare i bambini ad attraversare sulle strisce pedonali all’ingresso e all’uscita dalle scuole elementari e medie. Al suono delle campanelle sono sempre lì, di buon’ora la mattina fino a che l’ultimo studente non sia entrato e nel primo pomeriggio, ad attendere che tutti vadano via. Col sole, con la pioggia, tra urla, gli ingorghi, il caos, gli automobilisti indisciplinati, i “nonni civici” sono sempre lì a combattere per mantenere l’ordine, per assicurare l’incolumità ai più piccoli. Un lavoro retribuito con sole 6 euro lorde al giorno, che li vede impegnati dalle 8 alle 8.45, dalle 12.30 alle 13.20 e saltuariamente anche il pomeriggio. Dal lunedì al sabato, per uno stipendio mensile che al netto delle spese non supera le 100 euro. Una miseria. Un lavoro fatto più per amore verso i più piccoli che per mero scopo di lucro. Ma che, secondo quanto denunciano 3 di essi, da dicembre non verrebbe retribuito. “Il comune di Pozzuoli non ci paga da 3 mesi” afferma Teodorico Conte, 70 anni, da 6 “nonno civico” presso la scuola “elementare “Gianni Rodari” “dobbiamo avere circa 250 euro frutto di 3 mensilità non ancora retribuite. L’ultimo stipendio lo abbiamo ricevuto a dicembre, io presi 97,60 euro. Abbiamo chiesto spiegazioni ad alcuni funzionari e tecnici del comune nostri interlocutori, ci hanno risposto che per ora non ci sono soldi. ” Non ci sarebbero quindi, a detta dei 3 nonni civici che raccontano di aver parlato con gli addetti comunali, euro 97,60 al mese nelle casse del comune di Pozzuoli da destinare per il loro lavoro.
Oltre i soldi, i nonni civici lamentano anche le precarie condizioni nelle quali operano. “Non abbiamo nulla”, denuncia Antonio Pasero 69 anni nonno civico presso la scuola elementare “Elsa Morante” e Salvatore Mirabella, 76 anni, in servizio presso l’istituto “Raimondo Annecchino” “né una divisa, né un berretto, né una pettorina, né un qualcosa che ci possa contraddistinguere. Il comune non ci ha dato nulla. Nemmeno la paletta ci è stata consegnata, quella che utilizziamo l’abbiamo acquistata noi al ferramenta, spendendo 3 euro e poi abbiamo scritto sopra: Comune di Pozzuoli vigilanza scolastica”. Un servizio, quello dell’assistenza fuori le scuole che funzionerebbe solo grazie alla buona volontà di questi pensionati che a quanto pare, non verrebbero supportati tecnicamente né tantomeno logisticamente dalle autorità, mettendo in alcuni casi a rischio la propria incolumità nel caos e tra automobilisti che non gli riconoscono alcuna autorità e che spesso assumono toni di minaccia nei loro confronti “Qualche volta è venuta una pattuglia di vigili urbani a darci una mano” afferma Teodorico Conte “Spesso siamo insultati e trattati male. Subiamo prepotenze, persone che ci rispondono male, quasi a volerci aggredire quando facciamo notare che un’auto è parcheggiata male o sulle strisce pedonali e può essere di pericolo o intralcio per gli stessi bambini” Una condizione lavorativa che paradossalmente assumendo più i connotati di un’azione di volontariato andrebbe maggiormente tutelata.
Ma a rassicurare i tre pensionati e i restanti “nonni civici” ci ha pensato l’assessore alle politiche sociali e del lavoro del comune di Pozzuoli Andrea Ferro “I soldi ci sono e presto saranno erogati. Se finora non sono stati pagati è stato solo per motivi burocratici e nient’altro. Per certo dico che nelle casse del comune di Pozzuoli ci sono fondi per retribuire il loro lavoro. Per quanto riguarda le divise diedi tempo fa disposizioni per una fornitura di pettorine a tutti i “nonni civici” ad un funzionario del comune. Ora mi adopererò per risolvere il problema e chiederò a lui spiegazioni su come mai non sia stato ancora fatto niente”

venerdì 5 marzo 2010

RAPINA ALLA BANCA "MONTE DEI PASCHI DI SIENA" DI QUARTO

BOTTINO 15 MILA EURO
5 RAPINATORI ARMATI DI FUCILI E CON PASSAMONTAGNA HANNO ASSALTATO L'EDIFICIO
RITROVATA SUCCESSIVAMENTE L'AUTO LUNGO LA TANGENZIALE IN DIREZIONE GIUGLIANO

di Gennaro Del Giudice

QUARTO. Rapina ai danni del nuovo istituto creditizio “Monte dei Paschi di Siena” di Quarto. Nel primo pomeriggio, poco dopo l’apertura pomeridiana, una banda composta da cinque persone armate e con i volti coperti da passamontagna ha fatto irruzione all’interno dell’istituto creditizio di Corso Italia, nei pressi del bivio, portando via 15mila euro. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, sembrerebbe che tre dei cinque malviventi avrebbero fatto da “palo” all’esterno della struttura, due dei quali stazionando nei pressi di un bar nelle vicinanze mentre un terzo avrebbe aspettato all’interno dell’autovettura utilizzata poi per la fuga. Atteso il momento giusto per fare irruzione, altri due dei malviventi componenti della banda sarebbero poi entrati all’interno della banca. Inizialmente uno che poi avrebbe fatto aprire la porta per fare entrare il compagno. All’interno della banca i due avrebbero poi minacciato i dipendenti alle casse facendosi consegnare il denaro. Impossessatiti del bottino, che ammonterebbe a circa 15mila euro, sarebbero poi usciti dalla filiale dell’istituto creditizio e scappati insieme agli altri tre complici a bordo di un'auto, una Fiat Tempra. Attimi di paura e panico all’interno del Monte dei Paschi di Siena dove sopraggiungevano le forze dell’ordine ed iniziavano le ricerche della banda di rapinatori. Qualche ora dopo veniva ritrovata, a seguito di una segnalazione diramata dalla Sala Operativa della Questura di Napoli, quella che sarebbe stata l’auto utilizzata per il colpo. Un ritrovamento fatto da alcuni poliziotti dell'ufficio di Gabinetto addetti al settore Spedizione i quali, mentre percorrevano la Strada Statale 7Qater in direzione Giugliano, avrebbero notato una Fiat Tempra modello Station Wagon di colore verde ferma lungo il ciglio della strada. Avvicinatisi al veicolo lungo il margine destro della carreggiata, i poliziotti durante un’ispezione all’interno dell’abitacolo con ogni probabilità utilizzato dai 5 rapinatori per la fuga, rinvenivano un binocolo, una pistola semiautomatica modello Bruni, con relativo caricatore, una torcia, un paio di guanti da lavoro. E tra le sterpaglie e la folta vegetazione presente lungo la Strada statale anche un fucile semiautomatico calibro 12 marca Beretta privo di matricola, con cartucce inserite e una confezione di 23 cartucce calibro 12. Il tutto veniva quindi sequestrato e sottoposto ad ulteriori verifiche per stabilire la provenienza degli oggetti rinvenuti che, con ogni probabilità, apparterrebbero agli autori della rapina i quali probabilmente, durante la fuga, avrebbero abbandonato veicolo ed armi nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Nel frattempo proseguono le indagini da parte della Questura di Napoli e dei carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Pozzuoli per ricostruire l’esatta dinamica e cercare di risalire all’identità degli autori della rapina.

ULTIMISSIMA

RAPINA ALLA BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA IN CORSO ITALIA A QUARTO
5 UOMINI ARMATI DI FUCILI E CON I VOLTI COPERTI DA PASSAMONTAGNA HANNO PORTATO VIA 15MILA EURO
RITROVATA SUCCESSIVAMENTE L'AUTO UNA FIAT TEMPRA SW VERDE LUNGO LA SUPER STRADA IN DIREZIONE GIUGLIANO CON ALL'INTERNO UNA PISTOLA E UN FUCILE

martedì 2 marzo 2010

LIBERATI I LOCALI DELLA SCUOLA "MORANTE"

TERMINATA L'OCCUPAZIONE DOPO 5 GIORNI

di Gennaro Del Giudice
articolo pubblicato sul quotidiano "Roma" martedì 2 marzo 2010

QUARTO. Cancelli chiusi e niente lezioni anche ieri mattina, nel plesso scolastico “Elsa Morante” di via Antonio Gramsci, sede della direzione didattica del Terzo Circolo elementare di Quarto. Ieri il dirigente scolastico Giulio Lucignano ha inviato una nota al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, al questore Santi Giuffrè, oltre da informare il sindaco Sauro Secone e il direttore dell’Ufficio scolastico regionale del perdurare dello stato di occupazione messo in atto da 28 lavoratrici della società “La Partenope”, del Consorzio di ditte di pulizia “Manital”, che da giovedì notte occupano, notte e giorno, i locali della scuola per protestare contro il provvedimento che prevede il passaggio di competenze per quanto attiene la pulizia delle aule, dal personale esterno a quello interno. In particolare, le 28 dipendenti della ditta di pulizia lamentano il pericolo della perdita del loro posto di lavoro, con 18 lettere di messa in mobilità che sarebbero già pronte a partire - secondo quanto denunciato dalle lavoratrici. Il sindaco Sauro Secone e l’assessore comunale all’Istruzione, Mimmo Tiseo, hanno monitorato per l’intera mattinata la situazione ed hanno avuto numerosi colloqui telefonici con l’assessore regionale al Lavoro Corrado Gabriele, per ottenere la convocazione del tavolo di concertazione, in modo da sbloccare la situazione. «Ringraziamo l’assessore Corrado Gabriele ed il suo staff per aver immediatamente dato seguito alla nostra richiesta di incontro, che è stato convocato per domani alle ore 10,30 presso la sede dell’assessorato regionale, alla presenza del Comune di Quarto, dell’Ufficio scolastico regionale, dei sindacati e dei rappresentanti delle lavoratrici – sottolinea il sindaco Secone – Ho comunicato alle lavoratrici la notizia, invitandole all’immediata liberazione dei locali della scuola comunale, anche perché questi tagli non dipendono dal Comune, ma sono stati decisi dal govenro nazionale e contenuti nella pessima Riforma scolastica voluta dalla Gelmini». Le operaie della società “La Partenope”, dopo l’incontro con il sindaco di Quarto, hanno deciso di liberare i locali scolastici, proseguendo però lo stato di agitazione in attesa dell’incontro di mercoledì mattina in Regione.

REPORTAGE

VIAGGIO TRA LE STAZIONI DELLE LINEE FERROVIARIE "CUMANA" E "CIRCUMFLEGREA" DEI CAMPI FLEGREI - 3 PUNTATA

STAZIONE "GROTTA DEL SOLE" - MONTERUSCIELLO

di Gennaro Del Giudice
(foto di Angelo Greco)

“Grotta del Sole” fermata numero 4 partendo da Torregaveta lungo la linea Circumflegrea della Sepsa. Stazione ferroviaria del mega quartiere Monterusciello dove risiedono oltre 10mila abitanti, fin dalle ore del mattino è raggiunta dai numerosi pendolari che si servono dei treni che passano in media ogni 20 minuti, secondo la tabella di marcia riportata sul sito “www.sepsa.it” aggiornata al 7 dicembre 2002. Dove non compare alcuna immagine della fermata nella pagina “linee e mappe” dove vi sono riportate tutte le stazioni della tratta “Montesanto – Torregaveta”, corredate da foto. Immagini che si fermano alla moderna stazione di Pianura, quasi a voler collocare un muro espressione di una netta dicotomia tra modernità e arretratezza. Alla stazione di “Grotta del Sole” si giunge da due strade, da via Raffaele Viviani procedendo poi per via Libero Bovio, parallela alla strada ferrata oppure alle spalle della stazione, da via Vitaliano Brancati.
Quest’ultima, strada dalla quale si ha accesso a quello che sembrerebbe essere l’ingresso secondario della stazione, dove un cancello aperto permette alle automobili di arrivare in prossimità della banchina di attesa. Ma prezioso passaggio per carrozzine di disabili o di mamme con passeggini a seguito, che qui non sarebbero chiamate a dover oltrepassare i gradoni di quello che sarebbe l’ingresso principale della stazione. Un’apertura lungo un muro di cinta in mattoni di tufo,un cancelletto rosso alto mezzo metro, una tabella blu con su scritto in bianco “ Grotta del Sole” la banchina che divide da quella opposta, alla quale si accede da una passerella utilizzata per oltrepassare i due binari, “1” e “2”. Quest’ultimo è morto, arrugginito, fuori uso. I treni utilizzano il primo, che transita di fianco la struttura che ospita la sala d’attesa della struttura nella quale ci sono 2 panchine blu per far sedere le decine di utenti che si susseguono ogni circa 20 minuti.
Vicino a una delle quali, qualche giorno fa, fu ritrovato il corpo senza vita di una donna, forse una clochard, che la sera veniva a ripararsi dal freddo qui dentro. Qui manca un sistema di areazione, caldo e freddo si combattono naturalmente. C’è una forte puzza di urina, qualcuno forse un cane avrà urinato proprio sotto la vetrata dell’ufficio del capostazione, della biglietteria che alle 11 della mattina è vuota. Ci sono un tavolo, una sedia, una sorta di condizionatore, segno della presenza dell’uomo. Solo vecchi avvisi, annunci, affissi sul grosso vetro e in una bacheca laterale. Quasi a voler fare da corollario ai numerosi graffiti presenti sulle mura della saletta d’attesa. Dentro e fuori la strutture scritte e disegni con bombolette spray. Piccoli testi scritti a penna da quanti marinano e marinavano la scuola, in ricordo dei “filoni”. Per acquistare il ticket di viaggio, ci dicono alcuni viandanti in attesa, bisogna rivolgersi presso un’edicola sulla strada, a qualche centinaio di metri.
Bisognerebbe però conoscerla, così come sapere quali sono le altre attività commerciali presso le quali è possibile acquistare il biglietto di viaggio. Chissà cosa penserà quel famoso turista che ignaro di tutto si reca in stazione convinto di trovare una biglietteria funzionante e, in caso contrario, una macchinetta automatica dalla quale acquistare il ticket. Poi costretto a dover girovagare per le strade del quartiere. O quel cittadino che si dirige per prendere il treno alle 2 del pomeriggio, orario durante il quale le attività commerciali sono chiuse. A quanto pare, resterebbe la possibilità di poter acquistare il biglietto a bordo, sul treno. Di sera tutt’intorno fa paura. “Già dopo le otto sembra che ci sia il coprifuoco” racconta Daniela, 26 anni, commessa in un negozio di calzature in via Roma “Quando finisco alle 20.30 di lavorare, arrivo qui alle 22. Non c’è nessuno, la biglietteria è chiusa, è tutto buio nonostante le luci. Ho un’enorme paura, quando possono vengono a prendermi mio padre e mio fratello”.


























lunedì 1 marzo 2010

ACCOLTELLATO UN 22ENNE DOPO LITE IN UN PUB DI POZZUOLI

POZZUOLI. Un ragazzo di 22 anni, Diego Infante, è stato accoltellato la notte scorsa all'uscita di un pub di Pozzuoli a seguito di una lite. Il giovane è stato ricoverato all'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli dove gli sono state riscontrate ferite multiple da punto e taglio alla regione frontale, alla spalla destra e alla schiena. Dimesso, ne avrà per sette giorni. La vittima ha raccontato agli investigatori di essere stato aggredito da alcuni clienti del locale con i quali in precedenza aveva avuto un' accesa discussione. Sull'episodio, e sulla veridicità del racconto della vittima, indagano gli agenti del commissariato 'San Carlo Arena'.
(fonte: ANSA)