venerdì 10 dicembre 2010

COCCEO, VERIFICHE PER LA STABILITA'

PRIMO SOPRALLUOGO ALLA GROTTA PER ACCERTARE LA TENUTA DELLO STRATO DI TERRENO

di Gennaro Del Giudice
sul "Roma" venerdì 10 dicembre 2010

BACOLI. Mattinata di sopraluoghi in via Scalandrone, a Bacoli, all’indomani dello sgombero delle otto famiglie residenti nelle quattro villette costruite sopra la Grotta di Cocceio, il cunicolo che unisce il lago d'Averno con l'Acropoli di Cuma. Al lavoro nella giornata di ieri i funzionari dell’ufficio tecnico del comune di Bacoli, impegnati a verificare la tenuta dello strato di terreno sul quale sorgono le abitazioni. Le prime evacuazioni erano iniziate la settimana scorsa, a seguito del provvedimento adottato dal pubblico ministero della Procura delle Repubblica di Napoli Federico Bisceglia dopo una segnalazione da parte della soprintendenza ai Beni archeologici che, anche a seguito delle recenti piogge, definì la situazione un «pericolo gravissimo». Da lì il provvedimento di sgombero che costrinse le prime due famiglie a lasciare le proprie case, disposizione conclusasi mercoledì sera, con lo sgombero di altri 8 nuclei familiari tutti residenti lungo una delle stradine che sorgono ai lati di via Scalandrone, al confine tra i comuni di Pozzuoli e Bacoli. Nel frattempo le 10 famiglie trasferitesi in alloggi e alberghi messi a disposizione dal comune di Bacoli, eccetto una coppia di americani, ultimi a lasciare la propria casa, ospitata presso il CarneyPark di Pozzuoli, attendono i risultati dei sopralluoghi per poter far ritorno nelle proprie abitazioni. L’ordinanza di sgombero delle villette costruite sopra la Grotta di Cocceio risale al 1997, quando ai proprietari degli edifici fu notificato il provvedimento mai divenuto esecutivo. Fino alla scorsa settimana, quando il comune ha ripreso l’ordinanza dopo le disposizioni della Procura della Repubblica. Le costruzioni nella zona sono nate agli anni Ottanta, a ridosso dell'antica galleria lunga circa un chilometro, divenuta off-limits per problemi di carattere statico della struttura. Poi il progetto di restauro della Grotta di Cocceio, nell'ambito del Por Campania 2000-2006, che ha subito una battuta d'arresto dopo l'ennesimo crollo che si è verificato due anni fa, un cedimento che ha bloccato la fruibilità turistica e i piani di recupero. Ma anche il ritrovamento di una colonia di pipistrelli a rischio estinzione da parte degli archeologi ha rallentato le opere, modificate successivamente a tutela della specie nidificante all'interno del cunicolo. "Quanto sta succedendo purtroppo non dipende da noi, è una situazione che ci siamo ritrovati e per la quale siamo vicini alle famiglie sgomberate" afferma il primo cittadino, Ermanno Schiano "Attendiamo l’esito dei sopralluoghi e delle verifiche di stabilità da parte dei tecnici e se sarà appurato che non sussiste alcun pericolo per gli edifici sovrastanti la Grotta di Cocceio, non ci sarà alcun problema per far si che le famiglie ritornino nelle proprie abitazioni".

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