lunedì 31 agosto 2009

TROVATO MORTO IN CASA DOPO 4 GIORNI

72ENNE VIVEVA DA SOLO A MONTERUSCIELLO
di Gennaro Del Giudice
articolo pubblicato dal quotidiano "Roma" martedì 01 settembre 09
POZZUOLI. Da qualche giorno i residenti di una palazzina in via Viviani, nel mega-quartiere di Monterusciello, a Pozzuoli, sentivano una strana puzza proveniente da un’abitazione. E da diversi giorni non vedevano in giro quel signore di 72 anni che abitava da solo, in quella casa. Una serie di indizi che hanno fatto subire pensare al peggio. Cosicché, i condomini della palazzina, dopo aver bussato ripetutamente alla porta dell’anziana persona, hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine che con l’ausilio dei vigili del fuoco, hanno fatto irruzione nell’abitazione dalla quale proveniva lo strane odore. E la scena che gli si è presentata è stata raccapricciante. Gennaro Attico, il 72enne che abitava in quell’ appartamento, nei pressi del mercatino rionale, era morto e il suo corpo era in stato di decomposizione. Una morte avvenuta almeno 3 o 4 giorni prima. Sul corpo di Attico alcun segno di violenza, alcun segno di forzatura a porte e finestre, alcun segno di colluttazione, il che ha fa presupporre ad una morte avvenuta in maniera naturale. Ed in solitudine. L’uomo, infatti, viveva da solo. E a quanto pare, sembrerebbe che non fosse né sposato e né che avesse figli. Per giorni, nessuno ha denunciato la sua scomparsa, tranne quei vicini di casa che, allarmati da quel cattivo odore che si faceva sempre più insopportabile, hanno allertato le forze dell’ordine, facendo la tragica scoperta. Sul corpo del 72enne, nel frattempo, è stata disposta l’autopsia dal magistrato incaricato dalla Procura di Napoli per le indagini, che dovrà chiarire le esatte cause del decesso, anche se tutti gli indizi portano ad una morte avvenuta in maniera naturale ed in solitudine.

CORSI GRATIS PER GIOVANI PORTATORI DI HANDICAP

20 PROFILI PROFESSIONALI DA FORMARE

di Gennaro Del Giudice
articolo pubblicato dal "Roma" martedì 02 settembre 09

POZZUOLI. Corsi gratuiti per giovani portatoti di handicap. E’ l’offerta proposta dall’Onlus “Città dell’Essere” di Pozzuoli, che mette a disposizione per giovani e meno giovani disabili circa 20 percorsi formativi. Addetto al back office, operatore di front office, grafico pubblicitario, web designer, operatore interculturale, assistente alla persona, organizzatore di eventi, sono tra le figure professionali da formare durante le 80 ore totali di durata dell’intero corso. Cinque ore giornaliere, dal lunedì al venerdì, durante le quali gli insegnanti dell’istituto Open Center, impartiranno competenze specifiche durante le lezioni, rivolte ad allievi disabili con un a percentuale di handicap superiore al 33% appartenenti a categorie protette. E ad una fascia di età che si aggira tra i 18 e 45 anni, “Perché collocabile nel mondo del lavoro” è quanto dichiara la coordinatrice didattica della Onlus, Giulia Di Guida “Lavoriamo su due canali, uno esperenziale e l’altro professionale. Chi seguirà i nostri corsi, oltre che a fare un’esperienza umana, conseguirà conoscenze professionali utili che potranno aprire varchi nel mondo del lavoro”. “ I nostri corsi sono gratuiti in quanto finanziati dal fondo "Formatemp". Quest’anno ci occuperemmo delle fasce più deboli, avvalendoci anche dell’ausilio di altre cooperative”. Un’iniziativa lodevole, alla quale potranno partecipare anche coloro che abitano fuori dalla città di Pozzuoli e per i quali l’Asl metterà a disposizione navette per il servizio di trasporto. Le candidature saranno prese in esame e valutate fino ad esaurimento dei posti disponibili. La data di inizio dei corsi è prevista per il 3 settembre, ma i corsi avranno uno svolgimento ciclico fino a dicembre. Per informazioni e per inviare la propria iscrizione gli interessati possono telefonare al numero 081.8531417

CANTIERI APERTI A POZZUOLI

PARTONO I LAVORI SU VIA DOMITIANA E VIA PERGOLESI
di Gennaro Del Giudice
articolo pubblicato dal quotidiano "Roma" martedì 1 settembre 09

POZZUOLI. “Lavori in corso” a Pozzuoli. Dopo quello di via Artiaco, altri cantieri vedranno la luce in diversi punti della città. Da lunedì 7 settembre, infatti, partiranno i lavori di ripristino e riqualificazione di una delle maggiori strade di Pozzuoli, via Domitiana e del costone di via Pergolesi. I lavori, che rientrano nel piano triennale delle opere pubbliche, comprendono l’installazione di un sistema di videosorveglianza su tutta l’importante arteria cittadina, il ripristino totale del manto stradale, il rinnovo della segnaletica stradale e il rifacimento eventuale dei cordoli dei marciapiede. Opere che, oltre a migliorare la viabilità lungo le strade cittadine, saranno importanti ai fini della sicurezza dei cittadini con la realizzazione dell’impianto di video-sorveglianza, a seguito anche degli ultimi incresciosi episodi di micro-criminalità avvenuti in città.
Per quanto riguarda via Domitiana, i cantieri sorgeranno lungo tutto il tratto di strada che va da piazza Aldo Moro ad Arco Felice, attraversando via Campi Flegrei, piazza Capomazza, corso Terracciano, via Anfiteatro, via Solfatara, via San Gennaro Agnano al confine con Napoli. I tratti interessati dai lavori saranno parzialmente chiusi al traffico con un preavviso ai cittadini di 48 ore, impedendo così la sosta delle autovetture sui lati della strada e consentendo lo scorrimento alternato delle vetture stesse nei due sensi di marcia. I lavori avranno una durata di 180 giorni lavorativi e soltanto per il primo mese, durante il quale saranno eseguiti opere di installazione dei tubi per la videosorveglianza, non si avranno chiusure di tratti stradali. Costeranno alle casse comunali circa 508 mila euro. Il sistema di videosorveglianza sarà collegato con il centro operativo della Polizia Municipale, che potrà così presidiare la principale arteria di collegamento della città di Pozzuoli. Un’unica centrale operativa dove saranno convogliate le “immagini” provenienti anche da altri punti della città, come via Napoli e Lago d’Averno.
Mentre per quanto riguarda via Pergolesi, altra importante arteria che collega la centrale piazza Capomazza con il centro storico della città ed il porto di Pozzuoli, i lavori riguarderanno la parte di costone crollata a seguito di un alluvione nel settembre del 2001. Lungo la strada, sulla quale sorge il carcere femminile di Pozzuoli, saranno eseguiti lavori di ricostruzione delle strutture di sostegno della sede stradale. Dureranno 120 giorni lavorativi e non interesseranno la viabilità cittadina. Ed i costi per la realizzazione si aggireranno introno ai 343 mila euro.
“Sono lavori di estrema importanza per la città di Pozzuoli – ha dichiarato il sindaco Pasquale Giacobbe –. Con il controllo telematico delle Domitiana poniamo le basi per una diffusione capillare di questo sistema di presidio territoriale, penso quindi al Lungomare Pertini e al centro cittadino, dove la microcriminalità e il vandalismo deturpano e mortificano continuamente il nostro territorio. Si tratta di opere messe in cantiere un anno fa, appena mi sono insediato nel comune di Pozzuoli, cosciente della necessità di una totale riqualificazione della rete stradale, vero biglietto da visita di una città che vuole fondare e puntare sulla sua naturale vocazione turistica. Inoltre – continua Giacobbe – i fatti di cronaca nera di questi ultimi giorni, penso alle giovani vite spezzate sulle strade del territorio flegreo, mi inducono a rafforzare, laddove possibile, l’intervento dell’amministrazione comunale per la sicurezza sulle arterie della città. E, al riguardo ritengo determinante non solo la riqualificazione della rete stradale, ma anche e soprattutto il rispetto di regole come l’uso del casco o i limiti di velocità”.
L’assessore ai Lavori Pubblici, Mario Marrandino, invece, ha spiegato che “Tutti i cantieri attualmente aperti a Pozzuoli stanno lavorando a pieno regime per rispettare i tempi di consegna dei lavori: “Si concluderanno a Gennaio i lavori che interessano attualmente le due ville comunali del centro cittadino, ma già da dicembre la cittadinanza potrà usufruire dei due spazi verdi. Per quanto riguarda la cantierizzazione di via Domitiana, confido nella collaborazione di tutti i cittadini nella coscienza che l’opera pubblica che ci apprestiamo a realizzare sarà apprezzata e condivisa”.

SI RIFA' VIVO DOPO 19 GIORNI

ANDREA CATUOGNO SI TROVA IN SPAGNA
di Gennaro Del Giudice
pubblicato dal quotidiano "Roma" lunedì 31 agosto 09
POZZUOLI. Si è rifatto vivo dopo 19 giorni Andrea Cauogno, il 31enne di Quarto scomparso la mattina di martedì 11 agosto, dopo aver salutato il fratello Giovanni, che lo accompagnò alla stazione di Piazza Garibaldi. Il giovane ieri alle 17.15 ha telefonato ai genitori, con i quali risiede a Quarto, in via Caselanno n.102, dicendo di trovarsi in Spagna senza specificare la città nella quale si trovasse, e rassicurando tutti sulle sue condizioni di salute. “Sto bene, potete stare tranquilli, tra 6 o 7 giorni ritorno a casa, il tempo utile di fare alcune e cose e ci rivediamo” sono state le parole di Andrea, che ha conversato tranquillamente con i suoi familiari. Certi che quella voce fosse autentica. Il 31enne ha scambiato qualche parola oltre che col papà Crescenzo, anche con la mamma, Porzia Gentile e il fratello 27enne, Giovanni. “Siamo tutti e tre certi che quella voce fosse di Andrea, non abbiamo dubbi. Ha detto che sta bene, e che non dobbiamo preoccuparci” racconta preoccupato, ma allo stesso tempo rinfrancato, Crescenzo Catuogno, che spiega come il figlio non sia nuovo a viaggi “solitari”. “E’ capitato anche altre volte che Andrea partisse senza dirci quale fosse la sua metà, ma è la prima volta che scompare così per tanto tempo”. Andrea, alto 1 metro e 75 centimetri, capelli neri rasati, il giorno della scomparsa indossava una maglietta scura, dei pantaloncini ed aveva con sé uno zainetto. Da circa 2 anni soffriva di crisi depressive. Era spesso nervoso, teso, aveva deciso di non lavorare più come carpentiere nella ditta del papà, dopo un litigio con un collega. Giorni trascorsi dai familiari in attesa di una chiamata, un cenno da parte del proprio caro, che non arrivava. Appelli, foto segnaletiche di Andrea affisse dappertutto e la segnalazione alla trasmissione “Chi l’ha Visto?” per cercare di avere notizie del giovane. Molte segnalazioni su un suo avvistamento, hanno sempre indirizzato in questi giorni le ricerche nel megaquartiere di Ponticelli. Ed ai familiari recatisi sul posto, non poche persone avevano testimoniato la presenza di Andrea, visto più volte in giro per il popoloso quartiere napoletano. Poi, un particolare significativo. Un operaio del posto, pure lui "interrogato", aveva dichiarato che il 31enne gli avrebbe chiesto gratis, una bottiglina d'acqua. Ma tutto era stato invano. Fino alla chiamata di ieri, che ha tranquillizzato, anche se in parte, i genitori ed il fratello di Andrea, e che ora, se è veritiera la promessa di ritornare tra 6 o 7 giorni, potranno iniziare il conto alla rovescia in attesa di riabbracciare il proprio caro ed avere spiegazioni plausibili su questa “misteriosa scomparsa”

sabato 29 agosto 2009

CENTINAIA AI FUNERALI DI RICCARDO ILLIANO

LA BARA BIANCA DI "RICCARDINO" PORTATA A SPALLA DAGLI AMICI

di Gennaro Del Giudice
pubblicato dal "Roma" domenica 30 agosto 09
BACOLI. Sembrava che il tempo si fosse fermato ieri a Bacoli. Una grande folla, immensa. E ancora tanti ragazzini, in lacrime. Ed ancora una bara bianca, che usciva da quella piccola chiesetta della “Santissima Annunziata e Santa Cristina” al Fusaro, portata a spalla da giovanissimi, adolescenti. Centinaia di persone, almeno cinquecento, per dare l’ultimo saluto a “Riccardino”, 16 anni, morto lunedì scorso in via Lido Miliscola, dopo aver perso il controllo del motorino sul quale era alla guida, insieme al suo amico Gionatan, andandosi a schiantare contro il marciapiede. Come per Arpino, Gennaro e Vincenzo, anche per Riccardo la città di Bacoli si è fermata, anche se dopo troppo poco tempo, appena sei giorni. Uno scrosciante applauso ha salutato l’uscita della bara bianca di Riccardo Illiano, dopo una struggente cerimonia officiata dal parroco, padre Giorgio, appena tornato da Lourdes. La bara portata a spalla dagli amici per un breve tratto, lungo via Cuma, quella strada che tante volte “Riccardino” percorreva per spostarsi da casa dei nonni, materni, con i quali viveva dopo la separazione dei genitori, in via Scalandrone, per andare verso le mete del divertimento, sulle strade di Miseno e Miliscola, dove sorgono i tanti locali, dove c’è baldoria fino all’alba, dove ha perso la vita troppo presto. Continuano le indagini per accertare l’esatta dinamica dell’incidente che ha spezzato la quarta giovane vita in sei giorni sulla stessa strada. Alta velocità, strada scivolosa, scarsa illuminazione, sabbia sull’asfalto, tante le probabili cause che hanno provocato l’impatto dell’Honda SH125 di Gionatan Gatto, 23 anni, proprietario del mezzo quella sera guidato da “Riccardino”. Dai rilievi effettuati dai carabinieri intervenuti sul luogo dell’incidente, insieme ai sanitari del 118 che hanno tentato invanamente di salvare la vita del 16enne, non sono stati ritrovati caschi di protezione. Gionatan fortunatamente si è salvato, riportando un trauma facciale. Ricoverato in prognosi riservata non è mai stato in pericolo di vita. Per Riccardo nulla da fare, purtroppo il giovane 16enne è deceduto sul colpo, troppo forte l’urto contro il marciapiede e il muretto che costeggiano via Lido Miliscola, risultato fatale.

Già da domenica, dopo i funerali di Arpino Tiano, Gennaro Illiano e Vincenzo Ranieri la gente chiedeva provvedimenti alle istituzioni, maggiori controlli delle forze dell’ordine e maggiore responsabilità ai giovani, ai tantissimi ragazzini che scorazzano per la città in sella ai motorini. Appelli arrivati da più parti e che presto, per volontà delle famiglie delle vittima, si concretizzeranno con due iniziative, con l’obiettivo di sensibilizzare e responsabilizzare i giovani: Una fiaccolata alla quale parteciperà il vescovo di Pozzuoli, organizzata dai vari comitati cittadini e la creazione di un’associazione per i più giovani, che dovrà propagandare l’etica e il buon senso nella guida e nei comportamenti dei giovani. Fautore dell’iniziativa, Gennaro Ranieri, zio di Vincenzo. A ciò si contrappone, purtroppo, una nota stonata sorta sul web: la creazione sul social network Facebook di un gruppo dal nome “ Per tutti quelli che almeno una volta sono andati in 3 sul motorino”, dove giovani e adolescenti raccontano in maniera purtroppo fiera, le avventure in 3 ed anche più persone in sella ad un motorino.

PERSEGUITAVA LA COGNATA DA OLTRE 10 ANNI

MOLESTIE E ABUSI SESSUALI NEI CONFRONTI DELLA DONNA. ARRESTATO 40ENNE

di Gennaro Del Giudice
pubblicato dal quotidiano "Roma" domenica 30 agosto 09

POZZUOLI/LICOLA. Per oltre 10 anni ha perseguitato la cognata, 31enne, sorella della moglie, con avance di ogni genere, che col passare degli anni sono diventate sempre più insistenti e morbose, fino a sfociare in violenze fisiche, dopo i ripetuti rifiuti da parte della donna. Una condizione diventata ad un certo punto insostenibile per la donna, un incubo dal quale non credeva di uscirne più, fino a quando non ha avuto il coraggio di raccontare tutto ai carabinieri e facendo arrestare il cognato, un quarantenne residente a Licola, a pochi passi dalla sua abitazione, nella zona della città denominata “Licola Borgo”, nei pressi della stazione della cumana. Il tutto era incominciato nei primi anni di fidanzamento dell’uomo con l’attuale moglie, sorella della vittima, quando il quarantenne aveva iniziato a mettere gli occhi sulla ragazza, all’epoca minorenne. Piccole attenzioni, complimenti, che via via col passare del tempo crescevano di intensità, trasformandosi in avance, approcci, proposte sessuali. Una crescente morbosità da parte dell’uomo verso la cognata più piccola, che è continuata anche dopo il matrimonio tra il quarantenne e la sorella della donna. E la vicinanza tra le abitazioni della 31enne e dell’uomo, facevano si che quest’ultimo continuasse a perseguitare la cognata, con insistenti interferenze nella sfera privata della donna. Pedinamenti, interferenze nella vita privata della giovane, minacce, che ad un certo punto si trasformavano in aggressioni fisiche, ogni qualvolta la donna rifiutava le avance da parte del quarantenne. Una forte pressione psicologica, uno stress emotivo, subiti dalla donna fin dall’adolescenza, provocati dal vedere il fidanzato, poi diventato marito della propria sorella, provarci con morbosità, col fine ultimo di raggiungere un vero e proprio atto sessuale. Una situazione che col tempo ha condotto la donna a vivere in uno stato perdurante di paura, ansia e prostrazione. Fino ad un mese fa, quando spinta dalla disperazione, ha deciso di raccontare il tutto ai carabinieri, per essere liberata da quella sorta di orco che per anni aveva oppresso la propria vita. Un racconto, quello della donna, che ha fatto scattare le indagini da parte dei carabinieri della compagnia di Arco Felice, coordinati dal capitano Alessandro Mucci, i quali hanno, attraverso le indagini, hanno appurato la veridicità dei fatti raccontati dalla giovane donna. Facendo scattare le manette per l’uomo. Nei confronti del quarantenne, condotto presso il carcere di Poggioreale, è stato emesso un ordine di custodia cautelare, con l’accusa di atti persecutori.

FERMATI DAI CARABINIERI TENTANO LA FUGA

ARRESTATI PER RICETTAZIONE 2 FRATELLI BOSNIACI
di Gennaro Del Giudice
pubblicato dal quotidiano "Roma" domenica 30 agosto 09
QUARTO. Due uomini, di nazionalità bosniaca, sono stati arrestati a Quarto con l’accusa di ricettazione, dopo aver rubato un furgone in mattinata, a Napoli. Si tratta di Husejnovic Paso, nato in bosnia herzegovina, 48 anni e suo fratello, Jasmin, 39 anni, entrambi incensurati e dimoranti nel campo nomadi di Giugliano in Campania. Il primo è stato bloccato in via Matteotti a bordo di un furgone, un Ford Transit, risultato rubato in mattinata alle 8.45 in via Paisiello a Napoli. Il mezzo è stato sottratto ad un 22enne di Acerra, che era intento a consegnare surgelati per conto di un’azienda di Castellammare di Stabia presso la quale lavorava. Dal racconto del giovane, rapinato del mezzo, il rapinatore che gli aveva sottratto il furgone parlava con accento napoletana, il che faceva presagire che non si trattasse di nessuno dei due bosniaci.
Paso Husejnovic, mentre transitava in via Matteotti, alla vista dei carabinieri, ha tentato di dileguarsi abbandonando il Ford Transit sul quale era alla guida, salendo su altro autocarro, che lo seguiva a breve distanza, guidato dal fratello Jasmin. I due hanno tentato una disperata fuga, ma sono stati bloccati dai militari, che nel frattempo avevano chiesto l’aiuto di altre pattuglie giunte sul posto.
I due uomini sono stati quindi arrestati dai carabinieri della tenenza di Quarto e condotti presso il carcere di Poggioreale. Uno dei due mezzi, il Ford Transit, risultato oggetto di rapina, è stato restituito al legittimo proprietario, mentre l’altro mezzo, utilizzato invanamente per la fuga, è stato sottoposto a sequestro.

venerdì 28 agosto 2009

SABATO 29 I FUNERALI DI RICCARDO ILLIANO

INTANTO I FAMILIARI DI RANIERI E ILLIANO SMENTISCONO: "AVEVANO IL CASCO"

di Gennaro Del Giudice
articolo pubblicato dal "Roma" sabato 29 agosto 09

BACOLI. Saranno celebrati oggi, alle ore 16.30, presso la chiesa “Annunziata e Santa Cristina” al Fusaro, i funerali di Riccardo Illiano, il sedicenne morto lunedì sera a seguito di un incidente che lo ha visto coinvolto, in compagnia di un amico, mentre era alla guida di un motorino Honda SH125. Il giovane, che risiedeva a Cuma insieme ai nonni, dopo aver perso il controllo del mezzo di proprietà dell’amico Gionatan Gatto, 23 anni, residente a Pozzuoli, andava a finire contro il marciapiede e il muretto che costeggiano via Lido Miliscola. Un impatto violentissimo, risultato fatale per il sedicenne, che moriva sul colpo. Mentre il 23enne che era con lui rimaneva ferito nell’impatto e ricoverato in prognosi riservata, presso l’ospedale “La Schiana” di Pozzuoli.
L’ennesima vittima della strada in meno di una settimana. Per la quale un’intera città si fermerà, per regalare l’ultimo saluto, per stringersi intorno al dolore della famiglia del povero “Riccardino”, per versare tante lacrime su un’altra bara bianca, dopo quelle versate appena qualche giorno fa, domenica scorsa, quando migliaia di persone tributarono l’ultimo saluto ad Arpino, Gennaro e Vincenzo.

Una città sotto choc, ancora incredula per quanto è accaduto, che non riesce a darsi una spiegazione per quattro morti, quattro giovani vite spezzate. Ragazzi per bene, di buone famiglie, conosciuti e voluti bene da tutti. Si cercano di ricostruire gli attimi che hanno preceduto i due terribili eventi, cercare responsabili, cause, colpe. Polemiche sulle condizioni della strada, che potrebbero aver influito, in parte, nelle dinamiche dei tragici avvenimenti e sulla condotta di guida dei mezzi e sull’uso dei caschi di protezione. I parenti delle vittime respingono ogni ipotesi che vedrebbe i propri cari, al momento degli incidenti, non indossare il casco di protezione. Sia il padre di Gennaro Illiano che lo zio di Vincenzo Ranieri, i due amici che in sella alla moto Honda Hornets600 si scontrarono frontalmente nella notte tra mercoledì 19 e giovedì 20 Agosto contro il motorino Beverly 300 guidato dal ventenne Arpino Tiano, affermano che i propri cari al momento dell’impatto avevano il casco di protezione.”Sfido chiunque a dimostrare che i ragazzi non indossavano i caschi” afferma Biagio Illiano, papà di Gennaro. Mentre Gennaro Ranieri, zio di Vincenzo, afferma che “Ci sono dei testimoni i quali dicono di aver visto i ragazzi con i caschi. Sul luogo dell’incidente c’erano 3 caschi, uno era chiuso ed allacciato, un altro a terra che poi successivamente è scomparso ed uno rosa vicino al motorino di Arpino, che probabilmente doveva essere della fidanzata. E da ciò deduco che se Arpino aveva il casco di un altra è probabile che lo indossasse anche lui. “E fa un’ ipotesi sconcertante:”Forse tra le numerose persone che c’erano sul luogo dell’incidente qualche sciacallo avrà rubato i caschi, ecco perché non sono stati ritrovati tutti”. Uno scenario diverso quello trovato dai carabinieri sul luogo dell’incidente. Infatti, dai verbali redatti dai militari del commissariato di Bacoli e della compagnia di Pozzuoli, emerge che sul luogo dell’incidente che ha visto coinvolti i due motoveicoli sarebbe stato ritrovato un solo casco, allacciato e chiuso, mentre nel successivo incidente, che ha provocato la morte del sedicenne Riccardo Illiano, non sarebbe stato trovato nessun casco. Saranno le indagini condotte dai magistrati incaricati dalla procura di Napoli a chiarire le dinamiche esatte dei due tragici incidenti e a dare certezze sulle reali cause che hanno provocato la morte di quattro giovanissimi, diventati per un’intera città “quattro angeli”.

AL VAGLIO MISURE DI SICUREZZA PER VIA LIDO MILISCOLA

LO ANNUNCIA IL SUB COMMISSARIO AL COMUNE

di Gennaro Del Giudice
articolo pubblicato dal "Roma" sabato 29 agosto 09

BACOLI.Dopo i due incidenti che hanno provocato le morti di Arpino Tiano, Gennaro Illiano, Vincenzo Ranieri e Riccardo Illiano, avvenuti in via Lido Miliscola a Bacoli, montano le polemiche in città sulle condizioni di sicurezza e viabilità di quella che ormai è stata ribattezzata la “strada killer”.
Quattro morti in pochi giorni che hanno indotto le autorità comunali, dirette dal commissario prefettizio Umberto Cimmino, a prendere in considerazione eventuali iniziative per garantire maggiore sicurezza ad automobilisti e motociclisti. “Stiamo valutando tutti gli aspetti tecnici ed i punti di criticità della strada” conferma il sub commissario al comune di Bacoli, Dott.ssa Lo Iacono “La linea guida adottata dal commissario e dai suoi collaboratori non prevede interventi immediati e frettolosi, ma solo dopo attente valutazioni fatte a 360 gradi, in quanto l’obiettivo non è di tamponare, ma risolvere il problema con interventi a medio - lungo termine, tenendo anche presente che Via Lido Miliscola non è di proprietà del comune ma è una strada demaniale e che quindi ogni intervento dovrà essere sottoposto ad autorizzazione da parte del Demanio”. Mentre, riguardo alla richiesta da parte dei cittadini di maggiori controlli in strada, il sub commissario assicura che ci sarà un impegno maggiore della polizia municipale nelle ore serali “Cercheremo di impegnare più vigili nelle ore notturne, nonostante ci siano problemi contrattuali e un personale che, in seguito al patto di stabilità, è stato ridotto di molte unità. Stiamo comunque cercando di riorganizzare il corpo con nuovi innesti” Infine, in risposta ai numerosi cittadini e internauti che dalle pagine del social network “Facebook” chiedono la creazione di dossi lungo tutto il tratto di strada, la dirigente sottolinea un importante particolare legato alla sicurezza ” E’ un’opzione che è stata presa in considerazione, ma c’è da verificare se le condizioni della strada lo permettono, in quanto potrebbero diventare un ostacolo per il passaggio dei mezzi di pronto intervento”.

UOMO SFASCIA UFFICI DELLA NETTEZZA URBANA

di Gennaro Del Giudice
POZZUOLI. Natale Civero, 49 anni, residente a Pozzuoli, in via Lucio Calpurnio. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, nella mattinata di giovedì ha fatto improvvisamente irruzione negli uffici del servizio di nettezza urbana, in via Tito Livio, nel Rione Toiano, nei pressi degli uffici del comune di Pozzuoli. In evidente stato di alterazione psico fisica, l’uomo urlando e sbraitando, ha dapprima danneggiato le varie suppellettili e messo sottosopra gli ambienti interni del locale comunale e successivamente, in preda ad una furia cieca, ha infranto i vetri dello stabile. A quel punto, i dipendenti del servizio di nettezza urbana del comune di Pozzuoli, per contrastare l’improvvisa ira da parte dell’uomo, hanno richiesto l’intervento dei carabinieri del vicino comando di Arco Felice i quali, giunti sul posto, hanno prima bloccato e poi arrestato l’uomo per danneggiamento di pubblico ufficio.