giovedì 10 dicembre 2009

DENUNCIO QUANTO VISTO

Stamattina (giovedì 10 dicembre) mi trovavo in corso Umberto I a Napoli, strada meglio conosciuta come il "Rettifilo". Ero in macchina, nel traffico, alle ore 11 circa. C'era una volante della polizia municipale, ferma vicino ad un cantiere. Improvvisamente, un uomo senza divisa, con la paletta, immagino trattasi di un capitano o un graduato del corpo dei vigili urbani, si è avvicinato ad uno dei tanti neri che, lungo il marciapiedi, era intento a vendere degli oggetti di poco valore, borse e bijotterie. L'uomo, con fare che definirei arrogante, si è rivolto verso l'immigrato minacciando di colpirlo con la paletta. A quel punto, il ragazzo di colore, divincolandosi, ha lasciato incustodito il tavolino con i suoi "beni", che sono stati prontamente presi da un vigile urbano. La scena sembrava quella tipica di un furto, con il complice che distrae e il ladro che ruba. Il vigile urbano, approfittando della distrazione, ha arrotolato il tutto in un lenzuolo, mentre il giovane di colore, insieme ad un connazionale scappava via. La cosa che mi ha colpito e che mi ha indotto a "denunciare" non è l'azione che immagino sia di sequestro, ma le modalità d'azione. In quel momento c'erano tanti giovani di colore a vendere, così come tanti erano i bianchi e tanti gli italiani lungo quella via. Perchè proprio a quel ragazzo? E perchè in quella maniera? Un'azione di sequestro, legittima, per la quale non ho nulla da obiettare, non credo vada svolta in quella maniera. Magari presentandosi, chiedendo documenti d'identità, controllando l'autenticità e la provenienza dei prodotti. Insomma, un normale controllo fiscale, con eventuale azione di sequestro. E non un'aggressione che mi permetto e mi assumo la responsabilità di dirlo, è stata fatta forse perchè quel giovane era nero? Non credo che i vigili, trovatisi di fronte ad un napoletano residente ai Quartieri Spagnoli o a Forcella, avrebbero assunto lo stesso comportamento. Mi preme sottolineare alcuni particolari che mi hanno colpito durante quei pochi istanti. A poca distanza c'era il classico bancarello del gioco com le 3 campane, un venditore di sigarette e alcuni venditori di castagne, immagino non in regola. Ma la cosa più emblematica è stata l'espressione di una vigilessa e di un vigile fermi vicini all'auto della polizia municipale, un'espressione di tenerezza e di rammarico sul loro viso. Una sorta di impotenza di fronte a quello che, seppur fatto in maniera legittima(?), aveva la parvenza di un autentico sopruso.

Gennaro Del Giudice

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