martedì 14 settembre 2010

BOMBOLA DI GAS LANCIATA DAL CAVALCAVIA

PAURA SULLA STATALE 7 QUATER IN DIREZIONE MONTERUSCIELLO
IL CONTENITORE IN FERRO PIENO DI GAS HA COLPITO UN'AUTO CHE SI E' RIBALTATA: ILLESE LE DUE DONNE

di Gennaro Del Giudice
pubblicato sul "Roma" e "Il Corriere Flegreo" martedì 14 settembre 2010
POZZUOLI. Una strage, un'assurda strage sfiorata solo per una frazione di secondi e una manciata di millimetri. Una bombola di gas di 15 chili che viene lanciata da un cavalcavia, da un’altezza di circa 6 metri sulla strada sottostante, dove in quel momento numerose automobili transitano. Un gesto assurdo, terribile, ancora più devastante dell’ormai altrettanto assurdo lancio di massi dal cavalcavia. Dopo un volo di sei metri, lanciata dalla mano di un folle (nonostante che sul cavalcavia ci fosse una rete di protezione in ferro alta almeno 2 metri), la bombola si schianta sull’asfalto, cade davanti a un’auto, all’impatto col suolo quasi esplode, provocando una grossa fiammata. La conducente del mezzo vede cadere la bombola davanti a sé, il suo abitacolo viene sfiorato di pochi millimetri, nonostante l’auto in movimento e senza neppure avere il tempo di frenare, la donna tenta una disperata manovra per scansare l’improvviso ostacolo. Sbanda, finisce contro il guardrail, finisce in testa coda, poi la sua auto si ribalta, finendo sottosopra. In quel momento altre vetture transitavano, fortunatamente nessuna veniva coinvolta.
Strage sfiorata ieri mattina lungo la Strada Statale SS7 Quater, tra gli svincoli di Lago Patria e Varcaturo, al chilometro 46. Sono le 8,45 circa, quando Lucia De Cicco 48 anni, Emilia Caruso, 23 anni, rispettivamente madre e figlia, residenti nel giuglianese, stanno percorrendo la strada statale a bordo della loro vettura, una Hyundai modello Atos di colore bianco, procedono in direzione Pozzuoli. La 48enne è alla guida, al suo fianco sul sedile anteriore destro è seduta la figlia. Improvvisamente, a qualche centinaia di metri prima dello svincolo di “Varcaturo”, appena superato il primo cavalcavia, sul quale sorge una delle stradine interne all’interno della località giuglianese, una bombola di Gpl di colore beige, (di quelle classiche da cucina) viene lanciata dal ponte. Un peso di circa 15 chilogrammi che finisce sulla strada, dopo un volo di oltre 6 metri, (a tanto ammonterebbe l’altezza del viadotto) e per di più carico di gas, diventa devastante. Le due donne all’interno della Hyundai vengono sfiorate di qualche millimetro, la bombola all’impatto con l’asfalto fa una fiammata, l’auto si ribalta, la parte anteriore si accartoccia su se stessa. Madre e figlia riescono ad uscire dall’abitacolo ribaltatosi, fortunatamente illese. Se avessero oltrepassato quel cavalcavia qualche millesimo di secondo dopo, la bombola sarebbe potuta finire direttamente sul parabrezza anteriore dell’auto, l’impatto del grosso peso dopo il volo sarebbe stato fatale. Messesi in salvo, le due donne venivano soccorse da alcuni automobilisti che in quel momento si trovavano a transitare lungo la Statale. Sul posto giungevano i vigili del fuoco della squadra 5B della caserma di Monterusciello che rimuovevano la bombola provvedendo alla sua messa in sicurezza, gli agenti della sezione Polizia stradale di Napoli di Piazza Carlo III, carabinieri, sanitari del 118, uomini del servizio stradale Anas.. Sul selciato, una grossa macchia di bruciato, provocata dalla fiammata della bombola, all’interno della quale c’era una modesta quantità di gas. Delle due donne all’interno dell’automobile, la 23enne, Emilia Caruso, veniva caricata a bordo di un’ambulanza dai sanitari e trasportata presso l’ospedale “Santa Maria delle Grazie” in località “La Schiana” a Pozzuoli in stato di shock. Per lei e la mamma fortunatamente nessuna conseguenza grave, solo tanta paura. Ripercussioni anche sul traffico in direzione Pozzuoli. La situazione tornava alla normalità intorno alle 11, quando l’auto caricata su un mezzo di soccorso, veniva rimossa.
La bombola di Gpl veniva sottoposta a sequestro da parte degli agenti di Polizia Stradale. Nel frattempo, in tutta la zona circostante al cavalcavia iniziava un’autentica “caccia all’uomo”.
L’attentatore, dopo il folle gesto, probabilmente frutto di una “bravata”, ( sarebbe questa uno delle ipotesi più accreditate) si sarebbe dato alla fuga probabilmente attraverso qualche stradina all’interno di Varcaturo. Il ponte dal quale era stata lanciata la bombola veniva battuto palmo a palmo dagli inquirenti alla ricerca di indizi utili per risalire all’attentatore. Alcuni testimoni avrebbero assistito alla scena. A quell’ora, su entrambi i sensi di marcia, numerosi gli automobilisti che viaggiavano in direzione Lago Patria e Pozzuoli. I loro racconti potranno essere utili per tracciare un identikit della persona che materialmente ha lanciato la bombola sulla strada. Il timore da parte delle autorità che indagano sul terribile episodio è che ora il folle e assurdo gesto, possa essere emulato, così come accaduto per il lancio di massi dai cavalcavia.

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