domenica 13 febbraio 2011

RIFIUTI NEL CANALE, A RISCHIO IL LAGO D'AVERNO

FERMA LA MANUTENZIONE DOPO IL SEQUESTRO AI CASALESI

di Gennaro Del Giudice

POZZUOLI. Lungo le sponde del Lago d’Averno si continua a vivere con il timore di nuove esondazioni. Dopo lo straripamento dello scorso 26 novembre quando piogge incessanti provocarono la fuoriuscita delle acque che andarono ad inondare un tratto di strada pedonale proprio nei pressi del Tempio di Apollo, le condizioni lungo il famoso lago di ispirazione dantesca non sono migliorate. Infatti, è bene ricordarlo, una delle cause che 2 mesi e mezzo fa provocarono l’ingrossamento del bacino d’acqua fu la presenza di un’ingente quantità di rifiuti e di sterpaglie all’interno del canale di scolo del lago. Cumuli che non facevano altro che ostruire il condotto impedendo così il normale flusso delle acque dal lago a mare e viceversa. Straripamento che suscitò grande clamore e che riportò al centro dell’attenzione le carenze e i problemi del lago d’Averno. Ebbene, a distanza di 45 giorni siamo ritornati negli stessi posto per vedere se qualcosa è cambiato dopo i tanti solleciti da parte dei residenti e dei membri dell’associazione “Lago d’Averno” agli enti preposti. Ma purtroppo, dal nostro sopralluogo fatto ieri mattina, niente di nuovo è emerso: il canale versa ancora in precarie condizioni e la presenza di detriti e rifiuti continua a non permettere un normale deflusso delle acque. Le quali, non hanno così la possibilità di arrivare alla bocca di scolo del canale, sfociando in mare a Lucrino, nei pressi del Lido Napoli. In totale circa due chilometri di canale che dovrebbe convogliare le acque da e per il mare consentendo così un ricambio e allo stesso tempo alleviare la portata di acqua del lago nelle condizioni di “piena”. Funzioni che da mesi vengono ostacolate dalla presenza di rifiuti e dalla folta vegetazione cresciuta all’interno del canale stesso. Folte erbacce che sorgono lungo le pareti del canale finendo in acqua, detriti caduti dalla strada, carte, oggetti di plastica e numerosi rifiuti che non fanno altro che ostruire. Condizioni che fortunatamente non hanno gravato eccessivamente sulla tenuta degli argini, vista la diminuzione delle piogge. Ma che però vanno ad incidere, continuamente, sulla salute del lago nel quale sembra impossibilitato un ricambio di acqua “Fortunatamente da allora non ci sono state piogge abbondanti, quindi il pericolo di esondazione è stato evitato. Però la situazione del canale resta sempre la stessa, stiamo chiedendo agli enti preposti di poter intervenire ma per ora la situazione rimane ferma” spiega Carmine Rusciano, membro del comitato Averno “Speriamo di poter fare qualcosa, di poter ripulire noi di persona anche a spese nostre quel canale perché teniamo molto alle sorti di questo posto dove siamo nati, viviamo e dove ci lavoriamo”. E’ bene ricordare come fino allo scorso 9 luglio della manutenzione del canale se ne occupava un gruppo di volontari delle varie associazioni naturalistiche e i residenti del luogo. Operazioni di pulizia “spontanee” terminate quando lo scorso mese di luglio quando, a dell’operazione “Sibilla” che portò gli uomini della Dia di Napoli ad effettuare arresti e confische di beni ritenuti appartenenti al clan dei casalesi, fini al centro delle indagini anche il lago d’Averno. Dal giorno del sequestro non sappiamo più cosa fare e per evitare di trovarci nei guai” raccontano i volontari dell’associazione “Lago d’Averno” “non abbiamo più messo le mani in quel canale e rimanendo così costretti ad assistere a questo scempio. Abbiamo più volte scritto a Provincia, Comune, al Consorzio di Bonifica responsabile del canale per ottenere l’incarico a fare manutenzione nel condotto come abbiamo fatto in passato sempre a spese nostre”

CAMPANE PER LA RACCOLTA "PERICOLOSE"

I CONTENITORI SPESSO COLLOCATI IN LUOGHI CRITICI DELLA CITTA'



POZZUOLI. Non bastavano i vandali che finora hanno lasciato i loro “segni” su quello che doveva essere il fiore all’occhiello della città di Pozzuoli, il tanto discusso lungomare “Sandro Pertini”. Oltre alle erbacce cresciute tra fiori e piante, le buche lungo le aiuole, i lampioni rimossi e i pali dell’illuminazione danneggiati, le mura imbrattate con le bombolette di vernice spray, le giostrine per i bambini danneggiate, oggi ad aumentare la lista e il degrado del lungomare si aggiunge la presenza delle campane per la raccolta dei rifiuti che qualcuno ha deciso di collocare nientemeno che nelle aiuole, “immergendole” nel verde. Una scelta inaudita, assurda, che oltre a rovinare la bellezza del lungomare, aggiunge ulteriore scempio alla situazione già di per sé poco gratificante “Cosa ci fanno quelle campane lì e chi le ha messe?” si chiedevano ieri mattina alcune persone che passeggiavano lungo quella che sarebbe tra le prime “Grandi Opere” della città di Pozzuoli che vive la sua nascita appena 21 mesi fa. Una presenza che fa discutere, considerando anche il fatto che queste campane per la raccolta dei rifiuti differenziati andrebbero collocate in apposite isole ecologiche, magari insieme ai classici cassonetti della spazzatura. In zone “isolate” e destinate appunto alla raccolta dei rifiuti. Ma che purtroppo non sempre trovano la giusta e idonea collocazione, andando spesso ad ingombrare aree non pertinenti. In ultima, quella clamorosa che vede la loro presenza nel bel mezzo delle aiuole di un lungomare. “Ma dove collocarle queste campane?” si sarebbe chiesto qualcuno che anziché tenerle vicino alla sfilza di cassonetti avrebbe deciso di donare ai raccoglitori di plastica e vetro una location più “lussuosa”. L’augurio è che a provvedere a questo spostamento sia stato qualche incauto cittadino e non qualche addetto ai lavori, perché se così fosse la situazione sarebbe davvero imbarazzante. Ma la presenza delle campane della raccolta differenziata sul lungomare “Sandro Pertini” non è l’unica presenza discutibile. Infatti non è nuovo vedere queste strutture poste in zone che in molti casi non sarebbero del tutto adatte. Come nel caso di alcuni margini delle carreggiate, dove in alcuni casi la loro presenza addirittura finisce per condizionare il regolare traffico automobilistico. Un caso su tutti sarebbe quello di via Monterusciello, dove la presenza di due campane per la differenziata sono finite al centro delle indagini sulla morte di un automobilista a seguito di un incidente stradale. Qui lo scorso 15 gennaio, in uno scontro tra un auto e un autobus di linea perse la vita un 57enne di Qualiano. E nei rilievi eseguiti dagli inquirenti giunti sul posto, finirono anche le due campane ( la classica coppia bianca e verde) che si trovavano proprio lungo la strada, provocando con la loro presenza il restringimento della corsia.

venerdì 11 febbraio 2011

“POSTI DI BLOCCO” CON AGENTI SEDUTI IN AUTO

Ecco quanto accaduto di domenica sera in Piazza della Repubblica
I vigili urbani fermavano le auto direttamente seduti nella propria autovettura



POZZUOLI. C’è chi lavora in ufficio, chi in strada e chi in macchinaAggiungi immagine. Come lavorano i tassisti, gli autisti, le forze dell’ordine quando sono in giro per controlli. Ma starsene seduti nella propria vettura e fare un “posto di blocco” per vietare l’accesso ad una piazza mai si era visto prima d’ora. O meglio, prima di domenica (30 gennaio), quando poco dopo le 21 anche a questo inedito “spettacolo” si è potuto assistere nel centro storico di Pozzuoli. Anche l’altra sera, come ogni giorno, specie nelle fasce orarie di punta, gli agenti del corpo di polizia municipale cittadino stavano presidiando l’ingresso a piazza della Repubblica, dove l’accesso in “teoria” dovrebbe essere consentito solo ai residenti che una volta fermati al “varco” sono chiamati ad esibire un permesso rilasciato dal comune di Pozzuoli. Pertanto chi è residente può entrare in piazza della Repubblica e parcheggiare laddove è consentito, mentre chi non ha il permesso è invitato a tornare indietro e nel caso in cui voglia parcheggiare, fermare la propria auto nelle aree contrassegnate dalle strisce blu. “Lavoro” che c’è da sottolineare i caschi bianchi puteolani portano avanti quotidianamente con professionalità e diligenza quotidianamente quando sono chiamati a controllare gli accessi. Mentre quando questi non ci sono, ovviamente perché non è possibile tenere impiegati per 24 ore al giorno vigili urbani a presidiare la piazza, che nel centro storico scoppia il caos, e succede che tutti entrano e tutti parcheggiano ovunque. Ebbene domenica sera qualcosa non ha funzionato perché nonostante la presenza dei vigili urbani all’ingresso di Piazza della Repubblica “tutti” entravano, residenti e non. Come mai? Saranno cambiate le disposizioni? Sono tra che ci siamo posti. Come detto in apertura, erano da poco passate le 21 quando nonostante una leggera pioggerellina il centro storico iniziava a popolarsi. E sotto una leggera pioggerellina che due pattuglie del corpo di polizia municipale composte da 4 agenti in tutti erano impegnate a controllare l’accesso alla piazza. Ma nonostante la loro presenza, si vedevano automobili entrare ed uscire in piena libertà ed indisturbate. Qualcuno esclamava “Ma non ci sono vigili? Le auto sono vuote?” vista la presenza dei mezzi che probabilmente da sole non incutevano nessun timore ai tanti “non residenti”. Nessuna “fischiettata” agli automobilisti indisciplinati ne alcuna paletta per esibita per fermare le auto e diremmo, nessun “segno di vita” da quelle auto. Tutto quindi che facesse presagire che, incredibilmente, alle 21 di domenica sera quando la piazza iniziava ad affollarsi, che i vigili non fossero presenti. Ma niente di tutto questo. I caschi bianchi c’erano e come, se ne stavano seduti comodamente nelle proprie auto, ferme nei punti di accesso alla piazza. Facevano da “supervisori” lampeggiando chi si “azzardava” a parcheggiare in prossimità dei locali che sorgono appena si accede in piazza della Repubblica in quello spazio compreso tra la fontana che fa ad angolo con corso Garibaldi e via Cosenza. Quella era la “zona rossa”, dopodiché tutto poteva accadere. Chiedevamo ad un agente alla guida di una delle due pattuglie “perché non si poteva parcheggiare in quella zona e se invece era possibile parcheggiare subito dopo, nei pressi di via Cosenza, dove c’erano tantissime auto ferme” ma la sua risposta era “Dovete parcheggiare a Largo Emporio (nei pressi del Porto) o sulle strisce blu ma non qui, perché qui non si può nemmeno entrare, è consentito solo ai residenti, queste auto saranno tutte multate” rispondeva spostandosi in auto per poi ritornare al punto di partenza, ovviamente sempre seduto in auto mentre fuori era finito di piovigginare. Ma rimasti sul posto, niente di questo accadeva, le auto ferme lungo i margini della piazzetta non venivano sanzionate e le vetture continuavano ad entrare continuamente e tranquillamente in piazza, mentre una delle due pattuglie tra l’altro lasciava il posto. Interdetti alcuni passanti che dopo aver assistito alla scena esclamavano:”Fanno le leggi a modo loro”, “Salvaguardano solo una parte della piazza, mentre l’altra la lasciano nel caos”. Mentre dopo aver assistito a tanto ni ci chiediamo: “Esistono due pesi e due misure? Le regole ( e in questo caso i divieti) sono uguali per tutti e (nel caso della piazza della Repubblica) dappertutto?

martedì 8 febbraio 2011

ASSALTO AI BAR, NESSUNA PISTA ESCLUSA

INDAGINI A 360 GRADI DA PARTE DEGLI INQUIRENTI
TRA LE IPOTESI UNA FAIDA PER IL CONTROLLO DEGLI AFFARI ILLECITI IN CITTA' O UN ISOLATO EPISODIO DI MICROCRIMINALITA'

di Gennaro Del Giudice
sul "Roma" di martedì 8 febbraio 2011


POZZUOLI. “Nessuna pista è esclusa” fanno sapere gli inquirenti che in queste ore stanno indagando sugli assalti ai bar di mercoledì scorso nel quartiere di Monterusciello. Indagini a 360 gradi, ampio il ventaglio di ipotesi sul movente dei raid che sembrerebbero collegati tra loro. Guerra per il controllo degli affari illeciti nella città di Pozzuoli, segnali di avvertimento da parte di qualche sodalizio criminale emergente o semplicemente l’azione isolata da parte di delinquenti che per intimorire le vittime, avrebbero fatto leva sull’appartenenza a sodalizi criminali.”Le indagini sono in una fase embrionale e niente può essere escluso. Non è detto che le azioni siano dettate per gestire il mercato delle macchinette da gioco che rappresenta solo uno dei numerosi business da parte delle organizzazioni malavitose. La distruzione delle macchinette potrebbe essere il frutto di una guerra per il controllo del territorio dopo gli 84 arresti messi a segno a giugno contro presunti affiliati e fiancheggiatori del clan Beneduce-Longobardi ma allo stesso tempo un’azione da parte di semplici delinquenti, ladri che alla ricerca di qualche centinaia di euro usano presentarsi come gli amici di Pozzuoli o Monterusciello per intimorire le proprie vittime”. Sugli episodi di mercoledì scorso stanno indagando i carabinieri della compagnia di Pozzuoli coordinati dal comandante Roberto Spinola. L’assalto ai bar “Flavio” e “Manu”, dove vennero distrutte vetrine e banconi, minacciati e aggrediti i clienti, distrutti e fatti spegnere videopoker e slot machines furono condotte da un commando composto da tre persone armate al grido di “Stut sti macchinett, stut sti macchinet, a Pozzuoli la comandiamo noi, lo avete capito o no, qui adesso la comandiamo noi “. Episodi che si vanno ad aggiungere ad altri episodi criminali verificatisi a Pozzuoli nelle ultime settimane come l’incendio alla videoteca “Video fantasy” di via Artiaco, l’assalto all’autolavaggio “Del Sole”, in località “La Schiana” dove 4 uomini dopo aver malmenato il titolare dell’attività esplosero numerosi colpi di pistola contro le auto ferme. Ai quali si aggiungono gli incendi a due imbarcazioni all’interno del rimessaggio Nautica Service di via del Cantiere a Licola e l’incendio contro alcune auto all’interno dell’officina meccanica Baldino, nel rione Toiano. Episodi ai quali si vanno ad aggiungere i numerosi furti e le rapine che hanno contraddistinto queste prime settimane del 2011.

domenica 6 febbraio 2011

BAR DEVASTATI - IL RACCONTO DELLE VITTIME

PARLANO I PROPRIETARI DEI BAR ASSALTATI


POZZUOLI. “Mi trovavo all’interno del locale in attesa che mia madre facesse ritorno. Nella circostanza, mi intrattenevo con la clientela. Ad un tratto, due malviventi, con il volto travisato ed armati di pistola, entravano all’interno del bar e con violenza cioè con calci, spintoni ed armi in pungo ordinavano ai clienti di abbandonare il locale” è il tragico racconto denunciato da una delle vittime ai carabinieri di quanto accaduto all’interno del bar “Manu” intorno alle 19.40 di mercoledì sera “Uno dei due delinquenti si scagliava contro di me colpendomi al collo con la pistola, l’altro nel frattempo, iniziava a rovesciare i prodotti commerciali sul pavimento ed utilizzando il calcio della pistola mandava in frantumi i vetri di quattro monitor relativi ad altrettante slot machines presenti nel bar. Poi urlavano “Stut sti macchinett, stut sti macchinet, a Pozzuoli la comandiamo noi, lo avete capito i no, qu adesso la comandiamo noi!” Scene di terrore alle quali hanno assistito numerosi clienti, alcuni dei quali hanno avuto anche la peggio “Mio nipote di 20 anni stava entrando nel bar per giocare una scommessa quando improvvisamente ha avuto un calcio e un pugno. Un altro cliente che si trovava in fila è stato colpito con il calcio della pistola alla testa, altri che erano seduti al bancone sono stati aggrediti, hanno distrutto bicchieri, bottiglie, sbattuto quello ogni cosa per aria, quando sono scesa ho visto gente terrorizzata” è questo il racconto di Emanuela, la titolare del bar “Manu”, la seconda attività ad essere presa di mira mercoledì dai malviventi “E pensare che c’erano i miei due figli, al più piccolo lo hanno colpito con una pistola al collo, urlavano di spegnere quelle macchinette che poi hanno distrutto con il calcio della pistola” ricostruisce quei tragici minuti che si sono vissuti nel suo locale mentre lei era sopra “In 16 anni che ho questa attività non ho mai visto cose del genere. Dopo episodi del genere mi verrebbe proprio la voglia di lasciare tutto e andare via, ma questa è un’attività che abbiamo fatto con i nostri sacrifici per dare un futuro ai nostri figli che certamente non possiamo lasciare”. Prima del bar “Manu” ad essere colpito è stato il bar “Flavio” a meno di 200 metri di distanza, ecco il racconto del proprietario: “Hanno fatto uscire tutti fuori, c’erano circa venti trenta persone e hanno rotto la vetrata della porta d’ingresso e una vetrina del bancone. Poi hanno rovesciato a terra i contenitori delle patatine, dei biscotti e si sono diretti verso il box dove si giocano le scommesse. Hanno puntato la pistola contro mio fratello e si sono fatti consegnare i soldi che c’erano nelle casse da gioco, in tutto erano circa 2mila e 200 euro. Nel frattempo urlavano di far spegnere le macchinette così hanno costretto mio fratello a spegnerle” ha raccontato Michele, il titolare del bar.

BAR DEVASTATI - LE REAZIONI

"SEMBRA DI VIVERE NEL FAR WEST"
RAID INTIMIDATORI A MONTERUSCIELLO, PARLANO LE ASSOCIAZIONI DEI COMMERCIANTI

AL VAGLIO I FILMATI DELLA VIDEOSORVEGLIANZA

di Gennaro Del Giudice
sul "Roma" di sabato 5 febbraio 2011

POZZUOLI. Paura, rabbia e la rassegnazione che quanto accaduto mercoledì sera potrebbe accadere di nuovo, che in fondo ad episodi del genere ci si è quasi abituati, specie in una periferia difficile come quella di Monterusciello “Prima di chiudere la sera dobbiamo chiederci se riusciremo a tornare a casa, tanta ferocia e violenza non l’ho mai vista”. A parlare dopo la “mattanza” nei bar sono le associazioni dei commercianti di Pozzuoli. L’ombra del racket delle macchinette da gioco e due bar che vengono devastati in meno di mezz’ora a causa della “presenza” di videopoker “indesiderati”, mentre qualche ora dopo un terzo saccheggiato nella notte a Monterusciello “Sembra di vivere nel Far West, stiamo regredendo, Pozzuoli sta diventando sempre più un territorio fertile per delinquenti di ogni natura. Cosa aspettano a mandare l’Esercito in città, ogni giorno è a repentaglio la vita di noi commercianti e dei nostri clienti, è tutto assurdo” è l’amaro sfogo di Vincenzo Addati presidente dell’ “Ascom Confcommercio” di Pozzuoli. Clienti picchiati all’interno dei bar con la sola colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato mentre nel mezzo di una mattanza. “"Stut sti macchinett, stut sti macchinet, a Pozzuoli la comandiamo noi, lo avete capito o no, qui adesso la comandiamo noi” parole che rimbombano ancora nelle teste delle vittime, mentre due uomini incappucciati devastano il bar “Manu” e il bar “Flavio”. Un’azione dimostrativa, “un atto intimidatorio da parte di qualcuno nei confronti di chi attualmente gestisce il mercato delle macchinette da gioco in città” e la forza di poter colpire a qualsiasi orario, anche alle 19 di sera quando i bar sono affollati da decine di clienti, a cento metri dalla caserma dei carabinieri. Sui primi due raid in queste ore stanno indagando i carabinieri della compagnia di Pozzuoli diretti dal comandante Roberto Spinola, mentre per il furto al bar Eclisse le indagini sono dirette dagli agenti del commissariato di Polizia cittadino. Al vaglio anche le immagini delle telecamere dio sorveglianza installate nei locali “Questo è il segno che questi delinquenti non hanno paura di niente, sembra quasi che non abbiano paura nemmeno delle forze dell’ordine” dicono i rappresentanti dei commercianti. Per Daniele Lattero, presidente della “Confesercenti”“Purtroppo episodi di questo genere non è la prima volta che si verificano sul nostro territorio. Abbiamo chiesto a polizia e carabinieri di tenere il territorio sotto controllo. Sarebbe già importante dare il via al piano delle telecamere installate nei punti critici della città, tra cui anche le periferie, spesso teatro di queste azioni che purtroppo non appartengono alla microdelinquenza ma fanno parte di un qualcosa più grosso nei confronti del quale speriamo di non doverci mai rassegnare”

venerdì 4 febbraio 2011

ASSALTO DEL RACKET: 3 BAR DEVASTATI

IRRUZIONE DI DUE UOMINI ARMATI DI SPRANGHE E PISTOLE NEI LOCALI A MONTERUSCIELLO

CLIENTI AGGREDITI E SLOT-MACHINE DANNEGGIATE

PRESI DI MIRA I BAR "MANU", "ECLISSE" E "FLAVIO"

OBIETTIVO DEL BLITZ FAR SPEGNERE LE MACCHINETTE

IL RACCONTO DELLE VITTIME: "URLAVANO STUT STI MACHINET A POZZUOLI LA COMANDIAMO NOI, LO AVETE CAPITO O NO, A POZZUOLI ORA LA COMANDIAMO NOI"

di Gennaro Del Giudice
sul "Roma" di venerdì 4 febbraio 2011

POZZUOLI. Clienti picchiati selvaggiamente, colpiti alla testa col calcio delle pistole, vetrine e banconi mandati in frantumi, due bar devastati in pieno giorno, uno scassinato nel cuore della notte. Due raid in meno di mezz’ora, mentre i carabinieri sono nel primo bar a 200 metri è in corso un’altra mattanza, il terrore negli occhi della gente, le urla, il fuggifuggi per le strade, c’è chi si barrica in casa.
E l’inferno che si materializza nel quartiere di Monterusciello al grido di "Stut sti macchinett, stut sti macchinet, a Pozzuoli la comandiamo noi, lo avete capito o no, qui adesso la comandiamo noi" preludio a quella che sarebbe una guerra in corso per il controllo delle macchinette dei videopoker. Mercoledì sera due uomini armati hanno fatto irruzione nel bar “Flavio” e nel bar “Manu” distruggendo ogni oggetto gli capitasse sotto mano e aggredendo con calci, schiaffi e pugni chiunque in quel momento si trovasse davanti a loro. Improvvisamente clienti e titolari sono stati assaliti dalla furia dei malviventi mentre erano in fila per giocare una scommessa o per bere un caffè. Minacce, aggressioni, devastazioni con l’unico obiettivi di far “spegnere le macchinette perché a Pozzuoli comandano altri”. Nella notte assaltato un terzo bar, “l’Eclisse”, i malviventi entrati dalla sala dei videopoker, dove hanno portato via circa mille euro. E la cronaca di una mattanza che sembrerebbe un chiaro segnale di intimidazione e quella che potrebbe essere l’inizio di una guerra per il controllo del mercato delle macchinette da gioco che inizia poco dopo le 19 di mercoledì sera, in via Antonio De Curtis, al civico 13, nella zona nord del quartiere di Monterusciello.
IL PRIMO ASSALTO ore 19,10 - Il primo locale ad essere assaltato è il bar “Flavio”, sono le 19,10 circa, all’interno ci sono una trentina di clienti, molti sono in fila per giocare le scommesse a pochi minuti dall’inizio delle partite. Due uomini con i volti coperti dai passamontagna, pistole in pugno, entrano nel bar mentre fuori ad attenderli c’è un terzo complice in un’auto ferma lungo la strada. Una volta nel bar, dopo aver spaccato la porta di vetro all’ingresso e rovesciato a terra bottiglie, bicchieri, e mandato in frantumi una vetrina del bancone, i due malviventi fanno uscire fuori i clienti e urlano di spegnere le macchinette. Poi puntano la pistola in faccia al fratello del titolare, che in quel momento non era presente nel locale, e dopo aver fatto spegnere i videopoker si fanno consegnare i soldi contenuti nella cassa da gioco, in tutto circa 2mila e 200 euro. Per poi raggiungere il complice che li attendeva in auto, mentre fuori tra le urla di terrore di quanti avevano assistito alla scena si scatenava un fuggifuggi generale. Sul posto giungevano i carabinieri della vicina stazione di Monterusciello “Hanno fatto uscire tutti fuori e dopo aver rotto la vetrina del bancone e la vetrata della porta d’ingresso, hanno fatto spegnere le due macchinette e si sono presi i soldi dalla cassa di gioco” ha raccontato Michele, il titolare del bar.
IL SECONDO ASSALTO ore 19,40 - Ma mentre i militari sono impegnati nei rilievi e nell’ascoltare le testimonianze delle vittime che, a meno di duecento metri, probabilmente ancora gli stessi malviventi, entrano in azione nel bar “Manu”, al civico 60 sempre di via Antonio De Curtis. Sono le 19 e 40 circa, dopo aver fermato a qualche metro di distanza dall’ingresso l’auto in un vicoletto attiguo a passo veloce giungono nel locale. Dopo aver percorso un tratto a piedi, i due uomini con i volti coperti da passamontagna e armati di pistole, in maniera violenta entrano nel bar aggredendo con calci, pugni e schiaffi e colpendo con il calcio della pistola i clienti che si trovavano davanti e intimando loro di uscire dal locale. Al grido di “Stut sti macchinett, stut sti macchinett, a Pozzuoli la comandiamo noi, lo avete capito o no, qui adesso la comandiamo noi” spaccano con il calcio della pistola i vetri di 4 dei 6 videopoker, distruggono vetrine, rovesciano bottiglie, bicchieri e tazzine presenti sugli scaffali e sul bancone. I due figli della titolare, un 20enne e un 22enne vengono minacciati, al primo uno dei due malviventi viene colpito con una pistola al collo. Sono attimi di terrore. All’interno del bar ci sono circa una ventina di clienti, anche qui in fila per giocare le scommesse sportive o per consumare qualcosa al bancone. Una manciata di minuti e dopo aver seminato il terrore i due malviventi si danno alla fuga insieme al terzo complice. Immediatamente veniva dato l’allarme alle forze dell’ordine, sul posto giungevano numerose pattuglie di carabinieri. “Mio nipote di 20 anni stava entrando per giocare quando ha avuto un calcio e un pugno, un altro cliente è stato colpito con il calcio della pistola alla testa, clienti che erano seduti al bancone sono stati aggrediti, quando sono scesa ho visto gente terrorizzata” racconta Emanuela, la titolare del bar “Dopo questi episodi viene proprio voglia di lasciare tutto e andare via, ma questa è un’attività che abbiamo fatto con i nostri sacrifici per dare un futuro ai nostri figli”.

IL TERZO ASSALTO ore 3,10 – E nella notte, intorno alle 3 e 10, il terzo bar ad essere preso di mira dai malviventi è il bar “Eclisse” in via Monterusciello. Qui i malviventi dopo essere entrati da un cancelletto attiguo al locale hanno spaccato la porta d’ingresso del piano semi – interrato entrando nella saletta dove si trovano le macchinette da gioco. Nonostante la presenza delle telecamere di videosorveglianza installate nel locale, i ladri sono riusciti a portare via circa mille euro dalla cassa da gioco prima che scattasse l’allarme.

SINDACI UNITI: NO ALLA DISCARICA

CONSIGLIO CONGIUNTO DEI PRIMI CITTADINI DELL'AREA FLEGREA
TENSIONI IN AULA DURANTE LA SEDUTA, SFIORATA LA RISSA

di Gennaro Del Giudice
sul "Roma" di venerdì 4 febbraio 2011

QUARTO. I sindaci dei comuni di Quarto, Bacoli e Monte di Procida, il sub commissario del comune di Pozzuoli, 70 consiglieri comunali, oltre 400 cittadini ieri pomeriggio hanno affollato l’aula consiliare del comune di Quarto per discutere dell’apertura di una discarica in una delle 5 cave di Spinelli. Una maratona durata oltre 4 ore che per la prima volta ha visto riunito un consiglio comunale congiunto dei 4 comuni dell’area flegrea. "Superare la logica della provincializzazione per lo smaltimento dei rifiuti come impone la legge. È impossibile risolvere il problema, che anzi in questo modo viene scaricato tutto sulle spalle degli amministratori locali". Così ha esordito il sindaco di Quarto, Sauro Secone nel consiglio intercomunale flegreo straordinario che vedeva per la prima volta insieme le assemblee comunali dei quattro comuni flegrei. Un incontro convocato per dibattere della questione relativa alla decisione della Provincia di Napoli di adibire una delle cave di tufo di via Spinelli al confine tra Quarto, Monterusciello, Licola e Giugliano, una discarica. Due le proposte all’ordine del giorno: la prima quella con la quale “si propone alla provincia di Napoli di farsi parte diligente verso la regione campania al fine di modificare le leggi regionali per ovviare alle evidenti incongruenze in esse contenute prendendo atto della inapplicabilità della soluzione della provincializzazione del ciclo integrato dei rifiuti nella realtà provinciale napoletana; la seconda che prevede “la condanna all’eventuale scelta del territorio del comune di Quarto come sede di una discarica ad adibire al ricevimento di RSU”- Secone ha anche aggiunto: "Per noi sindaci questa situazione è insostenibile perc hè diventa uno scaricabarile degli enti sovra comunali e per questo motivo invito l'Anci a chiedere l'immediata revisione della legge!". Alla riunione hanno risposto i sindaci di Bacoli, Ermanno Schiano e di Monte di Procida, Francesco Paolo Iannuzzi ed un delegato del commissario prefettizio di Pozzuoli. Secco il no da parte degli amministratori flegrei all'apertura della discarica in via Spinelli, un diniego che ha avuto il sostegno di almeno settanta consiglieri comunali flegrei ed oltre quattrocento cittadini in rappresentanza di comitati civici ed associazioni ambientaliste. Non sono mancati momenti di tensione tra i presenti, sempre, comunque, tenuti sotto controllo dalle forze di polizia presenti. Intanto si avvia a superare la quota di seimila firme la raccolta avviata dal comitato antidiscarica di Quarto per rigettare il progetto della Provincia di Napoli. La mobilitazione dei comitati civici, degli amministratori locali, dei partiti, dei parroci, dei sindacati e delle associazioni non si ferma. Nuove iniziative sono programmate per il prossimo fine settimana. Protagonisti i 'Verdì che illustreranno il dossier raccolto sulla natura del sottosuolo e sulle gravi problematiche che il percolato creerebbe per la falda acquifera presente nella zona. L'obiettivo è avere dalla Provincia di Napoli il ritiro della proposta. Nel frattempo Si ripresenta l'emergenza rifiuti a Pozzuoli. Da tre giorni non c'è possibilità di prelevare i sacchetti dagli appositi contenitori per il blocco dello Stir di Caivano e la contemporanea impossibilità ad utilizzare i compattatori rimasti carichi in attesa di conferire. Sono almeno trecento le tonnellate che si sono accumulate con le situazioni di maggiore gravità nella zona del centro storico, via Napoli, Arco Felice, Monterusciello e Licola. Presso l'ufficio Igiene puteolano c'è molta preoccupazione. Si teme uno stallo della raccolta per un periodo piuttosto lungo. "Credo che sia il punto di massima crisi che stiamo attraversando - nota il direttore del servizio raccolta, Alfredo Tovecci -. Difficile fare previsioni. Il problema è che la spazzatura va accumulandosi e noi non abbiamo alcuna opportuno di sbocco. Stiamo per davvero in difficoltà". Pozzuoli punta ad alleviare le problematiche dell'indifferenziata con la raccolta differenziata che da qualche settimana è partita anche nelle scuole. Si viaggia su buone percentuali. "Siamo arrivati a percentuali che sfiorano il 40% - afferma, Tovecci -. Questo fatto ci darà sicuramente respiro, ma dobbiamo pensar di incrementare ulteriormente. Il nostro obiettivo è di raggiungere il 50%". Al momento la raccolta differenziata è sui trecento quintali giornalieri, comprensiva anche del differenziato prodotto dai ristoratori e dai negozianti.

giovedì 3 febbraio 2011

QUATTRO COMUNI RIUNITI PER DIRE "NO" ALLO SVERSATOIO

POZZUOLI, BACOLI E MONTE DI PROCIDA AL FIANCO DEL SINDACO SECONE E DEI COMITATI CIVICI

di Gennaro Del Giudice
sul "Roma" di giovedì 3 febbraio 2011

QUARTO. Dopo i 10mila scesi in piazza sabato pomeriggio per manifestare contro l’apertura di una discarica in via Spinelli, a Quarto e in tutta l’area dei Campi Flegrei prosegue la mobilitazione. Nei giorni scorsi il “Comitato anti-discarica di Quarto” ha avviato una petizione popolare, ben 6mila le firme raccolte finora delle quali 4mila già protocollate e consegnate alle sedi della Regione Campania e della Provincia di Napoli. Comitato antidiscarica che da oltre una settimana tiene un presidio fisso permanente all’ingresso di via Spinelli. E numerose sono le iniziative promosse da parte degli amministratori locali, dei partiti, dei parroci, dei sindacati e delle associazioni contro l'ipotesi avanzata dalla Provincia di Napoli di localizzare in una delle cave di via Spinelli la discarica di ambito flegreo. Nella giornata di ieri il Partito Democratico di Quarto ha proposto al Consiglio comunale di devolvere il gettone di presenza della seduta consiliare di due giorni fa per sostenere le azioni del comitato antidiscarica: proposta approvata all'unanimità. Alla quale si è aggiunta negli ultimi giorni l’autosospensione da parte dei consiglieri del Pdl e dell’Udc. Intanto per questa sera è stato convocato per le ore17.30 un Consiglio comunale straordinario e plenario che vedrà la presenza dei consiglieri comunali di Quarto, Bacoli e Monte di Procida, mentre per Pozzuoli (che al momento è commissariata) interverrà un delegato del commissario straordinario Roberto Aragno. All'ordine del giorno un unico punto: “No alla discarica di Quarto e di ambito flegreo”.

COMANDANTE DEI VIGILI TRAVOLTO DA UN' AUTO

LUIGI STEFANO INVESTITO MENTRE ERA IN SERVIZIO. CURATO ALLA SCHIANA

di Gennaro Del Giudice
sul "Roma" giovedì 3 febbraio 2011

POZZUOLI. Travolto, investito e ferito da un’automobile in corsa mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali. Vittima non un cittadino comune ma il capo dei vigili urbani, di chi quotidianamente è chiamato a dirigere il traffico. Paura ieri mattina per il comandante del corpo di polizia municipale del comune di Pozzuoli Luigi Stefano che poco dopo le 12 veniva investito da un’automobile in corsa mentre era impegnato in un servizio di controllo nei pressi del lungomare “Sandro Pertini” a via Napoli. A travolgere il comandante dei caschi bianchi che in quel momento stava attraversando la strada sulle strisce pedonali una donna di mezza età alla guida di una Hyundai di colore nero. La donna, stando alle prime ricostruzioni effettuate sul luogo dell’incidente, mentre era alla guida della propria vettura non avrebbe visto il comandante dei caschi bianchi attraversare la strada, colpendolo in pieno. Nell’impatto con la parte anteriore del veicolo il comandante De Stefano finiva per cadere violentemente sul selciato. Paura per i passanti e gli altri automobilisti che in quel momento assistevano alla scena. La donna alla guida della Hyundai nera solo dopo essersi accorta di aver investito l’uomo si fermava. Il 65enne capo dei vigili urbani nella caduta riportava una contusione ad un ginocchio oltre a diverse escoriazioni in diverse parti del corpo provocate dalla rovinosa caduta sull’asfalto. Sul posto oltre agli stessi agenti del corpo di polizia municipale di Pozzuoli giungevano i sanitari del 118 accorsi e gli uomini del locale commissariato di polizia. Il comandante De Stefano dopo aver ricevuto le prime cure sul posto veniva condotto in ambulanza e trasportato presso l’ospedale “Santa Maria delle Grazie” in località “La Schiana” dove veniva sottoposto ad ulteriori controlli e poi dimesso nel primo pomeriggio.