mercoledì 16 settembre 2009

CALL CENTER FRODE COLOSSALE

GLI STESSI PROPRIETARI DELLA "CROSSING SRL" DI NAPOLI AL CENTRO DI UNA DENUNCIA DA PARTE DEL FISCO

Tratto da un articolo di Stefano Mengozzi pubblicato sul quotidiano " LATINA OGGI" il 16 maggio 2009
(all'interno del blog alle voci "Crossing" e "Serviti" 3 precedenti articoli realizzati dal sottoscritto sulla stessa vicenda )

POMEZIA. Diciassette milioni di euro. questo il valore complessivo della frode fiscale accertata dal comando provinciale della Guardia di Finanza nei confronti di una nota società di Pomezia nel settore dei call center. E' l'esito di un' operazione condotta dagli uomini del generale Andrea De Gennaro che hanno individuato un gruppo societario del settore call center di zona a capo del quale c'era A.V.G., 41 anni, amministratore di fatto, che ha sistematicamente omesso, nel periodo dal 2005 al 2008, i versamenti di imposte, contributi previdenziali ed assistenziali e ritenute fiscali degli oltre 650 dipendenti, di cui 23 risultati irregolari e 20 completamente in nero, per un totale di circa 17 milioni di euro. Il metodo messo in campo dall'uomo, molto noto in città, è un gioco di scatole cinesi secondo uno schema nuovo: invece di fatturazioni fittizie, come spesso si fa per tentare di frodare il fisco, A.V.G. aveva elaborato un sistema più complesso, dando vita ad un
gruppo (una sorta di holding) proprietario di diverse società. Una di queste, quella a cui facevano
capo i dipendenti, aveva sede all'estero - in Bulgaria- e intitolata ad una «testa di legno» del posto. In questo modo è stato possibile per più di tre anni non pagare oneri e contributi ai dipendenti riuscendo a farla franca. Scoperto il trucco, i finanzieri non si sono limitati a denunciare l'imprenditore e altre nove persone che con lui hanno architettato la frode, ma si sono
rifatti sulle proprietà dell'uomo e delle sue società, visto che questi non lasciava che gli incassi delle commesse giacessero sui conti correnti bancari ma li reinvestiva sistematicamente
per l'acquisto di immobili su tutto il territorio nazionale. Per questa ragione la Guardia di Finanza, su ordine del sostituto procuratore di Velletri Giuseppe Travaglini, che ha coordinato le indagini,hanno provveduto al sequestro di ben 12 unità immobiliari, alcune nel territorio di Pomezia ed altre sparse sul suolo italiano, per un valore complessivo di circa 1,7 milioni di euro. Gli immobili -secondo le ultime norme emesse - non sono stati solo sequestrati ma già confiscati per ripagare parte del debito contratto con lo Stato.

6 commenti:

  1. Fa bene ad occuparsi di queste "strane" aziende...i quotidiani spesso sottovalutano quanto peso abbiano nell'economia reale.Bravo!

    Francesco
    Quarto (NA)

    RispondiElimina
  2. AHAHAH Avete visto com'è grande la giustizia divina?
    Giorgio Arcobello Varlese denunciato insieme alla sua dolce consorte e ad altre
    8 persone per frode fiscale.
    Deve allo Stato 17 milioni di euro. Intanto gli sono stati confiscati i beni
    e adesso chiuderanno tutte le sue società per ricavarne liquidità.
    Adesso, e mi riferisco a tutti quelli che ancora lavorano lì, chi è che sta rosicando?
    Noi, che abbiamo già trovato un lavoro e avremo i nostri vecchi soldi, e voi sapete perchè,
    o voi che avete perso un altro mese di alvoro?


    Una sola parola: DIO E' GRANDE

    E firmatevi su che, nel caso, basta andare alla farmasanitaria
    dovrebbero vendere i pannolini...

    Un'ultima cosa: non disturbatevi a rispondere, chiaramente senza firmarvi da vigliacchi che siete,
    lasciate perdere la tastiera...le mani vi serviranno quando andrete a zappare la terra
    perchè ricordatevi che, chi ancora lavora lì, sono
    solo le persone che hanno rimediato alla completa incapacità lavorativa
    (e voi sapete che da operatori valete pochissimo)
    con una grossa dose di lecchinaggio...
    Non avete mai parlato e per questo siete stati richiamati, e non dite che non è vero perchè ognuno in cuor suo lo sa,
    Era più facile truffare voi che chi si è ribellato

    Intanto ai miei amici dico: stasera apriamo lo Champagne, giustizia è fatta


    STEFANIA ROCCO

    RispondiElimina
  3. ho lavorato per la Ermetel x circa 4 anni, assunta, ma negli ultimi 2 anni avevo notato qualche cosa che mi puzzava...ho più volte chiesto spiegazioni ma nessuno sapeva dirmi cosa succedesse, alla fine quando ho visto che si metteva proprio brutta me ne sono andata...dopo due mesi sono iniziati i licenziamenti e poi...il CASINO più totale.
    Credo di essere stata l'ultima a cui è stato pagato il TFR, per i contributi devo controllare ma fino al 2006 c'erano!!!!
    IN BOCCA AL LUPO A TUTTI!!

    RispondiElimina
  4. PER L'ENNESIMA ED ULTIMA VOLTA INVITO TUTTI COLORO CHE SCRIVONO COMMENTI A RIPORTARE IL PROPRIO NOME/COGNOME O INDIRIZZO E-MAIL. IN CASO CONTRARIO IL COMMENTO INSERITO SARA' RIMOSSO.
    PER CHI SI FIRMA IN "ANONIMO" RICORDO CHE ESISTE SEMPRE LA POSSIBILITA' (ATTRAVERSO L'INDIRIZZO IP) DI RISALIRE AL MITTENTE

    RispondiElimina
  5. RICHIESTA URGENTE.
    Avrei necessità di sapere con quali Sindacati di Roma e Pomezia state procedendo (tipo di sindacato, indirizzo o numero telefono, nome avvocato del sindato) per permettere al mio avvocato di mettersi in contatto con loro.
    Scrivetemi pure al mio indirizzo email: eily@libero.it
    Grazie a chi vorrà rispondermi.
    Elisabetta

    RispondiElimina
  6. Ciao.
    Sono un po' delusa.
    Vi avevo chiesto a quali sindacati di Roma e Pomezia vi siete rivolti e non ricevo risposta.
    E poi vi lamentate e vi proponete in incontri.
    Ecco spiegato il motivo per cui Serviti, Sercom, Crosseling, Serna e tante altre la stanno avendo vinta contro noi ex dipendenti.
    Manca l'unione, solo chiacchiere e chiacchiere. Allora questo blog non serve a nulla!
    O tutti voi avete ricevuto lo stipendio e solo pochi "sfigati" non hanno ancora visto nulla?
    Attendo le informazioni sui Sindacati di Roma e Pomezia.
    Scrivetemi a: eily@libero.it.
    Elisabetta

    RispondiElimina

INSERISCI UN COMMENTO ALL'ARTICOLO:
(GLI UTENTI SONO PREGATI DI FIRMARE I PROPRI COMMENTI COL PROPRIO NOME/COGNOME O INDIRIZZO E-MAIL)