lunedì 28 settembre 2009

OMISSIONE DI VIGILANZA E ABBANDONO DI INCAPACI

E' L'ACCUSA DA PARTE DEGLI INQUIRENTI NEI CONFRONTI DEL PERSONALE MEDICO E PARAMEDICO DEL CENTRO DI IGIENE MENTALE DI POZZUOLI

di Gennaro Del Giudice
articolo pubblicato dal quotidiano "Roma" martedì 29 settembre 2009

POZZUOLI. Si indaga sul triste episodio di violenza sessuale, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, all’interno del centro di igiene mentale Asl Napoli2 di Pozzuoli. Dalle indagini condotte dagli uomini del commissariato di polizia di Pozzuoli, diretti dal vicequestore dott. Antonio Canta, emergerebbe un quadro accusatorio da parte degli inquirenti abbastanza grave nei confronti della struttura e della gestione del servizio da parte del personale medico e paramedico tale da poter indurre il sostituto procuratore, Francesco Di Falco, a contemplare l’eventualità di misure “estreme” come il blocco totale delle attività e la chiusura del centro. Una ricostruzione dei fatti da parte degli inquirenti, sulla base dei sopralluoghi effettuati presso la struttura di via Antonino Pio n.1, nel Rione Toiano, e sulla base delle testimonianze da parte dei dipendenti del centro, che hanno delineato i contorni di quella che potrebbe presentarsi come una triste storia di degrado sociale e malasanità.
E da qui, l’ipotesi accusatoria, formulata dagli stessi inquirenti nei confronti del personale del centro di igiene mentale, che contemplerebbe il reato di omissione di vigilanza ed abbandono di incapaci. Infatti, dalla ricostruzione dei fatti, è emerso che la giovane O. D. , 18 anni, sottoposta a cure dal mese di agosto, e per la quale i sanitari avevano predisposto il ricovero presso la struttura a partire dal 19 settembre, stando al racconto fornito agli inquirenti, avrebbe avvisato più volte il personale medico delle continue ed insistenti attenzioni ricevute da A. R. , 30 anni, di Pozzuoli, da oltre vent’anni seguito dai sanitari per disturbi legati a schizofrenia. Un’ allarme, a quanto pare, dato al personale del centro medico anche dai familiari della giovane, allarmati per l’atteggiamento del giovane verso la propria figlia, ma a quanto pare, secondo quanto riportato dall’accusa, rimasto inascoltato. Infatti, secondo il racconto fornito dalla ragazza nel pomeriggio di sabato alla zia, la giovane, probabilmente spaventata dall’idea di dover pernottare nella struttura dove c’era la presenza di A. R. , avrebbe richiesto ai sanitari presenti nel centro di poter dormire con la porta della stanza chiusa a chiave o in compagnia di una delle infermiere. Per entrambe le richieste gli sarebbe stata data risposta negativa. E nella notte si sarebbe consumata la violenza sessuale, quando, secondo quanto emerso dalle indagini portate avanti dagli inquirenti, all’interno della struttura era presente un solo infermiere. La 18enne, che nel frattempo era sotto l’effetto di sedativi, non sarebbe stata quindi in grado di avvisare il sanitario che stazionava all’interno del centro. Violenza denunciata solo il giorno dopo quando, nella sera di sabato U.P. madre della vittima, dopo aver appreso il racconto della figlia, si è recata presso l’ospedale Cardarelli di Napoli per sottoporre la giovane a visita medica, dalla quale sono emersi segni evidenti di violenza sessuale. E da qui la denuncia da parte della donna che ha fatto scattare le indagini da parte degli inquirenti atte ad appurare la veridicità di quanto denunciato, verificare le probabili colpe da parte del personale e l’idoneità della struttura che ospita disabili mentali. La quale, sempre secondo l’accusa formulata dagli inquirenti, ospiterebbe le stanze per il pernottamento di uomini e donne sullo stesso piano, anziché su due piani differenti. Dopo la denuncia la ragazza ha fatto ritorno nella propria abitazione mentre il A.R. tutt’ora si trova all’interno del centro e con ogni probabilità, vista la sua incapacità di intendere e di volere, potrebbe anche non essere imputabile per il reato commesso.Nel frattempo, l’Asl Na2 nord, ha annunciato attraverso un comunicato diffuso agli organi di stampa, di aver avviato una serie di procedure atte a verificare l’accaduto, in stretto contatto con gli organi di polizia, al fine di riscontrare se l’oggetto della denuncia corrisponda con quanto riportato dal personale sanitario del centro di igiene mentale di Pozzuoli.

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