venerdì 21 agosto 2009

INCIDENTE A MILISCOLA SI SUSSEGUONO LE IPOTESI

DIBATTITO TRA COLPEVOLISTI ED INNOCENTISTI

di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul quotidiano "Roma" sabato 22 agosto 2009

BACOLI. La morte dei tre giovani ragazzi ha aperto un dibattito tra la gente, per strada ed in rete, sul social network Facebook, sulle cause dell’ennesimo episodio accaduto sulle nostre strade e che ha visto coinvolti dei giovanissimi. C’è chi punta l’indice contro la spregiudicatezza e l’incoscienza dei giovani a bordo delle due ruote, rei di guidare senza casco, magari dopo aver consumato alcool e droghe leggere. Contro le case costruttrici dei motoveicoli di grossa cilindrata, realizzate per ottenere veloci prestazioni sull’asfalto, senza il rispetto dei limiti di velocità. Accuse alle strade, che nel caso di via Lido Miliscola, costituisce un rettilineo che spesso porta i centauri a provare l’ebbrezza dell’alta velocità, dove da tempo c’è chi chiede la costruzione di dossi per limitare la velocità.
Sul gruppo “Una rosa bianca per Vincenzo, Gennaro e Arpino” è un tam tam tra colpevolisti ed innocentisti. Ciro Esposito dà la colpa di quanto accaduto all’incoscienza e scrive:” Caro ragazzo o ragazza il prossimo potresti essere proprio tu, pensaci bene quando prendi una bottiglia in mano o peggio quando assumi qualche pasticca per sballarti e poi vai in moto o in macchina.” Così come Anna Gloria Della Ragione, una mamma che fa un appello a tutti i giovani, chiedendo loro di “non bere, ubriacarsi, solo per sentirsi alla “moda” ma cercare altre vie di divertimento” Accuse alle quali i giovani del social network rispondono per le righe. Mena Carannante chiede di “non giudicare questi ragazzi senza conoscerli e senza sapere i fatti”.
Miriam Ranieri, cugina di Vincenzo, rigetta al mittente ogni tipo di accusa: Un po’ di rispetto per i tre mporti e per le loro famiglie. Nessuno dei tre né era un ubriacone, né (come dicono molti) si faceva! Chiaro?”
Mentre Lucia da Bacoli dedica un pensiero alla famiglia di Vincenzo” Che tristezza non conoscevo i 3 ragazzi ma mi sento di una tristezza unica. Conosco la mamma e la sorella di Enzo e so che sono persone stupende e buone, dopo tante sofferenze non meritavano anche questo. Vorrei tanto fare qualcosa per loro”.

FIORI SUL LUOGO DELL'INCIDENTE

LACRIME E COMMOZIONE TRA I PASSANTI
di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul quotidiano "Roma" venerdì 21 agosto 2009
BACOLI. Non passano inosservati ai tanti bagnanti ritornati ad affollare i lidi di Miseno e Miliscola, in un caldo pomeriggio di metà Agosto, quei mazzetti di fiori posti sul ciglio della strada, legati con un fiocco alla cassetta dell’enel. A qualche centimetro da lì, sull’asfalto, una macchia di sangue, sbiadita, i resti in plastica di un motorino posti sul muretto lì a fianco e i guanti monouso, probabilmente dei sanitari del 118, che stanotte hanno tentato invanamente di salvare tre giovani vite. Si fermano due motorini, sono quattro giovanissimi, occhiali da sole e casco. Fissano i fiori, si emozionano. Erano loro coetanei. Uno racconta all’altro: “L’ho saputo stamattina, conoscevo ad uno di loro solo di vista. Un mio amico stanotte era qui, ha visto sangue dappertutto, c’era uno dei tre con la testa tutta rotta”.
Passano i bagnanti, di ritorno dall’arenile, dopo una giornata di mare, si fermano, leggono i bigliettini attaccati ai fiori, chiedono cosa sia successo. “Stanotte, qui? Tre giovani ragazzi? E’ assurdo!” E’ il primo pensiero di tutti, la prima esclamazione dinanzi alla presa di coscienza di quanto possa essere accaduto qualche ora prima qui, dinanzi a questo pub, di fronte al lido dove numerosi bagnanti affollano l’arenile: “Assurdo!”

Ariano, Gennaro e Vincenzo, tre giovani di Bacoli, che come tanti loro coetanei frequentavano questa strada, via Lido Miliscola, dove ci sono i lidi balneari che di notte diventano discoteche, per bere qualcosa con gli amici, stare in compagnia, conoscere qualche ragazza.
“Conoscevo di vista Arpino, un bravissimo ragazzo. Aveva da poco terminato gli studi, e so che ora stava lavorando, ma non so che lavoro stesse facendo” racconta Simone, fissando quei fiori, mentre getta dei sacchi di spazzatura, raccolti nel lido presso il quale lavora.
Da un parcheggio vicino escono numerose auto, rallentano, gli occupanti si fanno il segno della croce. Nell’aria, tutto intorno c’è un alone di tristezza, un silenzio che campeggia.
Qui qualche ora fa “tre angeli sono volati via” è la dedica scritta su un bigliettino posto vicino ad un’orchidea bianca.

PER I 3 RAGAZZI MORTI IL DOLORE VIAGGIA IN RETE

SU FACEBOOK IL RICORDO DI ARPINO, VINCENZO E GENNARO

di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul quotidiano "Roma" venerdì 21 agosto 2009

BACOLI. “Un saluto ai tre giovani ragazzi morti stanotte” è il gruppo nato spontaneamente dagli iscritti sul social network Facebook. Un modo per esprimere una parola di cordoglio, per dedicare un dolce pensiero ad Arpino, Vincenzo e Gennaro. Un dolore che oltre a sconvolgere un’intera città di Bacoli, ha sconvolto anche la rete. Appresa la notizia, in un fulminante passaparola, a Cuma, Fusaro, Cappella, Miliscola, Miseno, le zone di Bacoli abitate e frequentate dai ragazzi, lo sconcerto e la tristezza hanno colpito tutti, familiari, amici, semplici conoscenti. Una notizia disarmante, alla quale si fa fatica a crederci. Due ventenni e un venticinquenne morti in uno scontro tra motorini. Tre bravi ragazzi, umili, tre giovani con tanta voglia di fare. Nessuno dei tre era sposato, tutti vivevano insieme alle proprie famiglie. Arpino Tiano si era diplomato da poco, come geometra, spesso aiutava il padre, per dargli una mano faceva il piastrellista. Vincenzo Ranieri, il più grande delle tre giovani vittime, faceva il tappezziere, mentre Gennaro Illiano lavorava saltuariamente come aiuto cuoco e cameriere. Tre vite spezzate, finite sull’asfalto in una tragica notte d’estate, in un mercoledì notte quando le luci dei locali si spegnevano.

giovedì 20 agosto 2009

TRAGICO INCIDENTE TRA MOTORINI A MILISCOLA

MUOIONO TRE GIOVANI RAGAZZI
di Gennaro Del Giudice
pubblicato dal quotidiano "Roma" venerdì 21 agosto 2009

BACOLI. Un tragico incidente, uno schianto violentissimo tra un motorino e una motocicletta che ha causato la morte di tre giovani ragazzi. E’ quanto accaduto a Bacoli, nella notte tra mercoledì e giovedì, intorno all’una e venti, in via Lido Miliscola, lungo la strada che costeggia i numerosi locali notturni e stabilimenti balneari. Uno scontro che ha visto coinvolti uno scooter Piaggio “Beverly 300” alla guida del quale c’era Arpino Tiano, un ragazzo di 20 anni, residente a Bacoli, un diploma da geometra conseguito da poco. Ed altri due giovani, in sella ad una motocicletta di grossa cilindrata, una “Honda Hornet 600”. Vincenzo Ranieri, 25 anni, di Bacoli, di professione tappezziere, che era alla guida, insieme ad un amico, Gennaro Illiano, 20 anni, anch’egli residente a Bacoli, che di professione faceva il cameriere. Quando, improvvisamente e per motivi ancora da accertare, i due veicoli si scontravano frontalmente. Un impatto terribile, terrificante, forse provocato dall’alta velocità e da una probabile distrazione da parte di uno dei due conducenti dei ciclomotori, che non lasciava scampo ai tre giovani. Un forte botto, udito anche in lontananza, da alcuni titolari dei locali che sorgono nelle vicinanze, e dai pochi passanti che affollavano il lungomare di Miliscola. E che lasciava a terra, sull’asfalto, tre giovani vite. Nello scontro, infatti, morivano sul colpo il giovane conducente del Beverly 300, Arpino Tiano, ed il passeggero della motocicletta, Gennaro Illiano. Mentre per Vincenzo Ranieri, trasportato di urgenza all’ospedale “La Schiana”, in condizioni gravissime, non c’era nulla da fare. Il giovane venticinquenne moriva anch’egli, qualche ora dopo il ricovero.
Sul luogo dell’accaduto, oltre ai sanitari del 118, giungevano i carabinieri della vicina caserma di Bacoli e del commissariato di Pozzuoli. I quali, dai primi rilievi effettuati, notavano che i resti del motorino Beverly, guidato da Arpino, si trovavano a circa venti centimetri dalla linea che divide i due sensi di marcia, all’interno della corsia nel senso di marcia opposto al suo, all’altezza del civico 35 di via Lido Miliscola. Il che potrebbe far presagire, ad una invasione di corsia da parte del ciclomotore. Mentre, a quanto pare, secondo alcune testimonianze, prima dell’impatto tra i due veicoli, un casco sarebbe stato visto volare dalla motocicletta, provocando una distrazione da parte del conducente, che avrebbe quindi perso il controllo del ciclomotore. Inoltre, sempre secondo i rilievi effettuati dai militari dell’arma, a quanto pare nessuno dei tre indossava i tre caschi. Infatti questi sarebbero stati trovati tutti distanti dai corpi. Il che, potrebbe far supporre che questi non erano indossati dai giovani, o che non erano allacciati alle teste dei tre. E che quindi sarebbero volati via nel forte urto tra i mezzi. Ora sarà il pubblico ministero, il sostituto procuratore, Russo, incaricato dalla procura per le indagini, che ha disposto l’autopsia sulle salme presso il Secondo Policlinico di Napoli, a ricostruire l’esatta dinamica di questo tragico episodio che ha spezzato la vita a tre giovani ragazzi.

mercoledì 19 agosto 2009

SCEMPIO A MONTERUSCIELLO

VANDALIZZATE E DISRUTTE LE GIOSTRINE
di Gennaro Del Giudice
pubblicato dal quotidiano "Roma" giovedì 20 agosto 2009

POZZUOLI. Costruito per regalare ai bambini del quartiere di Monterusciello uno spazio nel quale giocare e divertirsi, il parco giochi di via Modigliani oggi perversa in uno stato di degrado e di abbandono, dopo i numerosi atti vandalici subiti nel corso degli anni. Realizzato circa sei anni fa dal comune di Pozzuoli, con i finanziamenti pubblici derivanti dalla legge 51 riguardante la realizzazione di impianti sportivi, il play-ground, che sorge in prossimità delle scuole elementari e medie Rodari, Annecchino e Diaz, era considerato da tutti una sorta di “oasi felice”. Scivoli, tubi colorati, altalene, labirinti e numerose attrazioni, alcune delle quali donate al quartiere 167 di Pozzuoli da Telecom Italia, immersi nel verde con tutto intorno alberi e panchine, sulle quali sedevano i genitori che da ogni parte del quartiere portavano i loro bimbi a trascorrere qualche ora di divertimento gratuito. Momenti di svago che da oggi difficilmente potranno rivivere, a causa dei continui atti vandalici che hanno reso la struttura quasi del tutto inutilizzabile. Dappertutto si vedono scritte con bombolette spray, che hanno imbrattato mura, panchine, giostre e una casetta a forma di triangolo, mai utilizzata, costruita per ospitare il custode del parco giochi. Sediolini divelti, corde di altalene spezzate, parti della pavimentazione anti-infortunistica, realizzata con un particolare materiale in grado di attutire i colpi a tutela dell’incolumità dei bambini, sradicate. Ed infine due incendi, entrambi di origine dolosa, che hanno distrutto quasi del tutto il parco. Il primo, dopo appena un anno dalla realizzazione della struttura, provocò la semi-distruzione di alcune giostrine, che non furono né ripristinate e nè rimosse. Ed il secondo, devastante, avvenuto circa due mesi fa, le cui fiamme hanno finito di distruggere il baby-ground, e le cui tracce sono ancora visibili sull’asfalto. Un autentico scempio, che ha sdegnato i residenti e i frequentatori del parco, che ora chiedono la rimozione di quella struttura, in quanto ritenuta pericolosa per i bambini che ancora vanno a giocare, e che da “oasi felice” si è trasformata in simbolo di inciviltà.

REPORT FOTOGRAFICO:





























































CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO

VENERDI' AL COMUNE DI POZZUOLI
di Gennaro Del Giudice
POZZUOLI. Dovrebbe svolgersi con ogni probabilità venerdì 21 agosto, presso gli uffici della casa comunale, la conferenza dei capigruppo al comune di Pozzuoli. All’incontro tra i rappresentanti dei vari gruppi consiliari verranno presentate alcune delle delibere da discutere nel prossimo consiglio comunale e fissata la data per quest’ultimo, dopo quello del 4 agosto andato deserta per mancanza del numero legale. Tra queste, i costi da riconoscere per lo smaltimento dei rifiuti, da considerare voce “fuori bilancio”; le entrate economiche derivanti dal “Festival del mediterraneo” tenutosi presso il Rione Terra e conclusosi il 1 agosto, composte da 120mila euro provenienti dal patrocinio della Regione Campania e 75mila da vari sponsor; l’annullamento di un vecchio bando di gara risalente al 2005 riguardante la realizzazione di un cimitero nel quartiere di Monterusciello, per il quale furono presentate anche delle offerte.

martedì 18 agosto 2009

IL COMUNE DI NAPOLI VENDE L'ISTITUTO VITTORIO EMANUELE

PER LA STRUTTURA DI ARCO FELICE FISSATO IL PREZZO DI VENDITA

di Gennaro Del Giudice
pubblicato dal quotidiano "ROMA" martedì 18 agosto 2009

POZZUOLI. Il comune di Napoli ha fissato il prezzo ufficiale per la vendita dell’ “Istituto Vittorio Emanuele” di Pozzuoli. Durante il consiglio comunale del 10 luglio, la giunta presieduta dal sindaco Rosa Russo Iervolino, ha approvato in 2.260.000 euro il valore di stima per l’immobile che sorge in via Raimondo Annecchino, nei pressi della stazione della cumana di Arco Felice. La struttura, che per anni ha ospitato le classi elementari del quarto circolo didattico di Pozzuoli, figura tra gli edifici inseriti nel piano di dismissione del patrimonio immobiliare disponibile del comune Napoli.
L’Istituto Vittorio Emanuele fu chiuso circa 6 anni fa per problemi strutturali, che portarono le istituzioni a dichiarare lo stato di “inagibilità” della palazzina e a trasferire le centinaia di alunni delle scuole elementari in un’altra struttura più sicura, in via Luciano, nei pressi del cimitero di Pozzuoli.
Chiusa la struttura, che oggi perversa in uno stato di degrado e di abbandono, per anni si sono susseguite proposte e progetti di recupero dell’immobile, mai realizzatisi. Oltre ai vari comitati cittadini e alle associazioni, che proponevano un recupero della struttura finalizzata alla creazione di una “casa delle associazioni” e di un ostello della gioventù, qualche anno fa anche l’ex assessore all’istruzione del comune di Pozzuoli, Pasquale Giacobbe, realizzò un progetto di restaurazione e recupero dei locali mai portato a compimento. E non ultima, la volontà da parte dello stesso comune di Pozzuoli di acquistare l’immobile. Una volontà rimasta tale dinanzi all’eccessiva richiesta da parte dell’ente proprietario, e che fu ritenuta dall’amministrazione puteolana eccessiva e fuori dal reale valore di stima dell’immobile.

lunedì 17 agosto 2009

SPIAGGIA NEL DEGRADO

TRA LICOLA E FUSARO CHILOMETRI DI COSTA ABBANDONATI

di Gennaro Del Giudice
LICOLA/POZZUOLI. La “terra di nessuno” è lì, in quel lungo tratto di spiaggia libera che da Licola mare si estende fino a Torregaveta. L’ingresso è a qualche decina di metri dalla stazione della cumana di Marina di Licola, in via Sibilla, dove termina l’ultimo dei tanti lidi balneari privati. Qui ci sono le dune, le caratteristiche colline di sabbia, simbolo di questo tratto di costa. Ai lati dell’ingresso della spiaggia, situato alla fine della strada, ci sono due blocchi di cemento armato, forse messi lì per non consentire l’accesso alle automobili. A qualche metro c’è la foce, dove sgorgano i liquami “depurati”, provenienti dai depuratori di Cuma-Licola. Scorrono lungo un canale che li convoglia in mare, e qui, appena sfociati, si vanno a scontrare contro su una sorta di cupolone, che divarica il flusso fognario in due parti. L’acqua qui è un misto tra il marrone e il grigio, puzza, e tutto intorno l’aria è pesante. A pochi metri, in lontananza, le onde che si infrangono sulla battigia lasciano un alone di “pudicio” anche sulla sabbia, che puzza. La spiaggia è sporca, tra le dune che sovrastano il tratto di spiaggia e la battigia c’è di tutto, immondizia di ogni genere, ci sono carcasse di animali in stato di decomposizione, cani che vagabondano, escrementi di cavalli. Perchè da queste parti i cavalli vengono a correre insieme ai loro fantini, scorazzando lungo tutto il tratto di costa, fino a Fusaro. C’è anche una capra morta, che giace a terra, tra le mosche.
E in mezzo a tanto scempio, dove è difficile trovare una porzione di spiaggia pulita dove poter mettere l’asciugamano, ci sono alcune famigliole, ci sono dei bambini che giocano con la sabbia, che fanno il bagno, nonostante tutto. Una donna, a qualche metro dalla foce, raccoglie le “telline” in acqua. Uno scenario sconcertante, inverosimile, reso ancora più assurdo dalla presenza di uomini che a poca distanza, in prossimità delle dune, prendono il sole nudi, si abbracciano e scambiano effusioni, alcuni addirittura sotto capannelli di asciugamani impegnati in atti sessuali. Noncuranti della presenza dei bambini. Passa un giovane, uno dei tanti operai che nell’ora di “spacco” dal lavoro vengono a mangiare la colazione, per stare un pò sulla spiaggia, per rilassarsi.
“Qui è pieno di femminelli, su questa spiaggia si danno appuntamento, è il loro luogo di ritrovo. Girano in perizoma e spesso anche nudi. E poi vanno ad “appartarsi” sulla spiaggia per fare le loro cose”. Mentre Roberto, che spesso viene su questa spiaggia per far correre il suo cane, racconta: ”Qui ci sono guardoni, prostitute e uomini che si prostituiscono, ti offrono dei soldi per avere rapporti con loro. Una volta vidi due uomini impegnati in un atto sessuale in pieno giorno, proprio qui davanti, vicino a questa montagnella di sabbia”. Un ambiente surreale, inverosimile. Dove tutto sembra normale e dove tutto è consentito. In un tratto di spiaggia ormai dimenticato da tutti, diventato “terra di nessuno”.
REPORT FOTOGRAFICO:


























































domenica 2 agosto 2009

AVVISO AI LETTORI

DAL 3 AL 10 AGOSTO IL BLOG NON VERRA'AGGIORNATO.
NELL'AUGURARE UNA BUONA ESTATE E BUONE FERIE A TUTTI, DO APPUNTAMENTO AI GENTILI LETTORI PER MARTEDI' 11 AGOSTO CON NUOVE NOTIZIE, AGGIORNAMENTI ED APPROFONDIMENTI.

Con affetto,
Gennaro Del Giudice

sabato 1 agosto 2009

CROSSING: DIPENDENTI MANDATI IN FERIE SENZA DATA DI RIENTRO

DALL'AZIENDA SOLO UNA COMUNICAZIONE VERBALE: "VI FAREMO SAPERE"

di Gennaro Del Giudice
pubblicato dal quotidiano "ROMA" domenica 2 agosto 2009

NAPOLI. Ferie anticipate per i dipendenti della Crossing srl, anziché chiudere il 7 agosto, l’azienda ha deciso di chiudere il call center del centro direzionale di Napoli una settimana prima. Il tutto, senza che ai dipendenti venisse inoltrata alcuna comunicazione scritta da parte della propria società. Solo un avviso verbale da parte dei coordinatori della sede di Napoli. “Vi chiameremo telefonicamente entro il 31 agosto, e vi faremo sapere quando dovrete ritornare a lavorare” è quanto detto ai lavoratori, con contratti a tempo indeterminato, determinato e a progetto. E per i contratti scaduti il 31 luglio, nessuna comunicazione per quanto riguarda un eventuale prolungamento. “Ed il tutto fatto senza stilare un piano programmato di ferie” è quanto denuncia Massimo Tagliatatela, esponente della UilCom di Napoli, sindacato al quale sono iscritti parte dei dipendenti titolari di contratti a tempo indeterminato. “Questi ragazzi sono stati mandati in ferie improvvisamente, con stipendi non pagati da diversi mesi e principalmente senza una copia del contratto di lavoro firmato con l’azienda. Un fatto preoccupante, tenendo conto di quanto già successo un anno fa con la Serna srl” Azienda che, prima di essere messa in liquidazione, operava nello stesso call center e con la quasi totalità dei dipendenti della Crossing. Un totale di stipendi non pagati da parte della Crossing srl ai dipendenti del call center del centro direzionale, che a quanto pare, si aggirerebbe intorno al mezzo milione di euro. Dall’azienda, nel frattempo, non sono arrivate comunicazioni né risposte ai solleciti inoltrati da parte degli stessi sindacati, preoccupati per quanto sta accadendo e per quanto potrà accadere. “ Siamo andati in ferie lasciando in azienda 6 stipendi, la tredicesima e il tfr, per un totale di circa 8mila euro” è la denuncia che arriva da uno dei dipendenti con contratto a tempo determinato, che insieme ad un gruppo di colleghi ha dato mandato all’avvocato della Fistel – CISL, Francesco Andretta, di procedere attraverso vie legali per ottenere le spettanze economiche finora non percepite.