giovedì 30 dicembre 2010

AUGURO A TUTTI I LETTORI UN FELICE ANNO NUOVO
BUON 2011

"STAVAMO MEGLIO AI TEMPI DEL BRADISISMO"

Lanciano l’allarme i negozianti del centro storico per il grande calo di vendite
Cantieri aperti in città, strade chiuse, ingorghi e mancanza di parcheggi tra le cause della crisi


di Gennaro Del Giudice

POZZUOLI- Negozi e strade addobbate a festa, le luminarie nel centro storico della città, le tredicesime già intascate, ma nonostante ciò strade e negozi rimangono vuoti, le commesse con le mani conserte accanto alle vetrine e lo shopping natalizio che si trasferisce altrove. E’ questa la fotografia di Pozzuoli prima e dopo Natale, in un periodo che storicamente dovrebbe essere “prolifico” da un punto di vista commerciale “ A Pozzuoli non si vende più, la situazione che stiamo vivendo oggi è come quella che si viveva durante il periodo del bradisismo se non addirittura peggiore” è l’inquietante accostamento con uno dei periodi più bui della storia di Pozzuoli, secondo solo all’epidemia di colera che nel lontano 1887 mise in ginocchio l’intera città. Inquietante è in questi giorni passeggiare per le strade della città, specie nel centro storico letteralmente deserto in molte ore della giornata. Alla base della grave crisi che sta attanagliano il commercio a Pozzuoli, specie quello cosiddetto “di vicinato” i tanti cartelli di “lavori in corso” che campeggiano ovunque, strade chiuse o limitate ad un solo senso di marcia, ingorghi, code automobili, traffico in tilt a qualsiasi ora della giornata, mancanza di parcheggi. I lavori in via Fasano, la chiusura del tratto di strada di via pergolesi che da piazza Capomazza porta nel centro storico, i lavori allo svincolo di via Campana della Tangenziale di Napoli e la chiusura per frana di viale dell’Europa Unita fanno si che giungere nel centro storico in questi giorni sia particolarmente difficile “Stiamo vivendo una situazione di crisi allarmante, peggiore anche di quella dell’anno scorso perché quest’anno si è messo anche il maltempo a peggiorare le cose. Tutto ciò è il frutto, oltre della grave crisi economica che sta attanagliano un po’ tutti i settori anche della mancata programmazione da parte di chi negli anni addietro ha governato la nostra città facendo si che oggi divenisse deserta e mi riferisco alle due precedenti amministrazioni e a quanti hanno fatto si che venissero aperti centri commerciali in maniera indiscriminata“ spiega Vincenzo Addati, presidente dell’ Ascom di Pozzuoli che pone l’indice contro quelli che sono oramai i problemi secolari della città e che, nonostante le numerose denunce da parte di automobilisti, residenti e degli stessi commercianti continuano a rimanere irrisolti “A questo dobbiamo aggiungere anche la mancanza di parcheggi, le strade dissestate, i lavori in corso ovunque, il traffico e ultima anche la mancanza di illuminazione pubblica come accaduto domenica quando per l’intero pomeriggio il centro storico è rimasto quasi al buio. La situazione è talmente grave che non confidiamo nemmeno più nei saldi”. Così la regola del “pesce grande che mangia quello piccolo, pare essere rispettata da un punto di vista commerciale anche a Pozzuoli “le vendite quest’anno sono molto basse, almeno un 20% in meno rispetto a quelle del 2009” denuncia Giovanni Falcetti presidente di “Casa Artigiani” “ In primis la grave crisi finanziaria che però a Pozzuoli si associa ai soliti problemi con i quali la città è chiamata a fare i conti come la viabilità, la mancanza di parcheggi, l’arredo urbano per il quale quest’anno noi commercianti di via Cosenza ci siamo autotassati cacciando circa 400 euro a testa per rendere la strada più accogliente. Una volta il Natale era il periodo delle vendite e Pozzuoli la città dove tutti venivano a fare regali, oggi purtroppo non è più così. Ora attendiamo i saldi per cercare di dare una svolta” “Il problema è più profondo e va al di là della semplice mancanza di parcheggi o della viabilità” va controtendenza il direttore della Confesercenti Pozzuoli Daniele Lattero “Non c’è mai stata una programmazione, un piano per l’economia locale tale da rendere la città accogliente per lo shopping natalizio ma anche negli altri periodi dell’anno. Invece c’è stato un processo di involuzione che piano piano ha portato alla grave situazione che oggi è sotto gli occhi di tutti”. Nel frattempo dall’unico centro commerciale presente in territorio puteolano fanno sapere che “le cose vanno abbastanza bene, nonostante il fatto che la grave crisi finanziaria che sta colpendo un po’ tutti i settori faceva presagire ad una situazione peggiore”

SEQUESTRATA L'ABITAZIONE DELL'ASSASSINO

INTANTO STAMATTINA SI SONO CELEBRATI I FUNERALI DI ANTONIO CHIARO


di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul "Roma" giovedì 30 dicembre 2010


LICOLA - Saranno celebrati stamattina alle 10 presso la chiesa “Sacra Famiglia” di Lago Patria i funerali di Antonio Chiaro, il 22enne ammazzato domenica sera a Licola mare da Giovanni Riccio. Un omicidio nato per futili motivi, con il 29enne assassino che infastiditosi della presenza del giovane nei pressi della propria abitazione, dopo aver avuto un alterco con la sua vittima, scendeva in strada e con un coltello da cucina la colpiva a morte. Nel frattempo, la frazione di Licola posta all’estrema periferia dei comuni di Giugliano e Pozzuoli è ancora sotto shock per l’ennesima tragedia verificatasi in uno scenario di abbandono e degrado. Ieri mattina l’ingresso della casa dell’assassino era sbarrata da un nastro bianco con su scritto “Regione Carabinieri Campania” con sopra affisso un cartello di sequestro dell’immobile posto dai carabinieri del Comando Stazione di Varcaturo diretti dal maresciallo Michele Membrino e che conducono le indagini del caso insieme ai militari della compagnia di Giugliano diretti dal capitano Alessandro Andrei. Poco distante dall’abitazione dell’assassino, nei pressi del cosiddetto “Palazzo Coppola” in via Licola mare sono ancora presenti i segni del rogo che lunedì sera ha completamente distrutto la Polo Wolkswagen di Giovanni Riccio. Segnale di vendetta e sintomo che l’escalation di violenza non sembra placarsi a Licola Mare a poche ore dalla tragedia. Che l’odio e la voglia di vendicare quell’infame omicidio fossero nell’aria si era già capito nei minuti successivi all’omicidio quando un folto gruppo di persone tentò di linciare l’assassino. Infatti dopo aver accoltellato la sua vittima, Giovanni Riccio facendo finta che nulla fosse successo rientrava nella sua abitazione mentre fuori agonizzante c’era il povero Antonio Chiaro soccorso dalla propria fidanzata. Poi qualche minuto, dopo decine di uomini radunatisi fuori alla sua abitazione tentavano di farsi vendetta, ma fortunatamente per l’assassino l’intervento dei carabinieri evitava la peggio.

mercoledì 29 dicembre 2010

LICOLA, BRUCIATA L'AUTO DELL'ASSASSINO

POTREBBE TRATTARSI DI UNA VENDETTA DOPO L'OMICIDIO DI ANTONIO CHIARO
OGGI L'AUTOPSIA. APPELLO DEL PARROCO ALLE ISTITUZIONI


di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul "Roma" mercoledì 29 dicembre 2010


LICOLA. Segnali che conducono ad una vendetta nata a meno di ventiquattro ore dall’omicidio di Antonio Chiaro: l’auto dell’assassino data alle fiamme fuori la sua abitazione di Licola. Erano le 18.30 di lunedì sera quando in via Licola mare un incendio ha completamente distrutto una Polo Wolkswagen di colore verde risultata poi essere intestata a Giovanni Riccio, 29 anni. Dell’auto rimarranno visibili solamente le due targhe. Sul posto giungevano vigili del fuoco, i poliziotti del commissariato di Giugliano e gli uomini della scientifica: un unico filo conduttore sembra legare il rogo con l’omicidio del 22enne. Sulla natura del rogo sembrerebbero non esserci dubbi, chiara la matrice dolosa. Ed episodio che rende ancora più inquietante una tragedia nata tra il degrado e abbandono di una zona all’estrema periferia dei comuni di Giugliano e Pozzuoli. "Faccio un appello alle istituzioni affinché pongano maggiore attenzione verso una realtà difficile come quella di Licola, debbono avere molto a cuore le vicissitudini di queste persone" è il messaggio inviato dal parroco della vicina chiesa di san Luca Evangelista di Varcaturo Don Carlo Villano "Siamo vicini al dolore della famiglia della vittima ma anche a quella della persona che ha commesso il reato. Bisogna abbassare i toni, non si può risolvere le diatribe con la violenza. Ho varie versioni dei fatti ed entrambi sembrano essere stato il frutto di futili motivi". Sarebbero infatti due le ricostruzioni della tragedia: voci, smentite, testimonianze più o meno attendibili che si susseguono all’indomani di ogni tragedia. "Dicono che c’era un gruppetto di ragazzi nella piazzetta, stavano urlando, scherzavano tra loro" avrebbero raccontato dei testimoni. Schiamazzi sotto la propria abitazione che non sarebbero andati giù a Giovanni Riccio - "Poi improvvisamente è successo quello che nessuno si aspettava. Quell’uomo è sceso e si è avventato contro quel povero ragazzo che si trovava in mezzo al gruppo di giovani" avrebbero raccontato dei testimoni. Schiamazzi sotto la propria abitazione che non sarebbero andati giù a Giovanni Riccio. Nel frattempo proseguono le indagini da parte degli inquirenti. Si cerca di far luce su quei minuti che hanno preceduto la tragedia: l’unica testimone a raccontare quanto accaduto ai carabinieri della stazione di Varcaturo trovatasi in quel momento a passare in via Licola Mare ed attirati dall’agitazione di un gruppetto di persone ferme in strada è stata la fidanzata di Antonio Chiaro. Poi la difficoltosa ricostruzione dei fatti, qualche parolina pronunciata qua e la e gli indizi che hanno chiuso il cerchio intorno a Giovanni Riccio. L’ennesima da queste parti consumatasi nella serata di Santo Stefano quando, secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti intorno alle 23 di domenica scorsa Antonio Chiaro era in compagnia della fidanzata era seduto nella propria automobile nei pressi della sua abitazione. A pochi passi la casa di colui che da li a poco si rivelerà il suo assassino: quel Giovanni Riccio, con precedenti penali per rapine e spaccio di droga, che in quel momento s litigando con la moglie. Presenza non gradita al 29enne che intima a Chiaro di andarsene. Al rifiuto di quest’ultimo si scatena il raptus omicida: Giovanni Riccio prende un coltello scende in strada e accoltella il 22enne per poi rientrare in casa come se niente fosse successo. La tragedia sotto gli occhi della fidanzata del giovane, rimasto agonizzante a terra. Poi l’inutile tentativo da parte dei sanitari del 118, il viaggio della speranza al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli e poi all’ospedale Monaldi di Napoli. Nelle prossime ore è attesa l’autopsia sul corpo di Antonio Chiaro, solo dopo la salma sarà consegnata ai familiari per la celebrazione dei funerali che potrebbero essere celebrati domani.

martedì 28 dicembre 2010

VOGLIA DI VENDETTA MA NESSUNO PARLA

SCONCERTO A LICOLA, UN'AREA SEGNATA DA DEGRADO E ABBANDONO

di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul "Roma" martedì 28 dicembre 2010



LICOLA. Dodici ore dopo la tragedia nella piazzetta di via Licola Mare c’è un gruppetto di giovani. Berretti in testa e sciarpe sul volto, i loro sguardi persi nel vuoto, in religioso silenzio, nelle loro menti ancora gli echi della tragedia della sera prima. Le urla, la disperazione, la rabbia e la voglia di fare giustizia, vendicare quell’infame assassinio. Saranno in tutto una decina, conoscenti e amici di entrambi, vittima e assassino, da queste parti tutti si conoscono. Nonostante il vento freddo e il bar della piazza ancora chiuso per ferie stazionano sul marciapiedi lungo la strada, nessuno ha voglia di parlare. “Non so niente, non so di cosa state parlando, non sono nemmeno del posto” risponde laconica la commessa di un negozio lungo la strada. "Dicono che c’era un gruppetto di ragazzi nella piazzetta, stavano urlando, scherzavano tra loro, poi improvvisamente è successo quello che nessuno si aspettava. Quell’uomo è sceso e si è avventato contro quel povero ragazzo" Voci, smentite, testimonianze più o meno attendibili e le varie “ricostruzioni” che solitamente si susseguono all’indomani di ogni tragedia e che, anche in questo caso, si sono rincorse per l’intera giornata di ieri. Di fronte la piazzetta sull’altro lato di via Licola mare, quello che affaccia sulla spiaggia c’è la casa di Antonio Chiaro, vittima della furia assassina di Giovanni Riccio, il 29enne omicida. Licola Mare è una lunga strada, si giunge da Pozzuoli imboccando una traversa da via Domitiana. Poi un incrocio, a sinistra i lidi lungo via Sibilla, la strada parallela alla “foresta di Cuma” dove lo scorso 16 dicembre fu ritrovato il cadavere ormai scheletrizzato e senza testa di un uomo, lì da almeno 3 mesi. A sinistra c’è il paesino, Licola, tante case popolari a ridosso l’una dell’altra, qui il degrado è un gran colpo d’occhio, case sventrate, abbandonate, container, lamiere che sostituiscono i muri di cinta. Stretti vicoletti conducono lungo la spiaggia, per diversi chilometri nel centro abitato è “spiaggia libera”, nessuno che la gestisce. Un chilometro circa, poi ancora stabilimenti balneari, uno accanto all’altro, fino ad arrivare a Varcaturo e Lago Patria. Licola Mare è per metà territorio di Pozzuoli, l’altra metà è sotto la giurisdizione del comune di Giugliano. Il confine segnato da un palazzo circondato ancora da lamiere. Licola Mare è anche il tratto di strada parallelo alla via Domitiana, nota anche come la strada delle prostitute. In questo scenario di degrado e abbandono è morto ammazzato il povero Antonio Chiaro, a poca di stanza dal mare e da quella spiaggia dove lo scorso 22 aprile del 2009 fu ritrovato il cadavere dell’ex assessore del Comune di Villaricca, Roberto Landi, il cui corpo fu trovato sepolto ad un metro di profondità sulla spiaggia di Licola. Ucciso altrove e poi seppellito in quella porzione di arenile. Proprio dove lo scorso 5 dicembre del 2009 fu ritrovato un altro cadavere, quello di un extracomunitario, rinvenuto sulla battigia dell’arenile privo di documenti di riconoscimento e con le dita e le piante dei piedi bruciate probabilmente da un acido. Ma Licola oltre ad essere “terra di nessuno” è anche “terra di latitanza”, spesso covo di super latitanti come Cesare Pagano, boss degli “scissionisti” di Scampia ed artefice insieme a Raffaele Amato e Paolo Di Lauro di una delle più grandi faide di camorra, rifugiatosi proprio da queste parti ed arrestato lo scorso mese di luglio. Si nascondeva in una depandance alla quale si accedeva dalla parallela via Domitiana.
Una lunga scia di sangue che ha invaso questa zona. Poco distante da casa sua , al civico, 102 di via Licola Mare c’è l’abitazione dove era nato e cresciuto Salvatore Ercole, il 14enne morto sei mesi fa al largo delle acque di Lucrino dove, dopo essere caduto in mare, rimase schiacciato dall’elica del gommone sul quale salì con alcuni amici. Poi la tragedia, l’ennesima, che ancora una volta ha interessato questa zona tanto martoriata.

UCCISO CON UNA COLTELLATA AL CUORE

ANTONIO CHIARO, 22 ANNI, AMMAZZATO DA GIOVANNI RICCIO, PREGIUDICATO, PERCHE' TESTIMONE DEL FURIOSO LITIGIO CON LA MOGLIE

di Giovanna Scarano
pubblicato sul Roma martedì 28 dicembre 2010

LICOLA. Era in macchina con la fidanzata a chiacchierare a pochi passi dalla sua abitazione ignaro che sarebbe stato accoltellato di lì a poco. Antonio Chiaro 22enne di Varcaturo residente in via Licola Mare, è stato colpito con un fendente al petto che gli ha perforato il cuore. Soccorso è deceduto nella notte all'ospedale Monaldi di Napoli. Il killer è Giovanni Riccio 29enne del posto, già noto alle forze dell'ordine avendo precedenti per droga, rapina e furto; residente anche lui in via Licola Mare, però distante dall'abitazione della vittima. Riccio stava litigando con la moglie, una lite furiosa, a tal punto che i coniugi urlavano e litigavano sia dentro casa che fuori in giardino. Ed è proprio quando Riccio è uscito fuori che si è reso conto che in strada parcheggiati in macchina c'era una coppia di fidanzatini; Antonio Chiaro con la fidanzata. I due stavano parlando tranquillamente prima di rincasare, quando tutto ad un tratto Riccio si avvicina all'abitacolo ed ordina a Chiario di andare via. A quel punto Antonio Chiario risponde dicendogli che è in strada e non nella sua abitazione, ragion per cui decide di restare. Riccio, a quel punto senza esitazione si scaglia contro il 22enne prima con grossi paroloni, dopodichè comincia a colpirlo. Ed è a questo punto che impugnando un coltello da cucina con lama di 22 centimetri, colpisce al petto Antonio Chiario perforandogli il cuore. Seppur sotto choc, la giovane fidanzata della vittima allerta il 118, mentre il killer forse essendosi reso conto della pazzia che aveva appena fatto ritorna in casa e si barrica. Le condizioni del 22enne fin da subito sono apparse gravi. Subito è stato trasportato all'ospedale La Schiana di Pozzuoli, dove ha subito un primo arresto cardiaco. Dopodichè, dopo essere stato "preso per i capelli" i medici hanno ritenuto opportuno trasferirlo al Monaldi per sottoporlo ad un disperato intervento. Nonostante la tempestività dei medici e tutti gli sforzi fatti per salvarlo, Antonio Chiario è deceduto verso e 2 di notte. Nel frattempo fuori l'abitazione di Riccio si erano riversati oltre ai vicini, anche i familiari e gli amici della vittima; con il solo intento di voler rendere giustizia al giovane 22enne. Nel frattempo una pattuglia della locale stazione dei carabinieri agli ordini del maresciallo Michele Membrino; impegnata in un servizio di controllo del territorio, è stata attratta dal capannello di persone che sostavano in via Licola Mare. I militari dell'Arma pensavano di imbattersi nell'ennesima lite, invece giunti lì sul posto hanno trovato tutt'altro. Dopo aver appreso quanto successo dalla gente inferocita all'esterno dell'abitazione di Riccio, hanno chiesto l'intervento dei colleghi della compagnia di Giugliano agli ordini del capitano Alessandro Andrei. Giunti sul posto i rinforzi, gli uomini della Benemerita hanno dovuto faticare non poso per poter entrare nell'abitazione, dove hanno trovato Riccio ed il coltello che già era stato accuratamente lavato. Con altrettanta fatica, i carabinieri sono usciti portando con loro anche Riccio, difendendolo dal linciaggio di amici e partenti della vittima. Giunto in caserma per l'interrogatorio, Riccio ha raccontato in maniera molto vaga quanto accaduto. Accusato per omicidio aggravato e porto abusivo di arma bianca, per Riccio si sono palancate le porte del carcere di Poggioreale.

mercoledì 22 dicembre 2010

MIASMI E LIQUAMI ALLAGANO LE STRADE

PIOGGIA, SALTANO I TOMBINI TRA LICOLA E VARCATURO
DI BONITO: "LE FOGNE NON SUPPORTANO GLI SVERSAMENTI, SISTEMA INADATTO"

Gennaro Del Giudice
pubblicato sul "Roma" mercoledì 22 dicembre 2010

LICOLA/VARCATURO.Rabbia, rassegnazione e il solito remake anche all’indomani della più lieve pioggerellina che in quella zona ai margini del giuglianese provoca effetti devastanti . Ieri mattina in via “Madonna del Pantano” l’ennesima conta dei danni con i residenti a spalare la melma mista ai liquami che appena 12 ore prima avevano invaso gli oltre due chilometri di strada parallela all’antica via Domitiana che funge da collegamento tra le località di Licola e Varcaturo. Lunedì sera la pioggia ha provocato il “troppo pieno”, facendo saltare i tombini delle fogne, oltre un metro di acqua mista ai liquami ha invaso la strada, allagando le abitazioni. Con i residenti rimasti intrappolati nelle proprie case, è stato reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco, degli agenti di polizia municipale e dei tecnici del comune di Giugliano. Dopo 12 ore ieri erano ancora evidenti i segni dell’allagamento, l’aria infestata era resa irrespirabile dai liquami fognari che man mano andavano asciugandosi, miasmi e odori nauseabondi, grande il timore per un allarme sanitario. Lungo la strada anche una scuola media, la “Salvatore Vitale”, rimasta chiusa tempo fa proprio perché a seguito delle piogge la strada diventò off-limits, tanto che alto era il livello dei liquami che invasero il manto stradale. L’impianto fognario sarebbe inconsistente, non supporterebbe la portata di liquami provenienti da Napoli per poi essere convogliati nell’impianto di depurazione di Cuma-Licola, queste le cause alla base del dissesto. “ Ho paura per la salute dei miei figli a causa delle condizioni igienico-sanitarie della zona, da ieri sera ho quasi un metro di liquami che hanno invaso il piano interrato di casa mia. E per evitare che l’acqua invada le nostre case siamo stati costretti ad alzare il manto stradale “ spiega Procolo Buonanno, 46 anni, che vive insieme alla moglie e suoi tre bambini ( tra cui una di appena 4 mesi) in un’abitazione lungo la strada. A pochi passi un parco privato, qui lunedì sera la melma ha invaso i giardini arrivando fino all’uscio delle abitazioni al piano terra. “Ogni volta che fa un po’ di pioggia accade questo, a furia di finire nel terreno le piante si sono bruciate” spiegano Antonietta e Salvatore Lubrano che vivono in una delle traverse della strada principale, qui tempo fa la forza dei liquami scesi da sopra buttarono parte di un muro di recinsione a terra” Se non si risolve questo problema un giorno faremo la fine dei topi, sommersi dalla melma e la gente vuole andarsene da qua”. “La fogna non riesce ad assorbire la portata dei liquami e il sistema di smaltimento delle acque piovane non è adatto” spiega l’ingegnere Gennaro Di Bonito, presidente del Consorzio Turistico del Mediterraneo “ Sono in corso dei lavori per il raddoppio del collettore fognario che potrebbero risolvere l’eccesso di portata. Non possiamo dire che il comune di Giugliano sia assente, ma che ha pochi mezzi e quelli che aveva li ha già utilizzati ed anche male purtroppo. Ci fu un intervento tampone tempo fa cin maniera tale che l’acqua venisse convogliata nelle tubazioni private della vicina campagna, ma non sembra essere servita visto quanto accaduto per l’ennesima volta anche ieri. Nel frattempo abbiamo chiesto un risarcimento danni al comune di Giugliano, ma resta il fatto che la zona è diventata invivibile “





PERICOLO FRANA IN VIA VIRGILIO

CONTINUANO GLI SMOTTAMENTI LUNGO LA FACCIATA DEL MONTENUOVO
CRESCE LA PAURA TRA I RESIDENTI DEL POSTO
di Gennaro Del Giudice

POZZUOLI. “Manca solo che qualche albero venga giù” esclama Antonio mentre guarda la facciata del Montenuovo dalla quale, a seguito delle ultime piogge, alcuni massi si sono staccati finendo sul marciapiedi sottostante. “Dovrebbero appore un cartello con scritto “Pericolo di frana” perché qui il pericolo esiste davvero. Quando piove qualcosa cade sempre dalla montagna, ecco vedete che masso stanotte è caduto, se si trovava a passare qualcuno era la fine” racconta ancora il 56enne residente ad Arco Felice ed assiduo frequentatore della vicina Oasi Naturalistica Montenuovo. Qui, in via Virgili, nel corso degli anni la forza dell’acqua e del vento ha provocato l’erosione di una facciata della montagna e diversi smottamenti. Tra questi l’ultimo, in ordine di tempo, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato a seguito delle forte folate di vento e pioggia che hanno provocato la caduta di numerosi massi, rendendo impraticabile ai pedoni il marciapiedi che porta all’ingresso del parco naturalistico. Pertanto ieri mattina non è stato possibile camminare lungo via Virgilio, la strada che congiunge Arco Felice con questa altura, dove a pochi metri di distanza abitano numerose famiglie. Una situazione di pericolo che si protrae da tempo, da quando la forza levigatrice di acqua e vento ha iniziato a provocare l’erosione della facciata di montagna che da su via Virgilio, facendo si che numerosi alberi rimanessero senza radici nel terreno. Una condizione questa particolarmente pericolosa in quanto va a incidere sulla stabilità degli arbusti che, con le radici poco impiantate nel suolo, potrebbero addirittura cadere. I segni di tutto questo sono ben visibili a chiunque si trovi a camminare lungo la stradina, basta alzare gli occhi sulla facciata della montagna ed è evidente la presenza dei rami degli alberi che escono fuori dal terreno. Tra questi quello che desta particolari preoccupazioni è un grosso arbusto inclinatosi in corrispondenza di un traliccio dell’energia elettrica. Oltre alle grosse piante che potrebbero cedere, altra particolare attenzione è data alla facciata della montagna dalla quale, ad ogni pioggia, si staccano massi. Infatti non esiste alcuna protezione quindi il terreno, che sorge ad almeno 2 metri sopra il livello della strada, è solo in minima parte “protetto” da un muro di contenimento di pietre, mentre tutta la parte superiore, dove sono radicati gli arbusti (in stragrande maggioranza pini) non risulta essere protetta da nulla. E ieri mattina i potenziali pericoli, già denunciati tempo fa dal nostro giornale, erano evidenti lungo il marciapiedi, invaso da massi di ogni grandezza. Grossi pericoli ai quali sono esposti i residenti di via Virgilio che vivono proprio di fronte alla facciata della montagna e i tanti che quotidianamente si recano in visita all’Oasi naturalistica Montenuovo. Ma i pericoli nella zona non finiscono: oltre ad un possibile cedimento degli alberi e alla caduta massi, le insidie sembrano venire anche dalla strada, che in alcuni punti risulta rialzata dal normale livello stradale e dove i sanpietrini che formano il manto risultano essere praticamente “esplosi”. Che la zona fosse “pericolosa” lo dimostrano anche alcune transenne collocate in prossimità del marciapiedi, probabilmente messe lì per rendere off-limits quel tratto particolarmente soggetto alla caduta dei massi. Durante il nostro sopralluogo nella zona, alcuni residenti delle abitazioni che sorgono in uno dei palazzi nelle immediate vicinanze della montagna ha accolto con entusiasmo la nostra presenza “Fotografate, denunciate questo schifo. Qua si sono dimenticati di noi, ma che aspettano che avvenga una tragedia prima di intervenire?” ci dice Mimmo, mentre indica la parte di montagna che gli incute “timore”. Gli echi dei dissesti idrogeologici che hanno segnato terribilmente diverse località della Campania sono negli occhi di tutti, Quindici, Sarno, Ischia, ma anche i recenti provvedimenti presi nella zona della Grotta di Cocceo a Bacoli, il pericolo di frana della facciata del Monte di Procida denunciato da tempo, tengono alto il livello di attenzione da parte dei cittadini.

martedì 21 dicembre 2010

"STAVAMO MEGLIO AI TEMPI DEL BRADISISMO"

Lanciano l’allarme i negozianti del centro storico per il grande calo di vendite
Cantieri aperti in città, strade chiuse, ingorghi, mancanza di parcheggi, tra le cause della crisi

di Gennaro Del Giudice

POZZUOLI- Negozi e strade addobbate a festa, le luminarie nel centro storico della città, le tredicesime già intascate, ma nonostante ciò strade e negozi rimangono vuoti, le commesse con le mani conserte accanto alle vetrine e lo shopping natalizio che si trasferisce altrove. E’ questa la fotografia di Pozzuoli prima e dopo Natale, in un periodo che storicamente dovrebbe essere “prolifico” da un punto di vista commerciale “ A Pozzuoli non si vende più, la situazione che stiamo vivendo oggi è come quella che si viveva durante il periodo del bradisismo se non addirittura peggiore” è l’inquietante accostamento con uno dei periodi più bui della storia di Pozzuoli, secondo solo all’epidemia di colera che nel lontano 1887 mise in ginocchio l’intera città. Inquietante è in questi giorni passeggiare per le strade della città, specie nel centro storico letteralmente deserto in molte ore della giornata. Alla base della grave crisi che sta attanagliano il commercio a Pozzuoli, specie quello cosiddetto “di vicinato” i tanti cartelli di “lavori in corso” che campeggiano ovunque, strade chiuse o limitate ad un solo senso di marcia, ingorghi, code automobili, traffico in tilt a qualsiasi ora della giornata, mancanza di parcheggi. I lavori in via Fasano, la chiusura del tratto di strada di via pergolesi che da piazza Capomazza porta nel centro storico, i lavori allo svincolo di via Campana della Tangenziale di Napoli e la chiusura per frana di viale dell’Europa Unita fanno si che giungere nel centro storico in questi giorni sia particolarmente difficile “Stiamo vivendo una situazione di crisi allarmante, peggiore anche di quella dell’anno scorso perché quest’anno si è messo anche il maltempo a peggiorare le cose. Tutto ciò è il frutto, oltre della grave crisi economica che sta attanagliano un po’ tutti i settori anche della mancata programmazione da parte di chi negli anni addietro ha governato la nostra città facendo si che oggi divenisse deserta e mi riferisco alle due precedenti amministrazioni e a quanti hanno fatto si che venissero aperti centri commerciali in maniera indiscriminata“ spiega Vincenzo Addati, presidente dell’ Ascom di Pozzuoli che pone l’indice contro quelli che sono oramai i problemi secolari della città e che, nonostante le numerose denunce da parte di automobilisti, residenti e degli stessi commercianti continuano a rimanere irrisolti “A questo dobbiamo aggiungere anche la mancanza di parcheggi, le strade dissestate, i lavori in corso ovunque, il traffico e ultima anche la mancanza di illuminazione pubblica come accaduto domenica quando per l’intero pomeriggio il centro storico è rimasto quasi al buio. La situazione è talmente grave che non confidiamo nemmeno più nei saldi”. Così la regola del “pesce grande che mangia quello piccolo, pare essere rispettata da un punto di vista commerciale anche a Pozzuoli “le vendite quest’anno sono molto basse, almeno un 20% in meno rispetto a quelle del 2009” denuncia Giovanni Falcetti presidente di “Casa Artigiani” “ In primis la grave crisi finanziaria che però a Pozzuoli si associa ai soliti problemi con i quali la città è chiamata a fare i conti come la viabilità, la mancanza di parcheggi, l’arredo urbano per il quale quest’anno noi commercianti di via Cosenza ci siamo autotassati cacciando circa 400 euro a testa per rendere la strada più accogliente. Una volta il Natale era il periodo delle vendite e Pozzuoli la città dove tutti venivano a fare regali, oggi purtroppo non è più così. Ora attendiamo i saldi per cercare di dare una svolta” “Il problema è più profondo e va al di là della semplice mancanza di parcheggi o della viabilità” va controtendenza il direttore della Confesercenti Pozzuoli Daniele Lattero “Non c’è mai stata una programmazione, un piano per l’economia locale tale da rendere la città accogliente per lo shopping natalizio ma anche negli altri periodi dell’anno. Invece c’è stato un processo di involuzione che piano piano ha portato alla grave situazione che oggi è sotto gli occhi di tutti”. Nel frattempo dall’unico centro commerciale presente in territorio puteolano fanno sapere che “le cose vanno abbastanza bene, nonostante il fatto che la grave crisi finanziaria che sta colpendo un po’ tutti i settori faceva presagire ad una situazione peggiore”

STUDENTI OCCUPANO L'EX BIBLIOTECA

PROTESTA DEGLI ALLIEVI DEL LICEO PITAGORA CHE RECLAMANO UNA PALESTRA

di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul "Roma" martedì 21 dicembre 2010



POZZUOLI. Conclusa l’occupazione del proprio istituto scolastico per protesta contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini, gli studenti dell’istituto superiore scolastico “Pitagora” di pozzuoli passano ora all’occupazione di quella che una volta fu la biblioteca comunale. “Un gesto estremo dettato dall’esigenza di avere una palestra più grande e dei locali dove poter svolgere i consigli d’istituto e altre attività. Abbiamo deciso di occupare in maniera del tutto pacifica e simbolica la struttura” giustificano così la loro decisione di occupare la struttura di via Antonino Pio, nel Rione Toiano, a pochi passi dalla sede del comune. Alle 8,30 di ieri un gruppo di circa 200 studenti del liceo si è infatti recato in corteo presso la casa comunale, alla richiesta di incontro con il commissario prefettizio del comune di Pozzuoli Roberto Aragno è seguita la consegna di un documento allo stesso commissario con oggetto “occupazione ex biblioteca civica di Pozzuoli”. “Gli studenti dell’istituto Superiore Statale “Pitagora” del Rione Toiano hanno occupato i locali della ex biblioteca per i seguenti motivi: la struttura ci occorre per creare una nuova palestra a causa del sovraffollamento che si crea in quella già disponibile” si legge nella missiva “Abbiamo bisogno di nuovi e ampi spazi per le assemblee di istituto” con quella struttura ”Si potrebbero creare nuovi spazi per sostituire le aule dei seminterrati soggette all’umidità”. Dopo il corteo un gruppo di studenti ha così messo in azione il piano di occupazione approfittando di una finestra rimasta aperta hanno avuto accesso ai locali attigui a quelli che ospitano il loro istituto. Un’azione pacifica portata avanti senza arrecare alcun danno alla struttura nella quale, una volta entrati, il gruppetto di studenti si è prodigato a fare pulizie e rimettere a posto scaffali e mobili rimasti lì dopo il trasferimento e l’apertura lo scorso marzo, della biblioteca comunale presso palazzo “Toledo” in via Ragnisco, a pochi passi dal centro storico della città. L'ex sede della biblioteca 'Raffaele Artiglierè fa infatti parte dell'ampia struttura di proprietà della Provincia di Napoli che ospita il Polispecialistico “Pitagorà ex Ipia” e altri uffici del Comune di Pozzuoli. Per un breve periodo l'alaOvest della struttura fu adibita anche a sede dei Vigili del Fuoco, prima del trasferimento a Monterusciello. Il complesso realizzato a fine anni settanta doveva costituire una piccola cittadella scolastica ed ospitare un istituto superiore secondario attrezzato con palestre, laboratori e sala mensa. Invece a causa del terremoto dell'ottanta e del bradisismo del 1982 la sede fu parzialmente e temporaneamente assegnata al Comune per l'emergenza terremoto. Solo qualche anno dopo fu restituito alla scuola e nemmeno per intero, mantenendo il Comune alcuni uffici. L'istituzione scolastica ne ha rivendicato sempre l'utilizzo ed ora con il trasloco della Biblioteca ha già chiesto all'ente comunale i locali, ma pare che già siano stati destinati ad altri usi. Da allora, l’edificio del Rione Toiano è rimasto chiuso. E la rabbia per docenti e studenti dell’istituto “Pitagora” nel vedere inutilizzata una struttura che consegnata a loro, potrebbe divenire un autentico toccasana risolvendo i numerosi disagi che quotidianamente sono chiamati ad affrontare “ I ragazzi hanno delle esigenze, la palestra è piccola, così come l’auditorium che risulta essere inadeguato al numero di iscritti che negli ultimi anni è notevolmente cresciuto” spiega il preside del “Pitagora” Cesare Fournier da settembre nominato primo dirigente dell’istituto che conta in tutto 1020 iscritti “Condivido i motivi della protesta portata avanti dai ragazzi ma non la forma anche se posso assicurare che conoscendoli e dopo aver visto come si sono comportati durante l’occupazione della scuola, che tutto procederà in maniera civile. Il loro è un gesto fatto per sollecitare l’opinione pubblica sul problema”. Nel frattempo, una decina di studenti (tra loro i 4 rappresentanti di istituto) ha annunciato che rimarrà a presidio dell’ex biblioteca anche durante il periodo delle festività natalizie fino a quando non giungerà una risposta da parte del commissario prefettizio.