mercoledì 23 settembre 2009

L'IMPIANTO DI DEPURAZIONE DI CUMA-LICOLA SARA' RINNOVATO

INCONTRO TRA DIRIGENTI, TECNICI, COMITATI E CITTADINI
di Riccardo Volpe
articolo pubblicato sul quotidano "Roma" mercoledì 23 settembre 09

POZZUOLI/LICOLA. Almeno un anno affinché arrivi in mare, su tutto il litorale flegreo, acqua realmente depurata. Dopo la pietosa stagione estiva, dovuta al cattivo funzionamento dell’impianto di depurazione di Cuma, la regione Campania e la Hydrogest Spa, hanno deciso di mettere fine ad una delle condizioni che ha destato più malcontento tra la cittadinanza. Finalmente per associazioni, comitati e singoli cittadini, sembrerebbe arrivare un rinnovamento, atteso da anni, di un impianto obsoleto. A dare l’annuncio di questo piano finanziario d’investimenti sono l’ingegnere Bruno Orrico, responsabile della concessione Hydrogest per conto della regione Campania e l’ing. Gaetano de Bari, amministratore della Hydrogest Spa. I due dirigenti e amministratori, fino a qualche mese fa, facevano da scaricabarile l’uno sull’altro per il grave impatto ambientale che aveva provocato il malfunzionamento del depuratore di Cuma. «L´esperienza campana per noi è stata scioccante. Ora siamo arrivati quasi al punto di rottura. Non abbiamo un euro per fare investimenti e rimettere in sesto le macchine. La regione non ci paga. Non onora gli impegni contrattuali. Entro il 31 luglio prenderemo una decisone: o dentro o fuori». Queste erano le dichiarazioni, pubblicate dalla redazione di “9online” il 9 luglio, dell’Ing. De Bari. Sette giorni dopo alle pungenti dichiarazioni di De Bari rispondeva l’ing. Orrico da parte della regione Campania: «La Hydrogest ha sbagliato la fase di smaltimento dei fanghi prodotti in tutti gli impianti di depurazione. Ho bloccato i pagamenti già a marzo quando mi hanno presentato la fattura trimestrale relativa a dicembre/febbraio. Volevano 2 milioni 300mila euro, una spesa che non ho autorizzato per vari motivi, uno su tutti l’inadempienza. Non escludo che dovranno pagarci i danni per tutta questa vicenda». Ma a pagarne i danni per il momento sono stati solo cittadini e imprenditori della zona. A due mesi di distanza, però, ancora il depuratore riversa acqua inquinata in mare. «In questo momento – afferma l’ing. Gaetano De Bari – riversiamo uno scarico in mare che sicuramente non è a norma, ma solo con qualche parametro alterato, basti vedere gli attuali dati dell’Arpac». Entro ottobre, quindi, dovrebbe essere sottoscritto l’accordo. Un piano d’investimenti per fronteggiare l’emergenza che dura da anni. I progetti per l’impianto di Cuma riguardano soprattutto la rifunzionalizzazione e l’adeguamento dell’impianto e la maggior parte dei fondi, pertanto, verranno stanziati per la fase biologica, cuore dell’impianto di depurazione, che è in cattive condizioni. È previsto tutto il ripristino della fase biologica e la messa in funzione di tutte le macchine prima della nuova stagione balneare. In caso che la Hydrogest non dovesse rispettare i tempi, ci saranno delle sanzioni penali applicabili all’appalto. L’Arpac, agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania, Ente strumentale della Regione Campania istituito con una legge regionale, ha inoltre annunciato che l’impianto verrà dotato di nuove strumentazioni per le analisi dell’acqua. Intervento necessario dato che le ultime analisi rilevate durante le ore di sciopero, nelle quali tutto è stato riversato in mare tal quale, non riportavano nessuna differenza rispetto al tasso d’inquinamento degli anni precedenti.

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