giovedì 11 novembre 2010

CAMBIO AL VERTICE DEL COMMISSARIATO

LO HA DECISO IL QUESTORE DI NAPOLI NELL'AMBITO DI UNA SERIE DI SPOSTAMENTI DI FUNZIONARI
IL VICE QUESTORE PAOLO ESPOSITO TRASFERITO AL VOMERO: DA LUNEDI' ARRIVA A POZZUOLI IL PRIMO DIRIGENTE MICHELE CANTE

di Gennaro Del Giudice

POZZUOLI. Cambio al vertice al commissariato della Polizia di Stato di Pozzuoli. Dopo un anno esatto dal suo insediamento negli uffici flegrei, il Vice Questore Aggiunto Paolo Esposito lascia, al suo posto il prossimo 15 novembre arriva il primo dirigente Michele Cante, Vice Questore Aggiunto attualmente alla guida del commissariato Arenella. Il cambio dopo 365 giorni rientra in una serie di avvicendamenti messi in atto in un complessivo quadro di riorganizzazione degli uffici centrali e periferici della Questura di Napoli, attraverso il quale il questore Santi Giuffrè ha disposto il turnover di alcuni funzionari. Avvicendamenti che oltre Pozzuoli, riguarderanno i locali commissariati di Vasto/Arenaccia, Pompei e Portici/Ercolano. L’attuale primo dirigente del commissariato di polizia di Pozzuoli da lunedì prossimo assumerà il controllo del commissariato del quartiere Vomero. Il vice Questore Paolo Esposito giunse lo scorso 15 novembre 2009 alla guida degli uffici di piazza Italo Balbo, nel suo curriculum il primo incarico alla Questura di Napoli come funzionario addetto all’Ufficio Prevenzione Generale. Incarico giunto dopo il corso quadriennale per funzionari di Polizia iniziato nel 1986. Dopo un anno all’Ufficio Prevenzione Generale il trasferimento presso il Commissariato Borsa dove è rimasto fino al 1997, poi il trasferimento con l’incarico a vice dirigente del Commissariato Pianura, dove nel 2002 divenne primo dirigente. Successivamente ha assunto le dirigenze dei Commissariati cittadini Dante e Decumani dove ha gestito il trasferimento dell’Ufficio dalla precedente sede di Corso Umberto I a quella attuale di Via S. Biagio dei Librai con la nuova denominazione “Decumani”. Dal 2008 fino al novembre 2009 è stato invece vice Dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli. Poi l’arrivo commissariato di polizia di Pozzuoli e l’avvicendamento con l’ex primo dirigente Antonio Canta, quest’ultimo per 3 anni alla guida del commissariato flegreo. Oltre all’incarico di primo dirigente, il Vice Questore Paolo Esposito a capo del Gos, il Gruppo operativo di sicurezza all’interno dello Stadio san Paolo di Napoli. E’ lui a capo della centrale operativa, telecamere e schermi per il controllo ai “raggi x”. Un’attenta e scrupolosa dimestichezza nelle attività d’indagine attraverso fotogrammi, file video e attività di intelligence che hanno consentito numerosi arresti su tutto il territorio flegreo nell’ultimo anno.

mercoledì 10 novembre 2010

RAID DA 600MILA EURO A "ExDATA", E' ALLARME FURTI IN CITTA'

PRIMA HANNO SMONTATO L'IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA, POI HANNO "RIPULITO" IL CAPANNONE
E' IL QUINTO "GRANDE COLPO" MESSO A SEGNO NEGLI ULTIMI MESI

di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul "Roma" mercoledì 10 novembre 2010

POZZUOLI. A muoversi abili professionisti, hanno messo le loro mani sui “megastore” con colpi pianificati messi in atto nei minimi particolari, nulla viene lasciato al caso. Finora due target di vittime su tutti, grossisti e rivenditori di articoli sportivi e informatica. Dal 23 maggio scorso 5 colpi di “qualità”, quasi 2 milioni di euro di merce rubata. Due volte “Mida Sport”, poi “Elefantino Sport”, “Micromaint” e la scorsa notte “ExData”, ancora a Pozzuoli. Campanello d’allarme per una escalation criminale che non tende a scemare, dati alla mano sono in aumento i cosiddetti “furti di qualità”, i grossi colpi, messi in campo da autentici “guru” del settore. “La situazione è tenuta costantemente sotto controllo” fanno sapere dal commissariato di Polizia cittadino diretto dal vice questore Paolo Esposito. Controlli e perquisizioni mirate nelle ultime due settimane, cresce il livello di allarme in città. L’ultimo raid notturno pare non abbia lasciato “tracce”, perfino le telecamere dell’impianto di videosorveglianza sono state rimosse dai ladri, smontate e portate via. Hanno agito nella notte in via Campana, per entrare nei locali della società d’informatica Exdata all’interno del capannone al civico 252 hanno divelto anche le grate di protezione con l’ausilio di un flex. Personal computer, monitor, notebook, centinaia i pezzi di materiale informatico portati via, probabilmente a bordo di un furgone. Notte fonda, i vialetti di via Campana illuminati dai riflettori posti fuori i capannoni del polo industriale, gli occhi elettronici che guardano in ogni angolo. Che nulla hanno potuto contro il “colpo perfetto”, nessuna traccia lasciata dalla banda, smontato l’intero impianto di videosorveglianza, i poliziotti giunti sul posto cercano qualche fotogramma utile nei file video delle telecamere poste nelle vicinanze. Nulla hanno potuto nemmeno le guardie giurate giunte in serata sul posto, dopo l’allarme pervenuto alla sala operativa sul posto nessuna traccia. Probabilmente erano già dentro, il progetto criminale era in corso d’opera. La scoperta il mattino seguente , all’apertura fatta da alcuni dipendenti, centinaia di pezzi di materiale informatico portato via, oltre 600 mila euro il bottino. In tutto sono oltre 1000 finora i pc e i computer portatili rubati ai due megastore “Exdata” e “Micromaint” e migliaia anche i capi d’abbigliamento trafugati ad “Elefantino Sport” e “Mida Sport”, quantità che confermano che ad agire con ogni probabilità sarebbe gente esperta, ben attrezzata e con strutture per il trasporto e il deposito della merce, indirizzata poi attraverso dei canali ben precisi verso le “piazze di smercio“.

martedì 9 novembre 2010

SPAVENTOSO INCIDENTE IN VIA CAMPI FLEGREI

AUTO SI RIBALTA TRAVOLOGENDO ALTRE 3 VETTURE

di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul "Roma" martedì 9 novembre 2010

POZZUOLI. Tremendo incidente stradale, notte di paura a Pozzuoli e strage sfiorata. Un’automobile in corsa che tampona un’altra, spaventoso l’urto, il mezzo si impenna, si ribalta finendo contro altre 2 vetture in quel momento ferme sul ciglio della strada, schiacciandole. Una sequenza spaventosa, attimi di terrore, sul selciato rimangono 4 automobili, una completamente distrutta che ha appena finito la sua folle corsa finendo sottosopra. Si teme una strage. Sono le 3,15 circa della notte tra sabato e domenica, in giro per le strade flegree ancora i tanti avventori dei locali della movida flegrea. In via Campi Flegrei una Nissan Micra di colore grigio sta viaggiando in direzione della Piazza dell’Annunziata, a bordo c’è un uomo. Improvvisamente, secondo le prime ricostruzioni, l’auto probabilmente ad elevata velocità sbatte contro un’altra vettura, una Opel Corsa, che in quel momento si stava muovendo nello stesso senso di marcia. A bordo c’è una giovane donna, fortunatamente uscirà illesa. Il punto dell’impatto è lungo la salita che dall’incrocio conduce verso l’ex stabilimento “Olivetti” di Pozzuoli. A seguito del tremendo tamponamento la Nissan Micra si capovolge, finisce fuori strada sbattendo contro altre due vetture, una Opel Corsa di colore blu e una Peugeot 107 in quel momento ferme sul ciglio della strada. Mezzi parcheggiati probabilmente dagli avventori dei locali che sorgono nella zona, fortunatamente vuoti in quel momento. Una sequenza terribile, la Nissan Micra finisce al suolo sottosopra, ha i vetri in frantumi, la carrozzeria accartocciata, è completamente distrutta. Il conducente viene tirato fuori dall’abitacolo, le sue condizioni non sono gravi. Soccorso, viene condotto dai sanitari del 118 presso il vicino ospedale “Santa Maria delle Grazie” in località “La Schiana”, l’uomo successivamente sarà sottoposto a test alcolemico per appurare la presenza o meno di alcool nel sangue. Gli esiti saranno negativi, l’uomo a quanto pare non era sotto l’effetto di alcool né tantomeno di sostanze stupefacenti. Sul posto oltre ai sanitari del 118 giungevano i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Arco Felice che effettuavano i rilievi del sinistro, raccogliendo le testimonianze delle persone coinvolte.

LIVERPOOL-NAPOLI, COSI' HANNO TRUFFATO I TIFOSI NAPOLETANI

ANCHE 20 TIFOSI PARTITI DA POZZUOLI TRA I 1200 SUPPORTER RIMASTI FUORI L'ANFIELD ROAD
SUI LORO BIGLIETTI D'INGRESSO ALLO STADIO C'ERANO NOMI INGLESI: ACCESSO VIETATO AGLI SPALTI, 550 EURO SPESI PER NULLA E ORA SI TENTA UN'AZIONE LEGALE PER IL RISARCIMENTO DANNI

di Gennaro Del Giuidce

POZZUOLI. Un Gennaro che diventa William, nomi emblema di paesi e culture diverse. Il celebre Gennaro made in Naples trasformato in uno dei più noti nomi di persona anglosassoni, alla base, un disegno truffaldino. Vittime, ebbene si, napoletani, “esportatori” biblici di truffe, paese Napoli dei pacchi e del gioco delle “tre campane”. Mille e duecento napoletani raggirati, tra loro anche 20 ragazzi di Pozzuoli insieme agli oltre 5mila tifosi al seguito del Napoli, per vivere l’emozione di veder giocare la propria squadra del cuore nel leggendario Anfield Road di Liverpool. Un sogno, per dire un domani “io c’ero”, in una delle trasferte storiche del calcio Napoli, forse la più prestigiosa in campo europeo insieme a quelle dell’88 a Monaco di Baviera e Stoccarda. La lunga attesa iniziata a settembre dopo la partita di qualificazione ai gironi di Europa League, il primo pensiero quando davanti alla Tv l’urna pescò le rivali del Napoli quello di volare a Liverpool, in quel mitico stadio. Le richieste dei biglietti che superano il numero dei ticket messi a disposizione dalla società inglese, il canale per acquistarli non i bagarini ma un’agenzia di viaggi. Su tutte la “Sg Travel” con sede al Vomero e la “Madura Viaggi” di Ponticelli, che a loro volta smistano i tagliandi ad altre agenzie. Probabilmente un canale preferenziale tra le due società di viaggi napoletane e il servizio di emissione di biglietti per la partita. “L’offerta era di 550 euro per voli charter andata e ritorno, il trasporto in navetta allo stadio più il biglietto d’ingresso. Tutto riportato in un contratto che noi abbiamo sottoscritto con l’agenzia del Vomero” racconta Gennaro Bruno, 28 anni, titolare del ristorante “Bobò” partito giovedì mattina da Pozzuoli insieme ad un gruppo di amici “per me era la prima trasferta, e rimarrà anche l’ultima” sottolinea deluso. Un’odissea durata 24 ore, senza soldi, cibo, acqua, l’attesa sotto la pioggia all’esterno dello stadio, le cariche della polizia a cavallo, il pericolo di aggressione da parte dei sostenitori inglesi, 550 spesi per vivere un incubo. L’avventura dei 20 ragazzi puteolani inizia giovedì mattina, partiti dal capoluogo flegreo, sciarpe, bandiere, il sogno dell’Anfield Road”. Che non fosse una giornata ad “Hoc” Gennaro e gli amici lo si capiscono appena giunti all’aeroporto di Capodichino “Li abbiamo fatto due ore di fila al check-in, c’erano migliaia di tifosi del Napoli, charter che partivano uno dietro l’altro, il nostro è stato il penultimo a decollare con un’ora di ritardo”. Oltre 1200 napoletani, divisi sui vari voli, con biglietti di volo regolari e in attesa del ticket d’ingresso allo stadio che non glie era stato ancora consegnato dal fratello del titolare dell’agenzia di viaggio con la quale avevano stipulato il contratto, 550 euro cash e il documento di riconoscimento per personalizzare il biglietto per la partita, che ovviamente come in Italia anche in Inghilterra è nominativo. “Sull’area con noi c’erano il fratello del titolare dell’agenzia e un accompagnatore, chiedemmo di consegnarci i biglietti ma risposero che ce li avrebbero dati in aeroporto appena giunti in Inghilterra, risposta che iniziò a puzzarci. Perché non darceli subito?” racconta Gennaro, che rivive passo dopo passo la drammatica avventura “Giunti all’aeroporto venimmo controllati dalla polizia, poi chiedemmo di cambiare i soldi, gli euro che avevamo noi in sterline, ma la cosa ci fu negata. Non avevamo quindi la possibilità nemmeno di poter acquistare qualcosa, cibo, bevande, nulla”. Dall’aeroporto il successivo trasferimento a bordo dei pullman, la scoperta del raggiro, il mondo che inizia a crollare addosso “Nel pullman i due dell’agenzia iniziarono a distribuire i biglietti per l’ingresso allo stadio, ed allora iniziammo a capire che qualcosa davvero non andava. Li davano così alla rinfusa, senza controllare i nomi. A me capitò un biglietto con su riportato “William” quando invece sul mio biglietto doveva essere scritto Gennaro Bruno. Inoltre il settore riportato sopra non era quello ospiti ma il settore corrispondente ai nostri Distinti, quindi destinato ai tifosi del Liverpool. E alcuni dei biglietti sembravano rifatti, come se ristampati, delle copie.”. Giunti all’esterno dell’Anfield Road, i 1200 tifosi vengono ammassati in un parcheggio, con loro agenti della Digos italiani, tutt’intorno un impotente cordone di polizia inglese e agenti a cavallo. “Quando videro i biglietti anche gli inglesi si meravigliarono, inizialmente ci dissero che ci avrebbero fatti entrare, magari nel settore dove c’erano i tifosi del Liverpool, divisi da un cordone di Stewart”. Ma così non fu. Il timore che la trasferta dei sogni si trasformasse in incubo diventava si concretizzava attimo dopo attimo. “Ad un cero punto ci dissero che era impossibile per noi entrare allo stadio, non si poteva assolutamente. Eravamo 1200 tifosi del Napoli chiusi in quest’area di sosta, sotto la pioggia per due ore senza poter mangiare né bere né andare in bagno, eravamo tutti brave persone, tra di noi ragazzi, cinquantenni e coppie di fidanzati, trattati come bestie, dovevamo rimanere lì fino alla fine della partita per attendere i tifosi entrati e poi insieme ripartire per l’aeroporto”. Al fischio d’inizio della gara l’incubo diventa realtà, sale la tensione, la rabbia quando la consapevolezza di essere stati vittime di un raggiro si concretizza. Gennaro racconta quegli attimi di nervosismo fuori lo stadio, la paura delle aggressioni da parte degli hooligans “Eravamo stati divisi in 2 gruppi. Messi su dei marciapiedi dove accanto passavano le auto con i tifosi inglesi. Alcuni di questi scesi da un’auto con dei bastoni hanno aggredito alcuni napoletani, la tensione era alle stelle, se non è successo niente di grave è perché eravamo tutte persone perbene. Qualcuno chiese di andare in qualche pub nelle vicinanze, ma era pericoloso. Ci sono stati degli scontri con i tifosi inglesi, non è vero che si poteva vedere la partita nei locali”. 1200 tifosi azzurri all’esterno dello stadio, ad un certo punto il boato degli oltre 3mila napoletani dentro al gol di Lavezzi, gioia e disperazione che si mescolano, e un episodio su tutti rimasto impresso nella mente di Gennaro “Al gol di Lavezzi un signore accanto a me ha ricevuto la telefonata della figlioletta che le chiedeva del gol. Lui ha fatto finta di trovarsi nello stadio, sarebbe stata una delusione dire alla figlia cosa stava accadendo realmente in quel momento. Poi improvvisamente quell’uomo è scoppiato in lacrime” Dallo spiazzale i 1200 tifosi vengono spostati nei pullman, per evitare contatti con i tifosi del Liverpool che al termine della gara sarebbero usciti ritrovandoseli di fronte. Altre ore di attesa, senza acqua né cibo né soldi. Nel frattempo dileguatisi i due dell’agenzia che aveva venduto loro i biglietti. Terminato il match il viaggio di ritorno all’aeroporto, poi la partenza alle 5,30 del mattino (6,30 ora italiana) e l’arrivo a casa per Gennaro e gli amici alle 11,30. 24 ore di odissea e la rabbia di essere stati vittime di un raggiro. Al ritorno in Italia le agenzie chiuse, di coloro che hanno venduto il pacchetto di viaggio per la partita nessuna traccia. “Non credo che recupereremo questi soldi, acne se nei prossimi giorni faremo qualcosa attraverso un avvocato. Nel frattempo c’è una pagina su Facebook attraverso la quale siamo tutti in contatto. Pacchetto viaggio venuto a 550 euro, biglietti di volo validi, viaggio effettuato, solo il ticket di ingresso allo stadio “non utilizzato” perché con nomi diversi da quelli reali. Frutto di un disegno truffaldino? L’unica certezza nel frattempo, il sogno alimentato dalla passione trasformatosi in un’odissea.

lunedì 8 novembre 2010

IMPIANTI SPORTIVI, TRA CONCESSIONI "ANOMALE" E FITTI NON PAGATI

TRA 2 MESI SCADONO LE CONCESSIONI, E' GUERRA AI DEBITORI
DECINE DI MIGLIAIA DI EURO ANCORA DA VERSARE NELLE CASSE DEL COMUNE, PER IL 2011 INDETTO NUOVO BANDO

di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul "Roma" domenica 7 novembre 2010

POZZUOLI. Scadrà il prossimo 31 gennaio 2011 la concessione per gli impianti sportivi a Pozzuoli, ma è guerra ai debitori. Sarebbero decine le migliaia di euro che i concessionari devono ancora versare nelle casse dell’ente, nonostante una gestione “anomala” delle strutture. “Anomalie” che risalirebbero al 2000 quando senza alcun bando di gara l’allora amministrazione comunale “assegnò” alcuni dei siti sportivi presenti in città. Attraverso una semplice autorizzazione temporanea rilasciata agli intestatari delle varie società ed associazioni sportive (alcune succedutesi nella gestione degli impianti nel corso degli anni), nell’attesa del perfezionamento dell’iter amministrativo per il rilascio della vera e propria concessione di utilizzo degli impianti. Attesa durata 9 anni e impianti sportivi concessi “protempore”, 108 mesi durante i quale le strutture sarebbero state gestite senza una concessione figlia di un bando di gara. Ma attraverso una “concessione nelle more del perfezionamento degli atti amministrativi, in gestione d’uso dell’ impianto” come si legge in una delle concessioni firmate dall’allora assessore al ramo accompagnata dal mandato ad una società esterna “di effettuare un rilievo al fine di quantizzare l’importo dei lavori eseguiti all’impianto sportivo e determinare il canone di mercato”. Bassi canoni di fitto, concessioni anomale alle quali si si aggiungeva l’insolvenza nel pagamento dei fitti di parte dei gestori. “Le concessioni date per la gestione degli impianti ad oggi non esistono da un punto di vista giuridico e sono da definirsi improprie, questo è inutile nasconderlo. Ma c’è da considerare che avendole date in concessione si è evitato che facessero la fine di tante altre strutture nel corso degli anni vandalizzate e distrutte” afferma Carlo Pubblico, dirigente dell’ufficio sport del comune di Pozzuoli “Stiamo recuperando tutti i debiti pregressi da parte di coloro che gestiscono gli impianti sportivi in città, tutti devono restituire le somme pendenti, qualora non dovessero saldare il debito con l’ente al 31 gennaio 2011 saranno cacciati e non parteciperanno al bando di gara per l’assegnazione degli impianti. Due delle strutture in questione, nel quartiere di Monterusciello, sono già state riprese dal comune, una delle quali ci deve ancora 35mila euro”. Bando pronto ma in attesa dei dati sul reale valore dei beni da concedere, al lavoro i funzionari dell’ufficio tecnico del comune impegnati in un’attività di “screening” per ridare “una congrua valutazione alle strutture”. “La ricognizione da parte dei tecnici comunali è partita già dalla vecchia amministrazione Giacobbe nello scorso febbraio e solo al termine di questa potremo avere dei dati e dare il via ad un bando di gara con un reale valore del canone d’affitto la cui concessione delle strutture avrà durata 6 anni”. Concessioni che potrebbero a distanza di un decennio, rientrare nella “normalità”. Dopo 9 anni lo scorso gennaio è giunta una sorta “regolarizzazione” protempore dei concessionari “di fatto”, cioè coloro che fino a quella data avevano gestito le vari strutture sportive presenti in città. Approvata anche in consiglio comunale, attenendosi al regolamento in materia e senza alcun bando pubblico, con l’assegnazione dei concessionari “di fatto”, sarebbe stata ulteriormente riconosciuta legittima la gestione “protempore”. Ma resta da sciogliere il nodo debito. Ad oggi l’ente è impegnato nel recupero del credito verso parte dei gestori insolventi. Non ancora resi ufficiali i dati, ma il credito che vanterebbe il Comune di Pozzuoli ammonterebbe a decine di migliaia di euro. L’ultimo dato, risalente al 31 dicembre del 2006 quantificava in 195 mila 260 euro il debito totale da parte dei gestori di 10 impianti sportivi presenti in città, a fronte di irrisori canoni di fitto mensile, di questi il più alto pari a 556 euro per attività che beneficiano sia di strutture all’aperto (vedi campi di calcio, calcetto, bocce) che coperte (palestre, ma anche spogliatoi e uffici).

sabato 6 novembre 2010

ANCORA RAPINE A "MANO ARMATA", E' ALLARME IN CITTA'

RAPINATO IL SUPERMERCATO "SISA" AL RIONE TOIANO, E' CACCIA AI MALVIVENTI
SALGONO A SEI I "COLPI" MESSI A SEGNO NELL'ULTIMA SETTIMANA AI DANNI DI ATTIVITA' COMMERCIALI

di Gennaro Del Giudice
servizi pubblicati sul "Roma" e "Corriere Flegreo"

POZZUOLI. Sequenze di un disegno criminale che si ripetono per l’ennesima volta all’interno di un supermercato. Arrivano a bordo di un ciclomotore, volti coperti, pistole in pugno, passo spedito verso le casse, l’arma puntata verso l’operatrice di turno, la minaccia che la costringe a consegnare il denaro contante. Attimi di interminabile paura, secondi che diventano ore per quanti assistono alla scena, il timore che da un momento all’altro possa succedere qualcosa di irreparabile. Il rapinatore che prende i soldi, allenta la minaccia, raggiunge il complice che lo attende fuori e insieme in sella ad un motorino si danno alla fuga. Descrizione di un sequel iniziato da tempo, che sembra avere come protagonista sfortunato della storia la catena di supermercati “Sisa” presenti in città. L’ultima in ordine di tempo, la rapina messa a segno ai danni del supermercato “Sisa-Catania” di via Antonino Pio, nel rione Toiano. Ad una settimana esatta dalla rapina ai danni del punto vendita di via Allodi, nel quartiere di Monterusciello quando anche in quell’occasione rapinatori armati intimarono pistola in pugno si fecero consegnare i soldi contenuti nelle casse per poi scappare Giovedì sera intorno le 18,30 circa a fare irruzione sarebbero stati ancora una volta due uomini, giunti a bordo di un motorino. All’interno del supermercato clienti e dipendenti, presenza che non scoraggiava i rapinatori. Giunti dalla strada principale, dopo aver imboccato la traversa che conduce al parcheggio della struttura dalla quale si ha l’accesso al locale, uno dei malviventi scendeva dal veicolo entrando del supermercato. Una volta dentro l’uomo con volto semicoperto, si avvicinava alle tre casse e sotto la minaccia della pistola, si faceva consegnare dai cassieri il denaro in contante. Svariate centinaia di euro, un raid fulmineo, per poi dirigersi fuori, dove insieme al complice si dava alla fuga. Il tutto davanti agli occhi dei presenti e delle telecamere a circuito chiuso installate all’interno del locale. A quanto pare la terza rapina messa a segno ai danni del punto vendita di via Antonino Pio che insieme alle quattro contro il supermercato di Monterusciello porta a sette le rapine contro negozi della catena Sisa nei due quartieri. Bersaglio casuale o alla base un’azione pianificata contro la catena di supermercati? Sette rapine contro due supermercati della stessa catena risultano essere un dato oggettivamente allarmante. Titolari che non vogliono piegarsi a richieste estorsive o semplici bersagli di rapinatori? Sulla scorta dei fotogrammi presi dai circuiti di videosorveglianza installati nei locali, delle testimonianze, indagano gli inquirenti per risalire alla “mano” o alle “diverse mani” che avrebbero agito nelle varie occasioni. Dopo la rapina di giovedì sera sul posto giungevano i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della compagnia di Pozzuoli. Un’escalation criminale che sembra non fermarsi in città, nell’ultima settimana salgono a 6 i colpi messi a segno ai danni di altrettante attività commerciali. I due supermercati “Sisa” nel Rione Toiano e a Monterusciello, il centro scommesse di via Tranvai a via Napoli, l’Elettroforno nella piazzetta di Arco Felice, il negozio di abbigliamento in pieno centro storico a Pozzuoli e il negozio di telefonia di via Roma, nei pressi del porto. Episodi che lanciano un serio campanello d’allarme in città.

SCHIANTO CONTRO CAMION, AUTO SI RIBALTA

SPETTACOLARE INCIDENTE STRADALE IN VIA CUMA AL FUSARO
FERITO IL CONDUCENTE DELL'AUTOMOBILE TIRATO FUORI DALL'ABITACOLO DA ALCUNI PASSANTI

di Gennaro Del Giudice
servizi pubblicati sul "Roma" e "Corriere Flegreo"

FUSARO/BACOLI. Spaventoso incidente stradale al confine tra i comuni di Bacoli e Pozzuoli. Un’automobile in corsa finisce contro un camion in sosta, terribile l’urto tra i due mezzi, l’auto dopo lo schianto invade la corsia opposta ribaltandosi. L’automobilista ferito, sotto shock viene estratto dall’abitacolo da alcuni passanti, poi la corsa in ospedale. Forse l’alta velocità, una improvvisa perdita di controllo del veicolo, tra le ipotesi alla base di un incidente che fortunatamente non ha avuto conseguenze particolarmente gravi. Ma che, viste le modalità, si sarebbe potuto trasformare in tragedia se nel momento successivo all’urto, quando l’automobile finiva nella corsia opposta ribaltandosi, qualche veicolo o motorino si sarebbe trovato a transitare nell’opposto senso di marcia. L’auto senza controllo avrebbe potuto investire gli altri mezzi, provocando un disastro. L’incidente nella mattinata di giovedì in via Cuma a Fusaro, al confine tra Bacoli e Pozzuoli, all’altezza del civico 312. Erano le 10,30 circa, quando alla guida di una Wolkswagen Golf di colore grigio c’è un 54enne di Pozzuoli. L’uomo, fratello di un agente di polizia municipale di Pozzuoli stava viaggiando verso “Arco Felice vecchio”, in direzione “La Schiana”. Nella stessa corsia, accanto al cancello del giardino di un’abitazione un camion fermo, parcheggiato sul ciglio della strada, all’interno ancora il conducente. Sul carrellone del mezzo della legna da scaricare, che il conducente del mezzo, di lì a poco avrebbe dovuto consegnare. Improvvisamente, la tremenda collisione. La Wolkswagen Golf guidata dal 54enne finiva contro il camion, la collisione tra la parte anteriore destra dell’automobile e la parte posteriore sinistra del mezzo in sosta era tremenda. Lungo il selciato nessun segno di frenata, l’uomo avrebbe perso il controllo dell’auto finendo contro il mezzo, forse anche l’alta velocità alla base del sinistro tra le ipotesi formulate negli attimi successivi all’urto, secondo una prima ricostruzione. Saranno ora gli inquirenti sulla base dei rilievi e delle testimonianze raccolte ad avvalorare o smentire tale tesi. La Wolkswagen Golf finiva sottosopra, i vetri nell’urto andavano in frantumi e la carrozzeria si accartocciava. Il 54enne puteolano alla guida ferito veniva tirato fuori dall’abitacolo dal conducente del camion e da un automobilista che accorrevano in suo soccorso. Aiuti venivano prestati anche dagli abitanti delle abitazioni che sorgono lungo la stradina che da Fusaro porta al bivio per Arco Felice vecchio e via Cuma Licola. L’uomo alla guida della vettura riportava diverse ferite al volto e in altre parti del corpo, soccorso dai sanitari del 118 giunti sul posto veniva trasportato presso l’ospedale “Santa Maria delle Grazie”. Fortunatamente le sue condizioni non erano gravi. Uscito illeso dall’incidente il conducente del camion. Sul posto giungevano i carabinieri della stazione di Bacoli e del Nucleo Operativo Radiomobile di Arco Felice, quest’ultimi impegnati nei rilievi del sinistro. Traffico in tilt in tutta l’area, la situazione ritornava alla normalità solo intorno la mezza, quando il veicolo, in parte distrutto, veniva rimosso dalla carreggiata dagli operai dell’azienda incaricata per il servizio di rimozione stradale e ripristino post-incidente.

venerdì 5 novembre 2010

NASCE "AMICI DEL FUSARO"

ASSOCIAZIONE NO-PROFIT PENSATA PER I GIOVANI

di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul quotidiano "Roma" venerdì 5 novembre 2010

FUSARO/BACOLI. Hanno realizzato un sogno, dare a tanti ragazzi ciò che loro non hanno avuto. Un luogo dove potersi incontrare, trascorrere i pomeriggi post-scuola, fare attività ricreativa, per non cadere nelle tentazioni della strada. Fautori dell’iniziativa 4 amici, Antimo Di Meo, Vincenzo Capuano, Tommaso Carannante e Francesco Di Meo, giovani cresciuti nella difficile realtà del quartiere “Fusaro”, scampati alle insidie della strada, che oggi mettono in campo forza e passione. Nasce così l’associazione “Amici del Fusaro” presentata mercoledì sera a “Villa Rossana” a Bacoli. Una “no-profit” senza colore politico che vanta oltre 150 tesserati, tra di loro giovani ma anche numerosi professionisti vicini alle problematiche del Fusaro, frazione di Bacoli, una squadra di calcio a 5 iscritta al campionato di serie D, una sede sociale e un campo da gioco. “Aggregazione e partecipazione attraverso la cultura dello sport ” il loro slogan, tanto sacrificio e dedizione per il proprio territorio, i più deboli, trainati dalla passione per il gioco del calcio, che li ha spinti a fondare una squadra di calcio a 5 che prende il nome dell’associazione. Ai nastri di partenza il primo campionato di serie D, in cantiere la creazione di un settore giovanile, per dare spazio a tutti, gratuitamente. “Il nostro obiettivo è quello di diventare un punto di riferimento dopo la famiglia e la scuola per i ragazzi del Fusaro ma anche delle zone vicine. Attraverso attività culturali e sportive messe a disposizione di quanti non hanno la possibilità di pagarsi una scuola calcio o per i tanti ragazzi che il pomeriggio, dopo la scuola, non sanno cosa fare e stanno per strada, esposti a tante insidie. Noi vogliamo riempire questo vuoto, mettendo a disposizione le nostre attività e un luogo dove potersi incontrare”.

martedì 2 novembre 2010

UBRIACO AL VOLANTE INVESTE SEI GIOVANI

I RAGAZZI ERANO APPENA USCITI DA UNA DISCOTECA: PER SCANSARE I LORO CORPI UN'ALTRA AUTO SI E' SCHIANTATA CONTRO UN ALBERO

di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul "Roma" martedì 2 novembre 2010

LICOLA. Travolti, feriti e finiti sull’asfalto. E la notte delle “streghe” che si trasforma in un incubo per sei amici dopo una serata in discoteca, tra musica e drink. Poi il tragico epilogo, prima di fare rientro a casa. Tutti insieme decidono di andare a piedi al bar per il “classico” cornetto, mentre attraversano la strada finiscono per essere travolti da un’automobile in corsa. Il conducente del veicolo ubriaco li sbatte a metri di distanza. Ma non finisce qui, i ragazzi a terra rischiano di essere investiti da un’altra automobile che sopraggiunge dall’altra parte. Fortunatamente l’uomo alla guida nel buio scorge le sagome a terra, effettua una disperata manovra e nel tentativo di evitarle finisce contro un albero. Notte di “Halloween” da paura per 6 amici di Giugliano, giunti a Licola per festeggiare nella discoteca “Puro Club”, nei pressi del parco acquatico “Magic World”. La serata che trascorre liscia tra musica e divertimento, poi alle 4 circa, ieri mattina, decidono di fare un salto nella vicina caffetteria “Champ Elysees”. E’ a pochi passi dalla discoteca, lungo la strada principale, decidono di andarci a piedi, dopo il calore delle luci e il caos la voglia di aria fresca, le prime luci dell’alba. Improvvisamente, giunti in prossimità del ciglio del marciapiedi, mentre attraversano la corsia, sopraggiunge un’automobile, una Citroen Picasso, che li investe, facendoli finire a terra, lungo il selciato. Attimi di terrore, le urla, il dolore, contemporaneamente dall’altro lato della corsia giunge una seconda auto, il conducente che all’ultimo momento si accorge di quanto accaduto qualche istante prima, tenta una disperata sterzata per scansare i giovani che in quel momento feriti si trovano a terra. Per scansarli finisce contro un albero, fortunatamente uscirà illeso. Forte la paura, si teme per alcuni dei ragazzi, feriti in maniera più grave. Sul posto giungono i sanitari del 118 e gli agenti di Polizia stradale della Questura di Napoli. I ragazzi vengono trasportati tutti in ospedale, i tre più gravi vengono portati a bordo delle ambulanze presso l’ospedale “San Giuliano” di Giugliano, gli altri tre feriti in maniera più lieve presso l’ospedale “Santa Maria delle Grazie” in località “La Schiana” a Pozzuoli. Nessuno dei sei fortunatamente è in pericolo di vita. Mentre il conducente della Citroen che li ha investiti (risultata essere stata noleggiata presso una Rent Car di Roma) veniva fermato, a quanto pare il tasso di alcool del sangue superava quello consentito dalla legge.

TRE RAPINE E UN FURTO, E' ALLARME

ESCALATION DI EPISODI CRIMINALI, PESANTE IL BILANCIO DEL FINE SETTIMANA
PRESI DI MIRA NEGOZI IN VARIE ZONE DELLA CITTA'

di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul "Roma" martedì 2 novembre 2010

POZZUOLI. Tre rapine “a mano armata” e un furto con “spaccata” nell’ultimo fine settimana, cresce l’allarme criminalità a Pozzuoli. Vittime in ordine di tempo, il supermercato “Sisa” nel quartiere di Monterusciello e un negozio di abbigliamento in pieno centro storico. Che seguono di qualche ora le rapine ai danni del negozio di telefonia “Vodafone” di via Roma, nei pressi del commissariato di Polizia cittadino, svaligiato nel tardo pomeriggio di giovedì, bottino 6 mila euro circa, e il raid alla rosticceria elettroforno nella piazzetta di Arco Felice, dove sempre due uomini pistole in pugno prelevavano la cassa dal locale dandosi alla fuga. Ma sulle loro tracce si metteva una delle titolari dell’attività in un inseguimento al motorino dei malviventi. Escalation di furti e rapine che continuava nella notte, con la tecnica delle “spaccata” veniva svaligiato un negozio di abbigliamento in via Cesare Augusto, vicolo nei pressi della chiesa “Santa Maria delle Grazie”, nel centro storico di Pozzuoli. Secondo alcuni testimoni, poco dopo le 4,30 del mattino sarebbe stata vista aggirarsi nei pressi del locale un’automobile con a bordo alcuni giovani. All’alba gli ultimi avventori della piazzetta antistante la chiesa, cuore della movida puteolana, avrebbero notato alcuni movimenti sospetti, un’auto di colore scuro, a quanto Renault Megane, parcheggiata vicino al negozio. Qualche ora dopo la triste scoperta: la saracinesca d’ingresso al locale divelta, dopo aver tagliato la lamiera posta a protezione dell’entrata i malviventi hanno spaccato il vetro della porta d’ingresso e una volta entrati nel locale hanno fatto incetta dei capi d’abbigliamento caricandoli a bordo dell’auto e portandoli via. Il quarto furto da settembre ad oggi ai danni di un negozio di abbigliamento, dopo i due al megastore “Mida Sport” di Arco Felice e quello di appena 10 giorni fa ai danni di “Elefantino Sport” a via Campana. Altri rapinatori entravano in azione anche a Monterusciello, sempre con pistole in pugno, all’interno del supermercato “Sisa” di via Allodi , nella zona denominata delle “cooperative” a pochi metri dalle scuole elementari e medie “Gianni Rodari” e “Raimondo Annecchino”. Sequenze di un disegno criminale viste per la quarta volta dal giorno in cui il supermarket aprì i battenti, appena 40 giorni dopo l’ultima rapina. Nonostante le telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso installate nel locale, la presenza di clienti e dipendenti, i rapinatori non sembrano scoraggiarsi. L’irruzione ad orario di chiusura, poco dopo le 20 e 15 minuti, lo scorso fine settimana. Il copione sempre lo stesso: a bordo di un motorino, i volti semicoperti da cappucci, a passo svelto verso le casse all’ingresso del negozio. A quell’ora, ad una manciata di minuti dalla chiusura serale, gli ultimi clienti, i dipendenti che mettono a posto i scaffali per il giorno successivo. Il malvivente che intima alla cassiera di turno di consegnare il denaro presente nello sportello della cassa, una manciata di centinaia euro, il complice che attende all’esterno, poi la fuga a bordo del mezzo a due ruote.